Brindisi, a Pistoia una fine annunciata?

Proprio nel PalaCarrara dove tutto ebbe inizio dodici anni fa, Brindisi potrebbe retrocedere e chiudere una stagione tormentata

Le annate storte capitano e fanno parte dello sport. Lo sanno e lo hanno sperimentato tutti: sono quelle stagioni dove, se tutto può andare male, andrà male. A Brindisi il 2023/24 è stato un vero e proprio anno zero, con la partenza di Frank Vitucci e con un progetto tecnico che sicuramente si doveva ridimensionare dopo importanti vette e risultati stupefacenti. Certo, era già finita l’era Enel e il roster non poteva essere così zeppo di nomi altisonanti o di grandi prospetti. Ma da qui ad immaginare un lento e inesorabile avanzare verso questa conclusione, tanto ce ne passa.

Incredibile poi che proprio Pistoia possa essere il luogo deputato a concludere una storia iniziata dodici anni prima, proprio in quel PalaCarrara e in quella finale play-off che in molti ricorderanno. Specie quel 14 giugno dove i vari Hardy, Jones, Galanda e soci si arresero alle giocate di Jonathan Gibson, coi brindisini in estasi per la promozione in Serie A. Gioia che, un anno dopo, toccò anche a Pistoia.

BRINDISI, PORTE SCORREVOLI

Lasciando però da parte il passato, la fotografia più chiara della difficile stagione dell’Happy Casa sono i diversi stranieri avvicendatisi dall’estate ad oggi. Wendell Mitchell, Jeremy Senglin, Loren Jackson, Tomas Kyzlink e JaJuan Johnson hanno separato le loro strade da Brindisi anzitempo, spesso per demeriti o incompatibilità tecniche. Caso particolare l’ex pivot di Pistoia, reso capitano e leader del gruppo con tanto di biennale firmato. La risoluzione del contratto a fine gennaio, dopo essere rientrato da un infortunio, ha tolto ai pugliesi il giocatore col miglior curriculum.

Ai superstiti Morris, Sneed e Laszewski, si sono poi aggiunti Frank Bartley e in coda il play Eric Washington e il lungo Andrew Smith. Questi ultimi rappresentano l’ultimo (disperato) tentativo del club di Fernando Marino di raddrizzare una stagione già compromessa in gran parte. Le due vittorie consecutive dello scorso mese con Trento e Scafati, cui è seguita quella nello scontro diretto con Treviso, sono servite finora solo a rimandare il verdetto. Un verdetto che i sostenitori brindisini sembrano aver ormai accettato.

Dinanzi a ciò, passano in secondo piano elementi positivi come il primato di Laszewski nelle percentuali da dietro l’arco (46.6%) o la presenza di Sneed all’interno della top five dei migliori giocatori della Serie A per valutazione (18.7). Soddisfazioni di singoli, che dinanzi ai patimenti del collettivo assumono sempre meno importanza. Coach Dragan Sakota, subentrato a Corbani e già capace di salvare Reggio Emilia nella scorsa stagione, ha provato in tutti i modi a far combaciare tutti gli incastri, senza però riuscire a svoltare. Anche perché, pur vincendo a Pistoia e con risultati favorevoli dagli altri campi, rimarrebbero da giocare due sfide proibitive con Venezia e Brescia: più che una missione impossibile, quindi.

LA COLONIA DEGLI EX PISTOIA

In un gruppo italiano che conta anche l’ottimo lungo Jordan Bayehe, hanno trovato posto a roster altri tre ex biancorossi. In primis, Tommaso Laquintana ha vissuto una stagione molto complicata. Un infortunio occorso proprio nella sfida contro Pistoia ha infatti messo i bastoni tra le ruote di un giocatore che avrebbe dovuto essere uno dei punti di riferimento dell’Happy Casa dopo le ottime annate vissute a Brescia e Trieste. Per lui il conto è di 3.6 punti in 10.9 minuti di media sul parquet.

Altrettanto, se non peggio, si può dire di Eric Lombardi e di Joonas Rismaa. Il primo, spesso al centro di voci di mercato provenienti dall’A2, non è mai riuscito ad esaltarsi, mentre il giovane estone è piano piano scivolato in fondo alle rotazioni di coach Sakota. Un quadro non entusiastico sempre correlato alla crisi di risultati e di gioco della squadra, dove a farne le spese sono sempre le seconde linee o i cosiddetti gregari.

COSA ASPETTARSI?

Che Brindisi sarà dunque al PalaCarrara? Finché ci sarà anche una minima speranza, è lecito attendersi una formazione pugliese combattiva e vogliosa di vender cara la pelle sfruttando la propria fisicità. Certo, rimane da vedere cosa succederà tra Sassari e Varese e nel derby veneto tra la Reyer e Treviso, importanti aghi della bilancia già prima della gara con Pistoia. Questo per dire che, prima o durante la sfida delle 20, le speranze potrebbero anche diventare nulle.

Ma nel caso Brindisi potesse continuare a sperare, allora sarebbe compito dell’Estra spegnere definitivamente la luce. Incanalando la partita sui giusti binari e magari costringendo i pugliesi alla rincorsa, con un buon gap di vantaggio, allora quella poca fiducia ancora insita negli uomini di coach Sakota potrebbe essere definitivamente fiaccata e ci sarebbe solo da attendere il giusto quanto inevitabile verdetto.

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