L’allenatore del Pistoia Basket non fa drammi:«Finiamo la prima settimana in A1 con buoni segnali. Siamo a ottobre, di tempo ce n’è»
«Rispetto a Varese abbiamo compiuto un passo in avanti ulteriore, perché a mio avviso abbiamo trovato una squadra più forte. Dobbiamo avere maggiore killer instinct in certi momenti. Mi riferisco a quando ci siamo ritrovati a +9: sarebbe stata necessaria maggiore lucidità, senza concedere cose facili agli avversari». E’ questo il pensiero di Nicola Brienza al termine di Pistoia Basket-Trento, con la sua squadra di nuovo sconfitta in volata dopo il beffardo ko di mercoledì in quel di Varese.
«E’ stata una partita di energia, voglia e attenzione da parte nostra. A parte i primi cinque/sei minuti del primo quarto, quando abbiamo sbagliato cose facili pagando forse l’emozione, siamo stati bravi. Bravi perché abbiamo recuperato lo svantaggio iniziale e poi abbiamo anche cercato di scappare. Il problema – continua l’allenatore biancorosso – è che abbiamo concesso 18 extra possessi a Trento, che così ha segnato 25 punti da secondi tiri. In un match che si decide in fondo, è chiaro che sia un valore troppo condizionante».
Nonostante gli zero punti in classifica dopo le prime due giornate, Brienza non fa drammi. «Finiamo la prima settimana in A1 con due sconfitte, ma con buoni segnali. Siamo a ottobre, di tempo ce n’è. Andiamo a casa un po’ arrabbiati, ma da martedì proveremo a migliorarci ulteriormente in vista di Scafati. Pochi punti a segno nell’ultimo quarto di entrambe le partite? E’ stanchezza. Moore ad esempio è stato fermo un mese e mezzo durante la pre season e a Varese, nella volata conclusiva, è arrivato cotto. Anche contro Trento è successo lo stesso ed è per questo che l’ho cambiato costantemente in fondo».


