Bottegone e Aglianese, si può (e si deve) dare di più

Diametralmente opposte le due squadre: giovane l’Aglianese, esperto il Bottegone. Ambedue accomunate però dal solito obiettivo: la salvezza

Con l’ingresso in punta di piedi in questo 2025, Progetto Volley Bottegone e Volley Aglianese sono alla disperata ricerca di punti. Esperto e imperniato su un gruppo storico il team arancione, giovane, sbarazzino e costruito pressoché quest’estate quello neroverde. Entrambe le squadre però hanno un solo obiettivo in testa: la salvezza.

Attualmente infatti occupano rispettivamente il penultimo e il terzultimo posto della classifica del girone B e arrivano entrambe da una lunga serie di sconfitte consecutive. Quattro ko di fila sono arrivati per il Bottegone, tre per l’Aglianese in un dicembre da dimenticare. Obbligatorio riprendersi in questo nuovo anno che tra pochi giorni metterà in scena la penultima giornata del girone d’andata.

BORN TO FIGHT

La truppa aglianese di coach Targioni durante l’estate ha subìto un importante restyling, salutando e accogliendo tante pedine. Una di queste arrivate al Capitini è l’opposto mancino Sara Brachi. Classe 2006, l’attaccante arriva da sette stagioni con la maglia del San Michele Firenze. La società fiorentina è sempre stata una fucina di riferimento per il panorama toscano capace di dare sempre spazio ad atlete giovani. In una di queste annate è riuscita ad emergere Sara, ormai avvezza da alcune stagioni a far parte di gruppi giovanili battaglieri con i quali si è fatta le ossa tanto da esser scelta per una piazza importante come l’Aglianese che ha voluto puntare su di lei e su altre giovani pedine.

«Sono abituata a lottare ed è una delle cose che cerco ad inizio anno. Nei miei anni a San Michele mi son tolta grandi soddisfazioni come due finali nazionali. Certo, l’ultima stagione è stata molto difficile perché la squadra era stata completamente rinnovata mancando un po’ d’esperienza, ma essendo una combattiva in estate ho scelto Agliana anche per questo. Rimane la squadra che più si confà alle mie caratteristiche», ammette l’opposto di un’Aglianese costruita per lottare.

Una formazione under 21 che dopo un buon inizio sta raccogliendo soltanto sconfitte. Dai 9 punti nelle prime 5 giornate, ai 2 nelle rimanenti 7. Un crollo verticale che Sara prova a spiegarci. «Gli infortuni non ci hanno aiutato sia moralmente che nel gioco. Siamo la squadra più giovane del girone e la poca esperienza mista alla poca continuità in certe partite ha pesato tanto. Il gruppo ha dei punti di forza importanti come il non mollare mai che si vede fin dall’allenamento. In partita invece basti vedere il match vinto al quinto set contro Casciavola dopo esser state sotto per 2-0. Non abbiamo paura del duro lavoro, ma abbiamo voglia di dimostrare e crescere».

DALL’ALTARE ALLA POLVERE?

Deve crescere ancora un Bottegone, non in termini di esperienza, ma in fatto di risultati. Coach Barbiero e la dirigenza arancione hanno confermato in blocco la squadra neopromossa dalla serie D che però in questa C ha trovato più di una difficoltà. Solo due i successi per capitan Vezzosi e compagne conseguiti in casa contro l’Aglianese e nella trasferta di Follonica. Le pistoiesi con i soli 7 punti conquistati si tengono dietro soltanto il fanalino di coda Donoratico, formazione da affrontare nell’ultimo turno del girone d’andata. Serve quindi un cambio di mentalità per una squadra che nelle ultime quattro stagioni precedenti aveva sempre lottato per le alte posizioni della classifica, come ci testimonia la centrale Alessandra Bianchini.

La classe 2001, al secondo anno in maglia Bottegone, ammette: «Passare dal vertice alla salvezza è un’esperienza che può mettere in dubbio fiducia e motivazione. A livello di mentalità cambia il tipo di pressione a cui la squadra è sottoposta. La sfida è psicologicamente diversa e può portare a un gioco difensivo o a una mancanza di coraggio nei momenti decisivi. Il nostro passaggio a una modalità centrata più sulla resistenza ci sta frenando l’espressione di gioco». Un gioco che finora ha visto riportare poco alla truppa arancione: «Ci meritavamo di più, ma il fatto di non venire spazzate di netto è un buon segno perché anche contro le squadre in vetta ci siamo fatte valere. Abbiamo accumulato diversi rimpianti, ma io rimango ottimista e li considero come opportunità per queste ultime partite del girone di andata e per tutto il ritorno».

«La classifica – ammette Alessandra – non rende giustizia al potenziale che abbiamo. La differenza la sta facendo il frutto della mancanza di esperienza in una categoria nuova, in un girone di altissimo livello. Secondo la mia modestissima opinione non siamo inferiori a diverse squadre che magari in certe occasioni hanno saputo rendere meglio di noi».

RICETTA PER IL 2025

Per l’anno appena iniziato sono diverse le due visioni per l’anno appena iniziato e per la ricetta da perseguire per provare a salvarsi.

«La ricetta per un buon 2025 sarà sicuramente essere più continue e meno fallose. Inoltre auguro un pronto ritorno alle mie compagne di squadra Agnese Forasassi ed Irene Varani per completare la nostra squadra e tornare a vincere», ammette Sara.

Alessandra invece ha una visione diversa: «Purtroppo non esiste in nessun ambito una ricetta per vincere e credo non sia di mia competenza trovarne una. Io sicuramente cercherò di metterci tutta la passione e la voglia, come ho sempre fatto da quando faccio parte di questa società. Da questo 2025 mi aspetto e spero di divertirmi in campo, come so che possiamo e sappiamo fare».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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