Casalguidi ai playoff, l’euforia dei protagonisti: «Abbiamo scritto la storia»

Gruppo, vittorie, spavalderia e idee nuove: gli eroi gialloblù raccontano l’annata da sogno del Casalguidi…e ora è vietato smettere di sognare

A novanta minuti dalla fine del campionato, il Casalguidi è già certo di disputare i playoff. Un risultato clamoroso, insperato ma assolutamente meritato, degno della miglior formazione pistoiese per rendimento stagionale considerando tutte le categorie. I gialloblù, partita dopo partita, si sono infatti confermati come una delle realtà più belle del girone A di Promozione, arrivando adesso a sognare persino l’Eccellenza. Per celebrare questo storico traguardo, quindi, abbiamo raccolto la voce di chi, dal campo, lo ha reso possibile. 

LA GIOIA DI MISTER E DIESSE

Impossibile non partire dal condottiero della squadra, Marco Benesperi, che inizia parlando dal match che ha effettivamente reso matematico l’accesso ai playoff. «Sapevo che il Luco sarebbe venuto al “Nuovo Barni” per vincere cercando di onorare il campionato, e infatti così ha fatto. La sfida è stata combattuta fino all’ultimo, poi, anche con un pizzico di fortuna, siamo stati bravi a trovare il gol decisivo col tiro da fuori di Martini. Sono troppo contento, ringrazio tutti, dai dirigenti, al mio staff e ovviamente i giocatori, è stata un’annata bellissima. Ora, però, non voglio cali di concentrazione, il percorso è ancora lungo…sono convinto che ci sarà da divertirsi, e questo perché i miei ragazzi hanno fame e ambizione». 

Non scordiamoci che tre anni fa mister Benesperi era stato esonerato dalla Larcianese, salutando momentaneamente il calcio dei grandi e andando, nella scorsa stagione, ad allenare la Juniores della Pistoiese, sfiorando tra l’altro il titolo. «Rivincita personale? Nella mia carriera, prima da calciatore e poi da tecnico, ho dovuto affrontare qualche delusione. Sia nei momenti belli che in quelli brutti, però, ho capito che serve soprattutto l’equilibrio. Per qualcuno adesso sono il numero uno, così come prima sembravo il peggior allenatore del mondo: io, però, so di avere dei valori umani e tanta passione, ovviamente ogni campionato fa storia a sé, ma è giusto non tralasciare determinate consapevolezze». 

Si accoda alle parole del mister anche Patrizio Carraresi, direttore sportivo del club. «Il merito è di tutti – spiega lui -, in primis dei calciatori e di Benesperi, che ha fatto un grandissimo lavoro. Che dire, la stagione è stata strabiliante, abbiamo scritto la storia…in 101 anni di vita del Casalguidi penso che un traguardo del genere non fosse mai stato raggiunto. Se in estate pensavamo di poter centrare i playoff? Onestamente no. Certo, eravamo consapevoli dei nostri mezzi, ma il campionato sulla carta era tostissimo, con grandi piazze e squadre costruite per vincere. L’obiettivo è sempre stato quello di salvarsi, poi, piano piano, abbiamo iniziato anche a sperare in qualcosa di più. In tal senso, secondo me, la partita simbolo del nostro upgrade è stata quella in trasferta contro il San Piero a Sieve nel girone di ritorno». 

LA VOCE DEI GIOVANI

Nel post partita ha parlato anche Filippo Cappellini, casalguidino doc cresciuto proprio nel settore giovanile del club. «L’1-0 al Luco è un risultato voluto, sperato e ottenuto con le unghie e con i denti. Ci rispecchia in pieno. Adesso testa alla prossima partita cercando di continuare così, senza avere paura di nessun avversario. Il nostro segreto? Senza dubbio il gruppo. Siamo una grande famiglia, amalgamata alla perfezione e con uno spogliatoio estremamente unito. Da qui passano anche vittorie miracolose come quella di Pontremoli, che personalmente è uno dei ricordi più belli dell’annata».

I canarini sono estremamente attenti alla crescita dei giovani, come dimostra anche lo spazio dato durante la stagione al 2005 Lapo Dani, arrivato in estate dalla Pistoiese Juniores seguendo proprio le orme di mister Benesperi. «È un’emozione unica, per di più perché arrivata al primo anno tra i grandi. Nessuno di noi si aspettava un traguardo del genere, però, ora che l’abbiamo conquistato, vogliamo cercare di andare più avanti possibile nella post season. Personalmente sento di essere cresciuto tanto grazie all’aiuto del mister e dei compagni, vivere campionati di questo tipo sicuramente è un bell’arricchimento».

Come ammesso da Cappellini, ad aver fatto la differenza è stato soprattutto il gruppo. Lo certifica anche Giovanni Puccianti, altro giovane di qualità messosi in mostra durante quest’annata. «Vivendo lo spogliatoio come una seconda casa, in campo ognuno di noi è propenso a sbattersi e lottare per i compagni, sacrificandosi l’uno per l’altro. Ovviamente poi, senza il sapiente apporto del direttore sportivo Carraresi e di mister Benesperi niente di tutto ciò sarebbe stato possibile. Nessuno si aspettava questo epilogo, ma direi che ce lo siamo ampiamente meritato: emozioni del genere non capitano tutti i giorni, vorrei che questa stagione non finisse mai. Prima di cominciare effettivamente i playoff, però, ci aspetta l’ultimo affascinante match col Viareggio…andremo in casa loro con la nostra spavalderia, vogliamo chiudere il campionato nel migliore dei modi».

GLI INGREDIENTI SEGRETI

Uomo chiave della stagione è stato sicuramente anche Matteo Martini, che col suo gol-partita contro il Luco ha consegnato matematicamente il quarto posto ai suoi. «È stato indescrivibile. Di cosa sia successo dopo che il pallone è entrato non ricordo niente. Siamo andati sotto i nostri tifosi a festeggiare con loro…in quel momento, però, ero in trance. Tra il caldo, la fatica, la voglia di vincere e il peso specifico della rete era difficile rimanere lucidi. Ci tengo però a sottolineare che, pur essendo finito io nel tabellino dei marcatori, quel gol è stato merito di tutti. Ogni membro della squadra ha partecipato a questa magnifica cavalcata, e anche contro il Luco è stato necessario l’apporto di ciascuno di noi». 

A Martini, inoltre, abbiamo chiesto tre parole per descrivere il “suo” Casalguidi. «Direi umiltà, ambizione e spensieratezza – risponde lui -. Anche nei momenti di massima euforia, infatti, siamo sempre rimasti coi piedi per terra, cosa che ci ha permesso di continuare a tenere alta l’asticella della concentrazione. Tale atteggiamento resta un dogma anche adesso, solo così possiamo arrivare preparati a giocarci il primo turno dei playoff. Che l’avversaria sia Pietrasanta o Cerretese fa poca differenza, sarà comunque una partita durissima. Noi, però, l’andremo a giocare con entusiasmo e voglia di stupire ancora». 

In una stagione del genere, ricca di soddisfazioni, ci sono però state delle partite più importanti di altre, che in un certo senso hanno lasciato un segno. «A me, ad esempio, è rimasto particolarmente impresso il pareggio col Pietrasanta a metà gennaio – rivela Martini -. In quel momento stavamo attraversando un periodo non troppo positivo, però contro i biancocelesti giocammo benissimo arrivando persino a recriminare per varie chances sprecate. A fine gara, guardandoci negli occhi, capimmo qual era il nostro valore, il valore di una squadra a cui un punto contro una delle corazzate del girone stava stretto. Il culmine, poi, è stato raggiunto contro la Pontremolese, lì abbiamo compreso che stavamo disputando un’annata non comune». 

PERCORSO DI CRESCITA

Così come Martini, anche Alessandro Ceccarelli è uno dei giocatori di maggior esperienza della squadra. Il suo apporto non è mai mancato, divenendo una pedina fondamentale nello scacchiere di Benesperi. «Quando ho capito che avremmo centrato i playoff? In realtà dopo un bel po’. Una volta concluso il girone d’andata, infatti, la percezione era quella che ci si potesse divertire, ma da qui ai playoff ce ne passa d’acqua sotto i ponti. Per quanto mi riguarda, questa è veramente la ciliegina sulla torta: sono da cinque anni a Casalguidi…nei primi due c’è stato il Covid, poi sono arrivate in serie la vittoria della Prima Categoria, la salvezza conquistata da neopromossi e ora questo traguardo stupefacente. Difficile chiedere di meglio». 

A proposito dell’anno scorso, il centrocampista gialloblù traccia un’interessante analisi sugli elementi che hanno permesso alla squadra di migliorare il risultato del precedente campionato. «Anche con Gambadori abbiamo fatto delle cose incredibili. Sostanzialmente quella dell’anno scorso era la rosa della Prima Categoria, che però anche in Promozione ha saputo ritagliarsi un ruolo importante salvandosi senza troppi patemi d’animo. In quel momento si sono costruite delle fondamenta solide – spiega Ceccarelli – su cui poi chi è arrivato dopo ha lavorato egregiamente. Un percorso virtuoso, infatti, passa anche dal saper trovare continuità tra una stagione e l’altra, pur cambiando qualcosa a livello di rosa, dirigenza o staff tecnico. Lo spirito battagliero che ci contraddistingueva l’anno scorso, in tal senso, si è fuso brillantemente ad un gioco più spavaldo». 

E in questa crescita della squadra hanno influito tantissimo i gol dell’attaccante Niccolò Mallardo, una delle rivelazioni del girone A. «Se dovessi scegliere il più bello tra i miei gol prenderei quello del vantaggio contro il San Marco Avenza, nella partita di ritorno. Li feci una rovesciata da fuori area che ho ancora ben impressa in mente. Le reti più pesanti, invece, secondo me sono state la seconda col San Piero a Sieve, in uno dei match più delicati della stagione, e le due in casa della Pontremolese, che ci hanno permesso di concretizzare una rimonta da urlo. Ringraziamenti? Uno in particolare devo farlo al vice di mister Benesperi, Luca Vigna. Quest’ultimo mi è stato dietro tutti i giorni – chiude il bomber -, dandomi suggerimenti e facendomi crescere allenamento dopo allenamento». 

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