L’assistant coach di Trento sulla situazione del Pistoia Basket: «Serve una definizione dei ruoli. Ma la squadra può fare bene anche quest’anno»
«L’anno scorso l’accoglienza fu meravigliosa. L’emozione di rientrare al PalaCarrara è sempre incredibile: spero che possa essere un’altra bella giornata per rivedere amici che non vedo da tanto». Il secondo ritorno da avversario di Fabio Bongi a Pistoia è ormai dietro l’angolo: domenica in via Fermi va in scena la sfida fra l’Estra e la Dolomiti Energia Trentino, capolista imbattuta del campionato. La vetta della classifica parla anche pistoiese quindi: l’ex biancorosso ricopre infatti il ruolo di assistant coach dell’Aquila dal 2021, anno in cui ha salutato la società della sua città.
Ma nonostante la partenza, il classe 1972 continua a seguire con grande attenzione le vicende di casa Pistoia Basket. Astenersi dal commentare la situazione controversa di questo avvio di stagione diventa impossibile. «Chi è arrivato da fuori (il riferimento va ovviamente a Ron Rowan, nda) si è preso una bella responsabilità e un gran rischio: dopo un’annata come quella scorsa non era facile decidere di stravolgere tutto». La riflessione di Bongi diventa più profonda. «Questo discorso riguarda anche la Pistoiese: l’impressione, e lo dico senza intenzione di polemizzare, è che ci si faccia prendere da facili entusiasmi quando arrivano persone da fuori che promettono il raggiungimento di fantomatici traguardi, per poi ritrovarsi a dover fare i conti con una realtà differente. La città di Pistoia merita rispetto: mi piacerebbe che chi deve tutelare lo sport lo facesse».
Tornando alle questioni prettamente di campo, domenica Bongi ritroverà fra gli altri anche Tommaso Della Rosa, che come lui ha esordito da head coach sulla panchina biancorossa. «Prima e dopo il suo debutto da head coach ci siamo sentiti. Sono contento per l’opportunità che ha avuto, se l’è meritata, perché ha sempre messo il massimo impegno, a prescindere dal ruolo ricoperto. Per Pistoia è una grande fortuna avere un allenatore fatto in casa come Tommaso. Mi rivedo molto in lui: è partito come tifoso, è cresciuto dentro al palazzetto e fa quello di cui c’è bisogno per aiutare la società che ama».
Passata l’emozione iniziale, dopo la palla a due Bongi cercherà di fare del proprio meglio per aiutare Trento a continuare nella sua cavalcata. «Siamo stati fortunati a trovare ragazzi già pronti mentalmente e fisicamente. Il gruppo si sta trovando bene insieme, i giocatori si aiutano in campo e le cose stanno andando bene. Il segreto? Il club ha fatto un ottimo lavoro in estate, mettendoci a disposizione un ottimo materiale umano. Pistoia? Contro Sassari si è vista una squadra che ha cercato di giocare un po’ più insieme. Sarà un caso, ma ho visto il ritorno del direttore Marco Sambugaro in cima alla panchina e questo mi sembra un bel segnale. Il lavoro di Zare Markovski si vedrà con il tempo. Penso che adesso ci sia bisogno di equilibrio e di una definizione dei ruoli, fissando dei punti di riferimento. Il gruppo ha le potenzialità per fare una buona stagione anche quest’anno».



