Bottegone Volley, l’incredibile vetta da neopromossa

Tramite le parole della centrale Mariotti riviviamo il girone d’andata del Volley Bottegone, esordiente in serie D e capolista al giro di boa

Esordio migliore in serie D non ci poteva essere per il Progetto Volley Bottegone, che al termine del girone d’andata si trova in vetta al girone B con un punto di vantaggio sulla seconda e quattro sulla terza in classifica. Un girone da urlo che ha visto, tra le tante protagoniste, anche la centrale classe 1990 Melania Mariotti. L’ex Milleluci Casalguidi, che vanta esperienze in B2 a Quarrata e nelle serie inferiori ad Agliana e al Montebianco Pieve, è un’esperta di promozioni. Dopo averle ottenute a Casalguidi e alla Pieve, ecco che nella scorsa stagione ha preso parte al primo trionfo in assoluto del Bottegone, promosso dalla Prima Divisione alla serie D.

E quest’anno, in un campionato che doveva essere d’assestamento, dopo 11 gare la sua squadra staziona ancora in testa. Un roster, quello delle pistoiesi, che si poggia sul palleggio di Tucci e che prevede in diagonale l’esperta Vezzosi o in alternativa Mati. Al centro oltre, a Mariotti, ecco Petrini e Sardini mentre di banda la scelta è ampia, con Pellitteri, Gioffredi, Russo, Nincheri e Marchettini. Con l’altro elemento d’esperienza come Spadoni completano il gruppo altri due liberi come Goretti e Vettori e le due palleggiatrici Gori e Biancalani.

Ventinove punti su 11 gare, soltanto 4 punti lasciati per strada da neopromossa. Un girone d’andata su ritmi inaspettati per questo Bottegone: ve lo aspettavate?

«No assolutamente. Abbiamo iniziato in sordina poi piano piano che affrontavamo le altre squadre abbiamo capito che potevamo giocarcela con tutte. Siamo molto contente dei risultati che abbiamo raggiunto, ma è ancora lunga la stagione! Infatti ci son tante belle squadre insieme a noi come Calenzano e Sorms, anche se negli scontri diretti abbiamo preparato benissimo entrambi i match e disputato due grandi partite, riportando a casa due nette vittorie».

La vecchia guardia Vezzosi, Spadoni e Mariotti quanto può aver dato a questa squadra?

«Ora come ora credo che noi, le più “anzianotte”, si stia dando tutto, non si potrebbe fare di più. Speriamo di riuscire a reggere tutto l’anno così. Il merito fino ad ora comunque va al gruppo perché abbiamo trovato la giusta proporzione tra “anziane” e giovani. Quest’ultime sono tutte disponibili, accettano i consigli e si impegnano da morire. Con gli acquisti di quest’estate siamo riusciti a trovare l’amalgama giusta».

Vincere aiuta a vincere. Il vostro legame si è rafforzato dopo la promozione dello scorso anno o ancor di più dopo questo inizio da urlo?

«Una buona parte di questo entusiasmo c’era già lo scorso anno, ma per ora gli innesti sono stati fondamentali sia dal punto di vista morale che da quello tecnico. Giocatrici come Pellitteri e Spadoni oltre ad aver portato voglia di vincere hanno apportato un valore tecnico alla squadra. Insieme a loro le altre pedine sono state scelte mirate e infatti abbiamo una vasta varietà anche nei ricambi».

L’esultanza dopo la conquista della promozione

Le seconde alle vostre spalle Porcari e Calenzano sono state schiantate con due netti 3-0. Che match sono stati?

«Tra le partite più belle della mia vita. Contro Porcari le abbiamo affrontate in trasferta da quarte mentre loro erano la capolista. C’era una tensione pazzesca, quasi quando da ragazzina affronti la prima gara che conta della tua carriera; contro Calenzano invece erano loro prime ad un punto da noi quando ci son venute a trovare. In entrambi i casi sono gare per le quali vale la pena allenarsi tutto l’anno. La differenza? Le fiorentine sono molto giovani mentre le lucchesi hanno un po’ più di malizia, ma con entrambe abbiamo fatto la partita perfetta!»

Insomma, chi temete?

«Credo che dobbiamo fare molto attenzione di Sorms perché è una formazione molto simile a noi con un mix tra esperienza e giovani. Squadre come Calenzano e Libertas System sono meno complete secondo me. Certo, con le seconde abbiamo perso, ma è stata proprio la gara-no in cui a loro entrava tutto e alla perfezione mentre noi non c’abbiamo capito niente».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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