«Non vedo l’ora sia domani sera, vogliamo fare due partite pazzesche fuori», così coach Brienza alla vigilia di Gara 1 dei quarti di finale play-off
È un Nicola Brienza carico come non mai quello intervenuto nella consueta conferenza stampa di vigilia. Quella di domani non è una partita come le altre e il suo atteggiamento ne è la dimostrazione. Determinazione, desiderio di vincere e motivazione uniche. Una ricetta solo all’apparenza banale quella preparata per la serie contro Brescia. Una serie in cui Pistoia non vuole solo fare bella figura in quanto neopromossa sorpresa ma provare ad andare ancora oltre ogni limite immaginabile. Lo stesso Brienza, come tanti ragazzi del gruppo, si appresta a vivere sensazioni inedite: per lui saranno i primi play-off da head coach in Serie A.
Prima di rispondere alle domande dei giornalisti presenti, è lo stesso coach di Estra ad esordire mettendo “i puntini sulle i” tra play-off e il percorso triennale alla guida dei biancorossi. «Voglio mettere in chiaro due cose, forse banali ma che è giusto ripetere ogni tanto – ha iniziato il tecnico -. La prima è che le quattro squadre che hanno chiuso in cima alla classifica la regular season sono per budget, esperienza e livello più forti di tutte le altre. Sarebbe stata una serie complicatissima con qualunque di esse. Dobbiamo dare loro grande merito per la stagione giocata».
«La seconda ricalca quanto detto da Gianluca Della Rosa in settimana. L’anno precedente al mio arrivo Pistoia raggiunse i play-off all’ultimo, dopo soli tre anni parlare non solo di play-off da sesti ma anche di Europa è qualcosa di straordinario. Un percorso che non ha una logica. Io e Marco abbiamo svolto un lavoro eccellente, con potenzialità economiche minori rispetto ad altre società. Bisogna dare atto ai ragazzi di aver compiuto un percorso pazzesco, specie chi è qui dall’inizio. Non abbiamo praticamente festeggiato salvezza e play-off perché alziamo continuamente l’asticella ma non dobbiamo dimenticarci da dove siamo partiti. Comunque vada questi ragazzi devono essere rispettati e ricordati negli anni».
AL VIA LA SERIE CON BRESCIA
Passando a Gara 1, fissata a domani ore 20:45 al PalaLeonessa, coach Brienza ha evidenziato la grande carica sua e di tutta la squadre nell’affrontare una post season guadagnata con merito. Un quarto di finale da affrontare al massimo per costruire l’ennesimo miracolo stagionale. «Siamo carichi come delle bestie – ha affermato -. È dal suono dell’ultima sirena di Trento che sto pensando ai play-off. Sono state due settimane di grande tensione positiva, abbiamo una voglia incredibile di giocare e di vincere. Vogliamo fare due partite pazzesche a Brescia e non vedo l’ora sia domani sera. Saranno anche i miei primi miei personali playoff di Serie A da capo allenatore, così come lo saranno per tanti ragazzi».
Due squadre, Pistoia e Brescia, identiche a quelle costruite in estate. Pur con differenze evidenti nella profondità e qualità del roster, entrambe arriveranno all’appuntamento con un vissuto di 10 mesi assieme. Due gruppi forti e coesi, rodati dalla pre season ad oggi. «Brescia è una squadra di alta Eurocup senza Eurocup – ha detto Brienza -. Hanno un roster profondissimo, con 10-12 giocatori di alto livello. Noi siamo stati abili e reattivi a tamponare il roster con pezze importanti quando abbiamo subito degli infortuni. Basile e Blakes si sono incastrati perfettamente in quelle fasi, permettendoci di giocare ed allenarci sempre al massimo».
«Le due sfide stagionali sicuramente offrono tanti spunti interessanti – ha proseguito -. La prima fu ad inizio anno, eravamo ancora in una fase di conoscenza. Fu Della Valle a creare un solco con un grande break decisivo alla vittoria. Al ritorno fu una partita diversa, potevamo anche andare avanti ma loro furono bravi ad evitarlo e poi a chiudere con un parziale nel finale quando noi invece siamo scesi di ritmo. Dobbiamo avere sempre una concentrazione alta perché hanno tante armi diverse e tante bocche da fuoco. Di loro mi piace il fatto che quando girano il quintetto per assurdo diventato persino più efficaci. Alzano i giri del motore, hanno tanto atletismo e sono incisivi. Dovremo essere perfetti. Vediamo di impattare al meglio Gara 1 ed eventualmente faremo aggiustamenti per le successive».
«La rivalità fra le due squadre? Per noi è relativa. Gli americani credo siano distanti da ciò, da ambo le parti. Le curve sicuramente saranno anche più calde del solito. L’atmosfera me l’aspetto ancora più goliardica. Per quanto mi riguarda quando qui al PalaCarrara ci sono tanti ospiti e si crea un’atmosfera di sana rivalità è più bello anche per chi gioca».
IL RAPPORTO CON COACH MAGRO
Chiosa infine sul rapporto di lunga amicizia con coach Magro, nato dal corso per allenatori e passato per le sfide in Serie A da assistenti di squadre di vertice. Due allenatori facenti parte della nuova nidiata di giovani tecnici di cui fa parte anche Paolo Galbiati, head coach di Trento.
«Eravamo ancora due pischelli quando facevamo il corso assieme… – ha raccontato Brienza -. Lui era assistente a Siena negli anni in cui dominava e io a Cantù che cercava di essere l’antagonista. Abbiamo giocato tante finali contro. Ne ricordo una di Coppa Italia in particolare in cui avevamo gli uffici l’uno accanto all’altro. La mattina della finale ci trovammo fuori dalla porta alle 5 con due occhiaie incredibili dopo aver preparato la partita tutta la notte. Ci accomunava la sofferenza per fare il miglior lavoro possibile. C’è grande stima reciproca e amicizia però sapete che siamo 0-2 per lui in campionato… Ora c’è anche un po’ di sana rivalità perché vorrei sbloccare il risultato».
«Mi hanno fatto molto piacere le sue dichiarazioni su come nelle nomination per il miglior allenatore dell’anno ci siano tre allenatori della nuova generazione. Qualcosa di molto bello per me Ale e Paolo. Uno stimolo per tutti gli allenatori giovani che stanno spingendo per venire su. Mi viene in mente Antimo Martino, premiato come miglior coach. Sempre con grande rispetto per i veterani ma è bello che sia questa presenza di forze nuove. Sono contento di condividere questo riconoscimento con loro due».



