Il dottor Marco Barla del Politecnico di Torino sui dispositivi di protezione nel basket: «Mascherine unico modo per giocare senza tamponi continui»
Intervistato da Tuttosport, il dottor Marco Barla – professore e referente per le attività sportive del Politecnico di Torino – si è così espresso riguardo alle misure da intraprendere nel basket nella fase-3 dell’emergenza Coronavirus.
«Le strade sono tre – ha riferito – non giocare, farlo con dispositivi di protezione oppure soltanto con giocatori ufficialmente sani. […] La periodicità dei controlli comporta costi poco sostenibili per qualsiasi sport che non sia il calcio. […] E qui entra in gioco il discorso del dispositivo di protezione».
«Deve essere adeguata per lo sport – ha spiegato Barla – garantire cioè respirabilità e filtrazione, caratteristiche in contrasto. Diversi produttori già ne stanno mettendo sul mercato, ma non hanno la certificazione. Al Politecnico abbiamo quindi iniziato uno studio. Uno sportivo avrebbe bisogno di 200 litri/minuto, il dispositivo medico permette 95 litri/minuto: per la prima soluzione servirebbe una superficie più grande, ma ridurrebbe le prestazioni dell’atleta».
«Puntiamo a essere pronti per l’estate, diciamo fine luglio – ha concluso il professore – Al momento siamo allo studio: occorreranno 15 giorni per i materiali e l’indossabilità. Poi sarà la volta del design, infine dei test. […] Sarebbe l’unico modo per giocare senza ricorrere ai tamponi continui, e dunque sarebbe fondamentale soprattutto per l’attività non di vertice».



