Aria di cambiamento ai “Giardinetti” dopo le dimissioni di Benozzi e Taddei. L’ex tecnico della Lampo: «Eravamo in linea con gli obiettivi»
Due facce della stessa medaglia, due società che condividono lo stesso fantastico impianto -i “Giardinetti”- e che adesso si trovano costrette a guardarsi intorno per cercare una nuova guida tecnica (il patron Giannoni ha già scelto Minichilli come sostituto). Questo il destino speculare di Lampo e Meridien, che in queste ore hanno salutato i propri allenatori dopo le dimissioni rassegnate al termine del settimo turno di Promozione. Benozzi e Taddei, infatti, hanno deciso di abbandonare le rispettive panchine in seguito ad una serie di risultati negativi, scegliendo di fare loro stessi un passo indietro.
Iniziamo con Davis Benozzi, tecnico con una grandissima esperienza fra giovanili e juniores e che, quest’anno, aveva provato per la prima volta l’esperienza in Promozione. Dopo un avvio incredibile gli ultimi 3 ko sono stati decisivi per l’interruzione del rapporto col club biancazzurro. Ecco le sue dichiarazioni in merito a quanto accaduto.
LE PAROLE DI BENOZZI
Mister partiamo dalla decisione di lasciare la Lampo, come è nata?
«Le dimissioni sono state prese di comune accordo con il presidente Giannoni dopo la brutta partita contro il Maliseti, al termine della quale ho capito che non c’erano più le possibilità di andare avanti. È stato un match strano, perché essendo in vantaggio di 2 uomini nel secondo tempo dovevamo segnare. Era necessario dare una scossa alla squadra e questo era l’unico modo -spiega Benozzi-. Però la domanda mi sorge spontanea, dopo il bell’avvio di stagione che avevamo fatto cos’è successo nelle ultime 3 partite? Perché o quella di inizio anno era solo fortuna, ma mi sembra strano, o altrimenti significa che durante le prime partite ero bravo e ora tutt’un tratto sono diventato scarso».
Cosa intende precisamente?
«Semplicemente che il declino avuto nelle ultime uscite è stato per certi versi inspiegabile. Anche perché comunque la Lampo era stata capace di vincere contro avversarie ben più forti e 2 delle 3 partite perse consecutivamente sono arrivate in situazioni particolari. La prima contro il Montecatini, infatti, è maturata all’ultimo minuto, e quella contro gli Amici Miei, per quanto fatto nel secondo tempo, è stata ingiusta. Quindi insomma, vuol dire che le cose erano state fatte bene, anche se conosco perfettamente il mondo del calcio e so che quando non vinci non puoi avere alibi».
«IN LINEA CON GLI OBIETTIVI»
Forse dopo l’inizio di campionato esaltante alla squadra è mancata un po’ di esperienza per reggere quei ritmi?
«Non saprei, perché comunque i giovani fanno parte del progetto tecnico della Lampo. Con me hanno giocato entrambi i portieri –Venturini e Porrà– che sono 2004 e Vitolo -attaccante- che è 2005. A mio parere è stato fatto un lavoro importante sulle quote, che sono sicuro si affermeranno tutte. Anche perché l’obiettivo iniziale era quello di valorizzare i ragazzi e raggiungere la salvezza…e pensare che fino al 90′ della quinta partita eravamo al secondo posto ancora imbattuti. Secondo me eravamo in linea con gli obiettivi, ma la sconfitta di Maliseti purtroppo è stata decisiva. La situazione che si è venuta a creare dipende anche degli infortuni, più o meno gravi, che abbiamo avuto. Dianda stava facendo bene ed è stato costretto a fermarsi per 1 mese, Zoppi si è fatto male al crociato, senza considerare tutti gli altri infortuni minori».
SULL’ADDIO DI TADDEI
Lato Meridien, invece, a metterci la faccia è il direttore sportivo Elio Rinaldi, che ci spiega come agirà la società dopo le dimissioni di Andrea Taddei. In verità questa non è la prima volta in stagione in cui l’ormai ex tecnico bianconero si trova costretto a fare un passo indietro. Già dopo il pareggio col Casalguidi, infatti, l’allenatore aveva deciso di abbandonare l’incarico, ma in quell’occasione era stato convinto a rimanere. Adesso, però, la scelta è stata accettata e di conseguenza il rapporto fra la Meridien e Taddei termina ufficialmente.
Rinaldi, cosa può dirci sulla vicenda Taddei?
«Niente. Mister Taddei ha dato le dimissioni e su questo argomento non c’è nulla da aggiungere. Posso solo dire che è una persona seria e leale, il resto sono solo chiacchiere inutili. Per quanto riguarda il sostituto dovremo aspettare che il presidente rientri a casa dato che in questo momento è via per lavoro. La squadra per adesso è stata affidata al secondo di Taddei -spiega il diesse-, e cioè Federico Magrini. Lui guiderà il gruppo per una o due settimane fino a quando non ufficializzeremo il nome del nuovo allenatore».
Quindi da parte della società c’era ancora fiducia in Taddei?
«Assolutamente sì. Nessuno l’avrebbe mai mandato via, è stato lui ha decidere di fare un passo indietro. Anche perché i risultati erano a suo favore, non c’erano i presupposti per un esonero. Per ora siamo quarti, il che è in linea con quello che ci eravamo prefissati ad inizio stagione. A differenza di ciò che dicono tutti noi non eravamo partiti per vincere il campionato, volevamo semplicemente migliorare la posizione di classifica della scorsa stagione. Il campionato è ancora lungo e pensiamo di poter comunque raggiungere i play off, che sarebbero un grande risultato».



