Capitan Della Rosa spegne ventitré candeline: «Dovremo essere squadra vera dentro e fuori dal campo»

Gianluca Della Rosa compie ventitré anni. Il giovane capitano del Pistoia Basket suona la carica: «Difesa ed intensità: la ricetta per la salvezza. Respiro un’aria positiva»

Le pizze e i pasticcini offerti a fine allenamento. L’onda social che ha portato auguri da ogni parte d’Italia, ribadendo (ma in questo caso non ce n’era bisogno) quanto Gianluca Della Rosa sappia farsi apprezzare ovunque sia stato avvistato con un pallone da basket in mano. Il 23° compleanno di Della è scivolato così, con tanti sorrisi e tanto lavoro perché se molti suoi coetanei sono in spiaggia, lui è al lavoro in palestra. E non c’è niente di strano se, per il secondo anno consecutivo, sarai probabilmente il capitano più giovane della Serie A.

Già perché, nonostante non sia stato ufficializzato e nonostante con la rivoluzione in atto in via Fermi fosse tutto fuorché scontato, la fascia di capitano è sempre stata al braccio della “zanzara” biancorossa. Ed è giusto così, al di là di un sacrosanto spirito di appartenenza, visto che Gianluca ha vissuto gran parte dei suoi 23 anni al PalaCarrara tra giovanili, curva e prima squadra. E’ giusto così perché il play ventitrenne, nato lo stesso 20 agosto di un monumento come il ct dell’Italbasket Meo Sacchetti, classe 1996 come un’altra enfant prodige dello sport pistoiese (la fondista azzurra Giulia Gabbrielleschi) quella fascia se la merita. E si merita di godersela in un altro scenario e possibilmente con un’altra trama rispetto alla scorsa stagione.

Nello scorso gennaio, dopo la fuga di Dom Johnson (che è stato tra i molti a rivolgergli via social un affettuoso messaggio di auguri), quella fascia che lui non aveva avuto nemmeno il coraggio di sognare, gli era piovuta addosso come macigno. Da sogno di bambino, l’esser capitano della squadra della sua città in Serie A si era trasformato quasi in un incubo. Sconfitta dopo sconfitta. Scendendo giorno dopo giorno, gli scalini dell’inferno sportivo. Un incubo appunto anche se dormire, negli ultimi mesi della scorsa stagione come ci aveva raccontato, era diventato quasi un lusso perché “sei lì ti alleni, ti sbatti e perdi sempre”.

«Io l’ho vissuta anche in maniera troppo stressante – dice – ma penso sia normale: io di Pistoia sono il primo tifoso». Ora la fascia che Michele Carrea gli ha cucito addosso al momento della sua conferma in biancorosso, è uno stimolo in più per voltare pagina. Per scrivere un nuovo capitolo. «Quando abbiamo parlato al momento della mia conferma – racconta Della Rosa – coach Carrea mi ha subito detto che il capitano sarei rimasto io. Inutile dire, che questo mi ha fatto molto piacere e mi dà ancora più responsabilità e stimoli».

Abituato a conquistarsi tutto sul campo, capitan Della non ama i proclami. Ma nella sua voce si sente che la nuova squadra la sente sua. «Dal primo giorno non ci siamo mai fermati – chiude – stiamo lavorando sodo. D’altra parte coach Carrea dall’inizio ci ha detto che dovremo puntare tutto sulla difesa, sull’intensità di chi non molla mai. Dovrà essere questa la base per il nostro obiettivo, che è la salvezza».

Una salvezza da conquistare, facendo tesoro di una stagione da incubo che però ha lasciato in Gianluca Della Rosa tanta esperienza in più.  «Cosa vorrei lasciarmi dietro della scorsa stagione? Innanzitutto vorrei vincere più partite – dice ridendo – e poi sto cercando di fare il possibile per non arrivare alla scollatura tra i 5 stranieri e i 5 italiani in squadra, come è stato l’anno scorso. Non tanto a livello di spogliatoio, ma di gioco: c’erano i 5 stranieri e poi noi che dovevamo dare sì e no qualche minuto. So benissimo che la nostra squadra si basa anche quest’anno sul quintetto straniero che mi piace molto ma stiamo cercando di essere il più amalgamati possibile, di essere una squadra vera in campo e fuori. Per molti può non contare, ma stiamo molto tempo insieme in questi giorni anche fuori dal campo e l’aria che si respira mi fa essere ottimista». Se poi il capitano, offre torte e pasticcini, è tutto più facile. Auguri Della!

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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