Cantù, Sacchetti: «Pistoia squadra compatta e dal grande carattere»

Meo Sacchetti, tecnico di Cantù, ha presentato ai nostri microfoni la semifinale contro Pistoia: «Wheatle giocatore fondamentale»

Se la Nazionale italiana di pallacanestro ha risvegliato la passione di un Paese intero per questo sport dopo lunghissimi anni di estrema delusione, gran parte del merito spetta a coach Romeo Sacchetti. Un quinquennio alla guida degli azzurri costellato dalle qualificazione a Mondiali e Olimpiadi, traguardi tagliati rispettivamente dopo 13 e 17 anni dall’ultima partecipazione.

A due anni dall’ultima apparizione sulla panchina di un club – fu la Fortitudo Bologna -, Meo si è rimesso in gioco la scorsa estate firmando un biennale per il ruolo di head coach dell’Acqua San Bernardo Cantù, tornando in A2 a distanza di 12 anni dall’ultima apparizione. In quell’occasione guidò la Dinamo Sassari ed ottenne la promozione proprio vincendo i play-off. Caso vuole che anche in quell’edizione, sebbene ai quarti di finale, sulla sua strada capitò Pistoia.

LA CHIAMATA DI CANTÙ

«Cantù è una società ambiziosa e prestigiosa, c’è pressione per raggiungere risultati. Non ho guardato alla serie e ho accettato di buon grado la loro chiamata – ha ammesso -. Anche in Serie B sarebbe stata la stessa cosa, non mi faccio problemi ad allenare anche in serie inferiori. Nella mia storia è sempre stato così. In passato ho guidato squadre in C2, C1, sono stato tanti anni in Serie B».

«Non ho mai pensato al fatto di fare pallacanestro solo nel massimo campionato italiano – ha proseguito -. All’inizio non è stata sempre una questione di scelte ma ho comunque sempre creduto nel poter fare basket a tutti i livelli. È chiaro che quando arrivi a quel livello poi vuoi rimanerci ma non faccio parte di quegli allenatori che non vogliono scendere di categoria».

L’ULTIMA VOLTA AL PALACARRARA

Con la sfida a Pistoia nelle semifinali play-off, Sacchetti farà ritorno al PalaCarrara dopo circa due mesi dall’ultima volta. Particolarmente emozionante però fu la sua visita in via Fermi di un anno e mezzo fa circa. I biancorossi sfidavano proprio Cantù ma quel giorno l’occasione speciale fu totalmente nel ricordo di un caro amico.

«Sono stato al PalaCarrara per commemorare Roberto Maltinti. Avevo conosciuto lui e sua figlia in precedenza, sono venuto per ricordarlo. Di lui ho in mente la bella persona più che il presidente, i valori più importanti per me risiedono nell’animo e non nella carica che ricopri. Ho davvero un buonissimo ricordo», ha raccontato.

UN PENSIERO ALL’EMILIA-ROMAGNA

Con il coach hall of famer sulla propria panchina, Cantù ha chiuso al primo posto la stagione regolare e al terzo la fase a orologio. Un Girone Giallo dominato dall’Unieuro Forlì per la quale, ancor prima di parlare della propria squadra, Sacchetti ha voluto dedicare un suo pensiero.

«Onestamente credo che la migliore formazione dell’A2 tra prima e seconda fase sia stata indubbiamente Forlì – ha affermato -. A tal proposito un pensiero voglio dedicarlo alla squadra e a tutta la regione dell’Emilia-Romagna per i terribili fatti dei giorni scorsi. La squadra merita un plauso perché ha dimostrato di avere un carattere forte. È stata costretta a giocare in campo avverso, ha giocato senza uno straniero. Credo Forlì sia stata fin qui la più meritevole in assoluto».

I PRECEDENTI NEL GIALLO

Proprio durante la seconda fase, Sacchetti e la sua Cantù hanno incrociato Pistoia dando vita a due sfide accesissime. Due partite, ad oggi, difatti utili come fase di studio in vista della serie play-off.

«Contro Pistoia abbiamo già giocato due partite molto combattute nel Girone Giallo. Incerte fino alla fine, avrebbe potuto spuntarla chiunque entrambe le volte e si è rispecchiato poi nel risultato di una vittoria per parte. Ai play-off sarà un’altra storia, avremo Logan in più anche se forse mancherà Hunt per qualche gara. Per lui aspetteremo la valutazione dei dottori, in questi casi mi affido sempre a loro prima di scegliere».

IL RICONGIUNGIMENTO CON LOGAN

Come sottolineato dallo stesso coach canturino, impossibile non individuare nella presenza di David Logan la maggiore differenza rispetto alle sfide di un mese fa. Compiuta l’impresa di salvare Scafati in A1 con uno show da 30 punti all’ultima giornata, la guardia statunitense è scesa in A2 per tentare di firmare un altro capolavoro. A Cantù, il classe 1982 ha potuto riabbracciare Meo Sacchetti, assieme due dei principali fautori del triplete nazionale della Dinamo Sassari stagione 2014/15.

«Il suo motto è “poche parole e molti fatti”. È un ragazzo di poche parole, un leader silenzioso. Trascina la squadra con il suo modo di giocare. Si è palesata la possibilità di averlo qua con noi e assieme alla società abbiamo preso questa decisione. Diventa difficile dire di no ad un giocatore come Logan e abbiamo già visto come abbia influito già nelle sue prime uscite».

Ne sa qualcosa Nardò, affondata in Gara 4 dalla prima prestazione “da Logan” in maglia brianzola. 34 punti in 34 minuti frutto di 7 triple a bersaglio. Il suo arrivo ha aggiunto nelle rotazioni un tiratore scelto estremamente preciso aumentando vertiginosamente la pericolosità da oltre l’arco e permettendo agli altri di guadagnarne in libertà sul parquet.

«L’innesto di Logan ci ha permesso di aggiungere non solo un eccezionale realizzatore ma anche un giocatore in grado di liberare spazi per i propri compagni. Nella serie contro Nardò i ragazzi sono stati bravi nel gioco sotto canestro. Anche contro Pistoia dovremo essere attenti e saper sfruttare questi spazi».

LE QUALITÀ DI PISTOIA

Passando a Pistoia non mancano gli elogi per la formazione di coach Nicola Brienza. Capace di espugnare il PalaDesio durante la fase a orologio, i biancorossi hanno dimostrato di poter battere Cantù mettendo in mostra non solo qualità ma anche grande forza mentale.

«Pistoia ha dato spesso prova di grande carattere, è una squadra compatta – ha spiegato -. Niente è mai scontato quando si gioca con squadre di questo livello. Pistoia non si dà mai per vinta, ha vinto gare in rimonta e ha un bel gruppo che si vede sta bene insieme. Non sarà semplice ma vogliamo esprimere al meglio le nostre qualità».

Scendendo nel particolare dei cestisti a disposizione dei biancorossi, Sacchetti evidenzia nei due stranieri le principali armi da fuoco offensive di Pistoia senza però sottovalutare il fondamentale apporto sui due lati del campo di Carl Wheatle.

«Pistoia ha sicuramente due ottimi realizzatori – ha detto -. Copeland siamo riusciti a limitarlo al PalaCarrara mentre a Desio ha segnato dei canestri impossibili. Varnado è un altro che nelle ultime partite sta segnando davvero molto. Oltre a loro credo che un giocatore davvero importante per il suo ruolo nel gioco sia Wheatle. Non vive per il canestro, sebbene sappia segnare, ma è senza dubbio un grande collante e un buon difensore. Diventa fondamentale avere un giocatore così accanto ai due realizzatori».

Una serie, visti i recenti precedenti, che si preannuncia combattuta ma sulla cui possibile lunghezza coach Sacchetti non ha alcuna intenzione di esprimersi, unicamente concentrato su Gara 1.

«Non ho mai pensato più in là di una partita che fosse stagione regolare o play-off. Siamo focalizzati sulla partita di sabato e soltanto archiviata quella penseremo alla successiva. Solo col tempo vedremo come si svilupperà la serie», ha concluso.

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