Prima, il presidente Mazzetti racconta il mondo dell’AM Aglianese

Dalla prima squadra alle giovanili, fino alle iniziative extra campo. Il presidente Lorenzo Mazzetti racconto l’AM Aglianese a tutto tondo

L’AM Aglianese non più di qualche mese fa è ripartita dalla Prima Categoria con l’ambizione di ridare lustro ad Agliana e alla sua gente. Lorenzo Mazzetti, ex presidente degli Amici Miei, ha ereditato la sua vecchia carica in un club giovanissimo e a dir poco ambizioso. Tanti i temi toccati nel suo lungo intervento ai nostri microfoni: dai risultati della prima squadra fino alle iniziative che coinvolgono la comunità, passando per il rinnovato settore giovanile.

L’Aglianese è reduce da due brutte sconfitte, te lo saresti aspettato?

«Mi preme dire che sono due partite diverse tra loro. Contro lo Jolo lo zero a tre è stato fin troppo severo come risultato rispetto a ciò che abbiamo visto. La sconfitta ci stava: eravamo reduci da una settimana difficile e non mi sento di farne un dramma. Loro sono una seria candidata alla vittoria finale e ci può stare di perdere contro questi avversari. Purtroppo partite del genere vanno preparate nei dettagli e noi non abbiamo potuto farlo a causa del recupero infrasettimanale col Prato Social Club. Ben diversa invece è la sconfitta col Casale Fattoria. Tutt’ora non riesco a spiegarmi una prestazione del genere. Non ci siamo comportati da Aglianese e penso che neanche una squadra di Terza Categoria avrebbe approcciato così male la partita. Non voglio più vedere niente di simile. I giocatori saranno richiamati all’ordine perché vestono una maglia importante e non possono certo scendere in campo così».

Domenica prossima al Bellucci arriva la corazzata Settimello. Che Aglianese dobbiamo aspettarci?

«Mi aspetto di vedere la vera Aglianese. Non voglio vedere una squadra convinta solo nei primi venti minuti o negli ultimi dieci. Dobbiamo stare sul pezzo dall’inizio alla fine. Dobbiamo riprenderci i punti persi col CF e se non daremo il 200% sarà impossibile battere il Settimello. In caso di mancata vittoria la vetta diventerebbe troppo lontana e un’occasione del genere non capita spesso. Mi aspetto tanto sia dal mister che dai ragazzi: nella nostra rosa ci sono giocatori importanti e so che sono capaci di gestire la pressione in partite del genere. Nell’ultima partita in casa c’erano a vederci quasi 500 persone, tra cui molti bambini, e sinceramente non abbiamo fatto una gran figura. È fondamentale sfruttare a dovere il fattore campo: in queste categorie nessuno può vantare un pubblico come il nostro e io voglio che escano dallo stadio fieri di come ha giocato l’Aglianese. Ci tengo però a far passare questo concetto: se loro saranno più forti saremo i primi ad accettare la sconfitta e a stringergli la mano. Il calcio è bello perché c’è chi vince e c’è chi perde, ma fino al fischio finale va dato tutto».

Campionato ancora agli inizi ma le favorite sono delineate. Chi temi di più nel lungo periodo e dove può arrivare l’Aglianese?

«Il gap tra le prime due della classe e tutte le altre direi che è abbastanza ampio, soprattutto considerando che siamo appena alla nona giornata. Noi ad ora siamo tutto sommato in linea con le aspettative: siamo terzi e l’eventuale vittoria di domenica ci darebbe una grande spinta. Purtroppo stiamo pagando caro i cali di concentrazione: abbiamo lasciato per strada troppi punti in partite pienamente alla nostra portata. Per quanto riguarda le altre direi che ci sono pochi dubbi sulle eventuali favorite. Lo Jolo è tanti anni che disputa campionati di alto livello e prima o poi vincerà sicuramente. Spero non sia quest’anno, ma dovremo essere bravi noi a mettergli i bastoni tra le ruote. Il Settimello ha mantenuto l’ossatura della Promozione, ma voglio vederlo tra qualche mese, quando ogni punto peserà come un macigno. Tra le altre occhio anche a Folgor Calenzano e Quarrata. Sono realtà importanti e a quanto so hanno un’ottima organizzazione. Quali sono le ambizioni di quest’Aglianese? Vincere, ma non necessariamente subito. Vogliamo ritornare come minimo in Promozione, ma non c’è fretta. Il progetto è appena iniziato e possiamo permetterci un paio d’anni di assestamento».

Passando al settore giovanile, siete soddisfatti dell’andamento e dei numeri ottenuti?

«Questa è veramente una bella avventura. A fine maggio c’è stato un piccolo terremoto in casa Academy e noi ci siamo ritrovati a dover gestire l’intero settore giovanile. Non mi sento neanche di dirti che è l’anno zero perché a mio avviso è l’anno meno uno. Siamo passati dall’avere una squadra sola a doverne gestire molte di più, il tutto senza avere chissà quali competenze in materia. Nonostante ciò, con tanto sudore e lavoro, siamo riusciti a mettere insieme tutte le squadre delle annate che vanno dal 2012 al 2018. Oltre a queste abbiamo la selezione dei 2011, quella dei 2008 e la Juniores. Il totale dei ragazzi iscritti è di circa 250, ma considerando anche tutti i vari dirigenti arriviamo a quasi 350 tesserati. Queste cifre mi soddisfano ma non voglio accontentarmi: una città come Agliana merita una realtà come la nostra e per noi questo non è un punto di arrivo ma bensì di partenza. Il mio desiderio è che tra sei/sette anni almeno il 50% della rosa provenga dal settore giovanile, a prescindere dalla categoria in cui saremo. A livello di giovanili vogliamo vincere qualche campionato provinciale e regionale, ma anche in questo caso non c’è fretta. Abbiamo iniziato a giugno inoltrato e una stagione transitoria è ciò che ci aspettiamo, poi se dovessimo andare oltre tanto meglio».

L’Aglianese si è distinta anche per le tante iniziative sociali. Che lavoro c’è dietro?

«Quando ci sono pochi soldi c’è bisogno di tante idee, altrimenti come vai avanti? In casi come il nostro va aguzzato l’ingegno, anche perché la fatica è già tanta di suo. Purtroppo non abbiamo a disposizione né main sponsor né presidenti che finanziano personalmente (ride, ndr.), l’unica alternativa è lavorare tutti insieme. Avendo quotidianamente a che fare con ragazzi, dirigenti e famiglie ci è sembrato giusto coinvolgere tutti quando c’era di mezzo un’iniziativa che portava il nome dell’Aglianese. Gli abbonamenti a 1 euro e la festa di Halloween, giusto per citarne un paio, sono idee nate per creare unione tra la gente di Agliana. Venire allo stadio dev’essere un momento di ritrovo sociale, non un’imposizione. Progetti futuri? Tanti, tantissimi. Stiamo lavorando per organizzare altri tornei, di cui uno verso gennaio e uno nel periodo estivo. Vogliamo inoltre inserire all’interno del Barontini una pizzeria a disposizione di tutti sia durante le partite che in settimana. Nel breve periodo invece il progetto più interessante è quello della festa natalizia. L’intenzione è quella di organizzare una festa che coinvolga tutte le famiglie legate all’Aglianese: dai dirigenti della prima squadra fino ai ragazzi delle annate più piccoli. Farsi gli auguri di Natale tutti insieme penso che sia la cosa più bella possibile. L’ultimo progetto in cantiere è invece molto ambizioso: a giugno vorrei fare una cena di fine stagione all’interno del Bellucci con tanto di musica e stadio illuminato. Anche in questo caso vogliamo coinvolgere più persone possibili e creare senso di appartenenza verso questi colori e soprattutto verso la comunità di Agliana. Lo sport è un insieme di valori che va al di là dei risultati e vorremmo far passare questo messaggio a più persone possibili».

Gabriele Cecchi
Gabriele Cecchi
Nato nel 2001, laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre grande appassionato di sport e scrittura. Una domenica senza calcio non merita di essere vissuta.

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