Brienza e l’addio con Pistoia: «Sarei rimasto. Rowan mi ha invitato a trovare altre soluzioni»

L’ex coach del Pistoia Basket spiega i motivi della separazione e sottolinea: «Mi sarei aspettato da altre componenti della società un modo diverso di salutarsi»

«Con la nuova presidenza non avevo mai parlato prima della fine della stagione. Quindi era mia intenzione, una volta conclusi i playoff, di sedermi ad un tavolo. Avendo un contratto in essere anche per il prossimo anno, non c’era da parte mia la volontà di cambiare. Ho chiesto una riunione a Rowan il lunedì dopo rispetto a gara 3 della serie con Brescia. In occasione di quell’incontro, Sambugaro ha proposto che il mio contratto fosse allungato e adeguato. La presidenza invece mi ha invitato – per due volte nel giro di nemmeno 10 minuti – a capire se ci fossero delle opzioni fuori da Pistoia. Quello che è stato detto, ossia che ho chiesto di andare via, è vero, ma ciò si è verificato perché qualche giorno prima il proprietario mi aveva chiesto di trovare altre soluzioni». Non vuole polemizzare, ma fare solo chiarezza Nicola Brienza a pochi giorni dalla rescissione consensuale con il Pistoia Basket e la conseguente firma con Cantù. Chiarezza su cosa sia successo nelle settimane scorse e sui motivi che hanno portato alla rottura con il club toscano.

La separazione, secondo quanto spiegato da coach Brienza in un incontro con la stampa, è stata di fatto forzata da Ron Rowan, che aveva altri piani in mente per la panchina biancorossa.«In totale serenità ho preso atto di questa decisione, fa parte del gioco. Non c’è da parte mia nessuna volontà di fare polemica e rispetto la scelta della proprietà. Giustamente, chi mette i soldi è libero di decidere. Se non avessi trovato un’altra soluzione, sarei rimasto a casa e non avrei rescisso, in attesa di nuove opportunità. Spiegazioni da parte di Rowan? Non ce ne sono state, lui è una persona piuttosto risoluta. Nel momento in cui aveva questa idea, dal mio punto di vista non c’erano più le condizioni per andare avanti. Bisogna che ci sia unità di intenti per cominciare un cammino insieme».

Un sassolino dalla scarpa, però, il neo allenatore di Cantù vuole toglierselo.«L’unica cosa che mi è dispiaciuta è che, dopo questi tre anni bellissimi, mi sarei aspettato da altre componenti della società un modo diverso di accompagnare la mia uscita da Pistoia. Capecchi? Con Massimo è andata un po’ come fra Messina e Melli…c’è stata una telefonata post colloquio con Rowan in cui ho parlato solo io. Da allora non ho più sentito nessuno. Rispetto la volontà di chi sta accanto al presidente di seguire la direzione presa. Se si esce dalla sfera professionale però – prosegue Brienza – è chiaro che mi sarei aspettato un modo più funzionale per tutti di uscire da questa situazione. Se non è stato fatto, evidentemente non è stato considerato necessario. Da parte dei ragazzi che ancora sono in squadra, così come dai tifosi, c’è stato dispiacere e un segnale di affetto nei miei confronti».

Con già le valigie pronte per Cantù, dove lo attende la sfida di riportare i brianzoli nel massimo campionato, Brienza ci tiene a dedicare un saluto particolare alla piazza di Pistoia. «Quello che mi preme di più è fare un saluto ai tifosi e alla città, che mi è sempre stata vicina. Ho ricevuto tantissimi messaggi ultimamente. Sono stati tre anni fantastici, incredibili, pieni di soddisfazioni e di traguardi apparentemente irraggiungibili, che invece sono stati raggiunti per merito dei ragazzi, dello staff e di Sambugaro. A Marco devo tantissimo. Tre anni fa mi ha dato la possibilità di lavorare qui a Pistoia. E’ un fuoriclasse. Quando penso a Pistoia mi viene in mente la parola “casa”. L’affetto che mi è stato dimostrato lo porterò con me per sempre. Pistoia mi ha aiutato a crescere sia come professionista che come persona. Lo sport nasce per le emozioni e di emozioni belle ce ne sono state eccome in queste stagioni». Adesso scatta la sfida Cantù.«Perché Cantù? Indipendentemente dalla categoria, mi piace l’idea che hanno nel medio periodo. A prescindere dal fatto che sia la mia città natale, trovo che sia un bellissimo progetto. Sono carico per cominciare questo cammino insieme e di raggiungere l’obiettivo A1».

Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Onesto praticante e attento osservatore del mondo della pallacanestro, è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista pubblicista dall'aprile 2019, collabora con Bisenziosette, Quotidiano Nazionale e Nazione. Redattore di Pistoia Sport.

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