«Basta atteggiamenti negativi, guardiamo avanti e tifiamo Pistoiese»

La lettera a cuore aperto di Gabriele Turelli nei panni di tifoso di Pistoia e dell’Olandesina

Dagli sfortunati mesi di apertura dell’anno 2021 caratterizzati da questo virus persistente e ignorante e da un girone di ritorno purtroppo del tutto negativo, ho osservato molto prima di parlare e dire la mia. “Mi son seduto sulla riva del fiume”, disse un indimenticabile Marcello Melani.

Il venti gennaio duemilaventidue è stata una giornata storica per la Pistoiese e per Pistoia, in quanto la famiglia Ferrari, che ringrazio personalmente perchè senza di loro evidentemente (le ragioni sono note ma le riporto nel prosieguo) non ci sarebbe stata la Pistoiese tra i professionisti negli ultimi 8 anni, ha ceduto le quote di maggioranza della Holding Arancione, la quale possiede il 100% della Us Pistoiese 1921 S.r.l., ad un “gruppo” (sono infatti due le società coinvolte e chissà se non si aggiungerà qualche altra) tedesco facente capo all’imprenditore Stefan Lehmann.

Leggo e sento, ho sentito ed ho letto, fin dai giorni che hanno preceduto l’atto notarile di cessione quote, commenti “spiritosi”, battute di pessimo gusto, insinuazioni e sottolineature di episodi del passato, sulle figure cui la nuova proprietà si è appena affidata. In due parole “atteggiamento negativo”… di una parte del “popolo arancione”, di pistoiesi. Difficile dire quanti in percentuale, spero un numero percentualmente basso, ma che poi così basso non è, se un po’ tutti e in tanti angoli della città percepiamo questo atteggiamento di pistoiesi con una brutta abitudine: quella di chi invidia, di chi pensa che nessuno possa far bene se non loro e solo loro, i pistoiesi. Personalmente mi sono stufato e faccio anche autocritica, mi rivolgo anche al sottoscritto.

E’ probabilmente (ma penso che l’avverbio giusto sia evidentemente) il principale motivo per cui Pistoia rimane sempre indietro rispetto a piazze e città alle quali non dovremmo invidiare nulla, come storia, appartenenza, eccellenze, patrimonio artistico e culturale. E’ una caratteristica forse anche italiana, ma noi pistoiesi l’abbiamo amplificata fin dal medioevo con le lotte tra neri di famiglie diverse. Nel 2022, pensando che da ragazzini “2001; odissea nello spazio” o “Spazio 1999” facevano pensare a un tempo così lontano ed evoluto sotto tutti gli aspetti, forse sarebbe il momento di svoltare, come si dice anche nello sport, appunto.

Di cosa parlo? Faccio due esempi proprio relativi a questo passaggio societario. Il Sig. Lehmann non lo conosciamo, ma per quale motivo, prima ancora che si sia presentato si insinuava non esistesse? E per quale motivo oggi si pensa che porti l’Olandesina al fallimento? Come mai facciamo il processo prima che i fatti siano accaduti? Potrà retrocedere oppure potrà portarci in B. In questo secondo caso sarebbe una cosa che aspettiamo da vent’anni e che darebbe gioia e lustro a noi tifosi, alla città ed alimenterebbe il turismo e gli interessi. Aspettiamo i fatti e nel frattempo tifiamo perché avvenga e non perché fallisca il tentativo.

Il nuovo DS della Pistoiese, Gianni Rosati, sono circa 40 anni che fa il dirigente sportivo. Fu già direttore sportivo nella Pistoiese del Presidente Bozzi (vorrei ricordare che dopo Melani è stato il Presidente con i migliori risultati sportivi … la nostra attitudine all’invidia di chi fa bene dette vita ad una contestazione pari a quella verso i Ferrari e ricordo che eravamo in B). Tornando al DS, non si va mica a sottolineare o vedere ciò che ha fatto in 40 anni di dirigente, ciò che aveva fatto alla guida della Pistoiese, ma bensì si evidenzia ciò che ha fatto nell’anno del Trapani. Aspettiamo i fatti e nel frattempo sosteniamolo.

Nel frattempo ci sarà anche da essere molto coerenti: la piazza ha voluto la cessione, la cessione è arrivata (peraltro “esotica” … in piazze come Livorno o Pisa avrebbero già tappezzato lo stadio di bandiere della Germania, anche di “fori” come si dice a Pistoia). Adesso dobbiamo riempire lo stadio, colorarlo di arancione, trascinare chiunque indossi e rappresenti la maglia arancione e la città – altro che invidie e insinuazioni. Dovremmo spingere per ottenere risultati ed una corrispondenza dalla nuova società, dallo staff, dalla squadra.

Poi è arrivata una notizia eccezionale: quella di un gruppo imprenditoriale, di una joint venture tra imprenditori, tra i quali Arcus Immobiliare di Reggio Emilia, Asap Studio, Salento Group Service, che ha depositato in Comune e fatto protocollare un progetto per realizzare uno stadio di quelli veri, uno stadio green, uno stadio con parcheggi, spazi, attività che si autoalimenta, come richiesto dalle attuali normative italiane e/o europee, finanziabile con fondi europei, che riqualificherebbe l’intera area dello e intorno all’attuale Marcello Melani, che darebbe lavoro, creerebbe indotto, genererebbe motivi di investimento nella stessa Olandesina – è ovvio che se si realizza uno stadio e lo si vorrà gestire lo si vorrà fare con una squadra che lo riempia e lo faccia frequentare, sicuramente non in C. Non mi intendo di politica, ma penso che sia un “colpo del capitano” anche per un’Amministrazione.

Bene! Noi pistoiesi siamo buoni a scrivere, commentare, sussurrare sghignazzando che “figurati se lo si fa a Pistoia”, “ma chi sono questi qui che pensano di venirlo a fare a Pistoia”, “secondo me è una bufala”… etc. Il tutto come se a far bene le cose fossimo solo noi pistoiesi e tra di noi sempre meglio io di te…paladini della pistoiesità…ma quale pistoiesità?

Un esempio concreto: in oltre un anno di tempo (in realtà sono almeno due gli anni della contestazione ai Ferrari) nessun pistoiese ha manifestato la volontà di mettersi al comando degli arancioni, nessuno imprenditore appassionato si è seduto di fronte ai Ferrari, nemmeno quelli che facevano della pistoiesità un elemento imprescindibile (ovviamente parlo di quelli che ne avrebbero avuto le possibilità, non certo di tutti). In sostanza nessuno è stato in grado o ha voluto riconoscere o garantire alla famiglia Ferrari ciò che evidentemente è stato offerto e riconosciuto da Lehmann, innanzitutto assumersi l’impegno di porsi alla guida dell’Olandesina. Per carità legittime scelte, ma coloro che scrivono contro gli “stranieri” si rendono conto che non esiste alternativa “casalinga” o “casereccia”?

La soluzione? Cominciare a pensare da grandi, non da provincialotti pistoiesi, realizzare quali sono le volontà intorno a noi e quali le possibilità che esprime o vuole esprimere la città e la Provincia: se vengono da fuori Pistoia ben vengano e supportiamo queste iniziative, tutti insieme in tutti i settori, anche relativamente al calcio, ad un quartiere, all’imprenditoria che può trarne beneficio. Oppure svegliamoci e prendiamo iniziative, anziché dire “ma sarebbe meglio…”, “…io avrei fatto…”.

Terminato questo sfogo critico ed autocritico vi racconto un sogno. E’ il 30 gennaio, mi sveglio e passo davanti ad un’edicola, la locandina (già le locandine delle cronache pistoiesi che parlano di Pistoiese …) riporta: “Lehmann procede con l’aumento di capitale promesso – Si uniscono a lui Iorio e Santo – Si profila la realizzazione di uno dei primi stadi di proprietà della serie C nel giro di due anni”.

Al di là della solita battuta pistoiese “e mi svegliai tutto sudato”, mi chiedo (e dunque esorto affinchè lo facciano) perché le parti e l’Amministrazione non dovrebbero sedersi rapidamente a un tavolo e cogliere un’occasione di sviluppo stratosferica per tutte le componenti, per i tifosi, per gli arancioni, per l’imprenditoria, per la città e per la stessa Amministrazione?

Saluti a tutti da un pistoiese arancione.

Gabriele Turelli

Redazione PtSport
Redazione PtSport
La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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