Parola al gigante de La T Gema: «Con la giusta testa siamo sulla retta via. Il rientro dall’infortunio è talmente bello che non so come spiegarlo»
Scorrono inesorabili le lancette del tempo. Marzo sta finendo, a breve entreremo in aprile e poi sarà maggio: per gli appassionati di pallacanestro ciò significa solo una cosa. I playoff sono la fase in cui il basket raggiunge la sua forma più pura ed avvincente, per trionfare o quantomeno fare bella figura serve presentarsi tutti sani e salvi. In Serie B Nazionale però la formula ed il calendario adottati rendono molto complicata la corretta gestione e preservazione delle forze, La T Tecnica Gema Montecatini ne sa qualcosa.
Nonostante sia in piena lotta per il secondo posto nel girone B, nel girone di ritorno le questioni riguardanti l’infermeria sono state costanti troppo spesso ricorrenti. La formazione termale non si è quasi mai presentata al 100% delle proprie forze, comprese le domeniche più recenti, e difficilmente si presenterà al meglio questo weekend in quel di Lumezzane. In compenso la famiglia rossoblù è tornata a poter riabbracciare e reintegrare un elemento chiave della cavalcata dell’annata passata, un muscoloso atleta del quale si era sentita eccome la mancanza fino al suo rientro avvenuto ad inizio di questo mese.
L’analisi di questa fase interlocutoria tra regular season e postseason è affidata ad uno degli elementi più acclamati dal pubblico di La T Tecnica, il redivivo centro Alberto Bedin: «Sicuramente questo non è il nostro miglior periodo, non tanto per i risultati che abbiamo ottenuto nelle ultime partite ma per i problemi fisici che abbiamo subito recentemente e che un po’ stiamo ancora pagando. Ovviamente questo fatto non deve essere una scusante per il futuro, invece di cercare scuse dobbiamo continuare a lavorare e giocare come sappiamo fare. Sia la Coppa che la scorsa partita ci indicano che, quando entriamo in campo con la giusta testa e la giusta determinazione, siamo sulla retta via. Solo così potremo prepararci con tranquillità al finale di stagione, è ovvio però che dovremo prima far recuperare la forma fisica a tutti gli acciaccati».
«ADESSO NON SERVE GUARDARE LA CLASSIFICA»
La T Gema proviene dal netto successo contro Fiorenzuola e nelle prossime due giornate se la vedrà in trasferta contro Lumezzane ed al PalaTerme contro Monferrato. Sono scontri sulla carta semplici ma che non permettono il minimo tentennamento se si vorrà giungere carichi e concentrati alle sfide decisive contro Orzinuovi e San Vendemmiano, veri e propri antipasti di playoff: «Per quanto riguarda la partita di domenica scorsa – sostiene in merito Bedin – abbiamo affrontato una squadra che presentava qualche defezione, ma sapevamo che sarebbe venuta a Montecatini col coltello tra i denti. Ci siamo presentati da subito l’atteggiamento giusto e l’abbiamo portata a casa in scioltezza. Dovremo trattare così tutte le gare da qui fino alla fine della stagione, anche perché l’insegnamento che ci ha lasciato la Coppa è che non dobbiamo temere nessuno. Certamente un po’ di rammarico resta per come è andata a Rimini, a nessuno piace perdere, però siamo tornati a casa con un moto di orgoglio in più ed una consapevolezza nei nostri mezzi incredibile. Sappiamo cosa dobbiamo fare per migliorare e dove dobbiamo lavorare in palestra. L’obiettivo verso il quale vogliamo andare resta lo stesso di inizio anno».
Un obiettivo condiviso però con un numero crescente di pretendenti, a fronte di sole tre poltrone disponibili come ricorda lo stesso Bedin. Nel dubbio di capire come affacciarsi al valzer di fine anno e con chi essere accoppiato (al momento il primo turno sarebbe contro la Luiss Roma), il lavoro per arrivare pronti va finalizzato già da ora: «In questo momento non serve a niente guardare la classifica e stare a pensare a quali squadre sono forti o meno. E’ un momento dell’anno in cui tutti si giocano qualcosa, chi i playoff e chi la salvezza. Bene o male tutte le avversarie hanno giocatori validi con la necessità di dover dimostrare, perciò non possiamo sottovalutare nessuna partita perché saranno tutte difficili. Il punto principale di ogni piano partita dovrà essere rappresentato dal cercare di limitare le capacità ed i riferimenti ad ogni avversario, questo dovrà valere sempre. Più che pensare adesso ed immaginare i possibili scenari, penso che ai playoff dipenderà tutto da come arriveranno le squadre: conterà come ci arriveranno, in quale posizione e soprattutto la condizione fisica e mentale. Lo abbiamo imparato sulla nostra pelle lo scorso anno, non importa se una squadra è seconda/terza per tutto l’arco del campionato perché se poi incontra la sesta in grande forma ci può essere la sorpresa».
RINASCITA E REDENZIONE
Il 16 maggio 2025, durante gara-3 dei quarti di playoff contro Mestre, il legamento crociato sinistro di Alberto Bedin cede e si rompe dopo un canestro, un episodio che di fatto farà collassare prematuramente il sogno di La T Gema. Il 4 marzo 2026, a Fidenza, il numero 15 viene finalmente ributtato nella mischia ed in pochi secondi ritrova subito la via della retina, scaricando con un urlo potentissimo tutta la rabbia per la lunga pausa forzata: «Beh, non vedevo l’ora che arrivasse quel momento. E’ stato talmente bello che non so nemmeno come spiegare le emozioni che ho provato, dopo dieci mesi di stop forzato era quello che sognavo. Ho vissuto male i giorni della riabilitazione, vedevo i ragazzi lì e non potevo dare loro una mano. E’ stato frustrante non poterli aiutare nei momenti di difficoltà, sognavo di poter rientrare e rendermi subito utile per loro che mi sono sempre stati vicini. Quel giorno è stato come una liberazione per me, ho lavorato duro nei mesi più difficili ed è estremamente gratificante poter calcare di nuovo un parquet».
Dopo il travolgente debutto stagionale la condizione è salita di settimana in settimana per l’ex-Fabriano, il quale ora punta a riprendersi ciò che la malasorte gli ha tolto nel 2025: «Non sono un tipo scaramantico e non ho interesse a nasconderlo, tanto si tratta un obiettivo chiaro a tutti coloro che ci seguono: vogliamo salire di categoria. Dobbiamo essere bravi noi ad arrivare in Serie A2 con qualsiasi mezzo, avremo una possibilità se riusciremo a restare compatti ed uniti oltre a godere di quel pizzico di fortuna che potrebbe bastare. Quello che mi è successo quasi un anno fa mi dà una carica emotiva ed un’extra-motivazione enormi, mi auguro che i miei compagni ne possano giovare».



