Dopo il derby andato in scena sabato sera valido per il campionato di basket serie D tra Lella e Monsummano, abbiamo fatto due chiacchiere con il protagonista del match: ecco le impressioni del biancoblù Alessandro Manfra
E’ uno dei pilastri del Lella Basket e anche nella partita di sabato scorso contro gli Shoemakers Monsummano lo ha confermato: Alessandro Manfra, classe 1997, ha trascinato i suoi alla vittoria, siglando 18 punti personali e facendo valere tutta la sua fisicità.
Ecco quali sono state le sue impressioni al termine della partita, quando si è presentato ai nostri microfoni:
Ciao Alessandro! Cominciamo subito con il derby: l’inizio gara per voi del Lella non faceva pensare a una vittoria così “netta”. Cosa è cambiato nel corso della partita?
«E’ vero all’inizio abbiamo faticato molto. Loro sono una squadra dai ritmi altissimi, concludono sempre le partite a punteggi alti e nei primi dieci (se non venti) minuti abbiamo pagato questa loro irruenza. Poi il coach ha chiamato un paio di time out, abbiamo stretto le maglie in difesa (siamo la migliore del campionato) e in attacco abbiamo giocato con tanta pazienza. Alla fine abbiamo avuto ragione noi»
Cosa vuol dire vincere il derby, anche da un punto di vista morale?
«È sempre bello vincere un derby, è innegabile e probabilmente anche scontato da dire. Con Monsummano ci ha sempre legato una rivalità cestistica, e solo cestistica, che negli ultimi anni ha trasformato le nostre partite in uno dei più belli spettacoli delle realtà minors. Classifica alla mano, però, rimane sempre una partita, ed una partita vale 2 punti. Per cui ovviamente è bello, ma già da oggi siamo concentrati su altro»
Dall’inizio dell’anno sei cresciuto tanto, diventando un punto di riferimento per la squadra. Ti senti tale? Quanto hai lavorato per questo?
«Sì , mi sento molto questo ruolo addosso, così come lo sentivo lo scorso anno. Però a me non piace parlare di me stesso né di singole individualità: siamo davvero un bel gruppo e siamo legati come fratelli. Definirei la nostra squadra una “macchina”, di cui ogni giocatore è un ingranaggio. Se tutti gli ingranaggi girano e sono ben oliati, allora le soddisfazioni arrivano. Lavoriamo duro in palestra per far sì che possano esserlo sempre».
Dove può arrivare questo Lella?
«Non so dirti dove possiamo arrivare, ma so dirti che vincere ci piace (come a tutti del resto) e cercheremo di regalarci queste emozioni più a lungo possibile. Noi rimaniamo umili e continuiamo a lavorare, già da mercoledì ci aspetta una partita importante contro Vela Viareggio in casa nostra. L’obiettivo rimangono sempre i playoff e semmai dovessimo arrivarci, finché saremo in ballo, balleremo».



