Buona la prima per Francesco Farioli sulla panchina dell’Ajax

Il tecnico di Massa e Cozzile inizia con un successo di misura in Europa League l’avventura sulla panchina dell’Ajax

Giocare alla Johan Cruijff Arena è sempre una festa a partire da quella sorta di inno del cub che è è divenuto “Three little birds”, celebre brano di Bob Marley che invita a non prendersela troppo sui problemi, diffuso a tavoletta nella casa dell’Amsterdamsche Football Club Ajax o semplicemente Ajax. Manca poco al fischio di inizio del match d’andata valido per i preliminari di Europa League contro la muscolare franchigia serba del Vojvodina Novi Sad ed i 55.000 posti a sedere del monumento al football nel regno dei tulipani, sono quasi tutti occupati. Poco importa se i lancieri con l’effige di Aice Telamonio vengono da un’annata disastrosa o se l’avversario non sia di particolare appeal. Qui si vuole tornare a vincere, convincere e dare spettacolo.

Del resto stiamo parlando di una società che in 124 anni di storia, a livello internazionale, può vantare in bacheca: 4 Coppe dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa Uefa, due Supercoppe europee e 2 Coppe Intercontinentali. A tali prestigiosi trofei vanno poi aggiunti 36 scudetti , 20 Coppe dei Paesi Bassi e 9 Supercoppe. Le ultime stagioni però si solo rivelate prodighe solo di delusione ad allora la dirigenza dell’Ajax per risalire la china si è messa nelle mani del miglior tecnico emergente in circolazione, all’anagrafe Francesco Farioli da Massa e Cozzile, 35 primavere e tanta voglia di stupire. Una carriera folgorante quella del pluri-laureato portiere, cresciuto nella Polisportiva Margine Coperta e che ha difeso pure i pali del Marliana, per poi bruciare progressivamente le tappe, Fortis Juventus, Lucchese, l’esperienza in Qatar, il Sassuolo e la lunga partentesi in Turchia, fino all’approdo in Ligue 1, la scorsa stagione col Nizza dei miracoli, capace di andare a vincere addirittura al Parco dei Principi.

E’ stata, in ogni caso, una scelta di assoluta rilevanza dirigenziale considerando la politica dell’ Aiax che da oltre un ventennio aveva avuto soltanto allenatori indigeni. Contro il Vojvodina, Farioli ha schierato uno schieramento improntato sulla linea verde, altro punto di forza e marchio di fabbrica dei lancieri, con età media sotto i 21 anni. E’ arrivato un successo di misura(1-0) maturato nei minuti finali, figlio della caparbietà, della pazienza e della tenacia, e griffato da Van den Boomen. Francesco ha vissuto il match sempre in piedi, esortando e spronando i suoi. La qualificazione resta tutta da conquistare ed il lavoro di ricostruzione è all’inizio ma i presupposti ed il materiale a disposizione sono buoni. In bocca al lupo mister.

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