La palleggiatrice ex Blu Volley Chiara Gori si racconta nel post-esame di stato: «Non è stato facile organizzarsi in questa situazione. Sono molto felice»
Chi scrive ha ancora scolpita nella mente l’immagine della protagonista in questione. Quella di Chiara Gori, quando, nella stagione 2017-2018, era solita prendere il treno per effettuare il tragitto Pistoia-Pescia: così, al momento di scendere alla stazione della città dei fiori – gli allenamenti si svolgevano presso l’impianto di Uzzano, la squadra di appartenenza era il Montebianco Pieve -, la giovane atleta era solita tenere il borsone su una spalla e, al tempo stesso, almeno tre libri, in modo tale da dare un ultimo sguardo alle nozioni apprese prima di concentrarsi sul lavoro in palestra. Il tutto al fine di conciliare studio e sport, missione perfettamente riuscita visti i risultati ottenuti sui banchi e le soddisfazioni arrivate sul campo in quell’annata, con la promozione in Serie D, oltretutto da titolare della cabina di regia pievarina.
Quest’anno il duro scoglio dell’esame di stato, reso ancor più ostico dalla pandemia che ha stravolto la quotidianità, sistema scolastico compreso, con svariati punti interrogativi circa le modalità di svolgimento della prova finale riservata agli studenti in procinto di terminare la scuola secondaria di II grado.
«Siete nella storia», questo era stato il commento dell’attuale ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, rivolto verso tutti gli alunni che si accingevano – e sono tutt’ora impegnati – ad affrontare la maturità versione Covid-19, consistente in un colloquio dalla durata di circa sessanta minuti, iniziata ufficialmente mercoledì 17 giugno 2020.
Anche Chiara Gori è entrata nella storia, lei che l’ha già scritta una volta sul parquet in riferimento al trionfo sopracitato di due anni fa, ma stavolta l’impresa è rivolta al brillante superamento dell’ultimo ostacolo – in data 19 giugno 2020 – a completamento del percorso quinquennale svolto presso il liceo economico-sociale Forteguerri di Pistoia.
Chiara, finalmente l’atteso traguardo! Cosa provi in questo momento?
«Sono contentissima. Non è stato facile perché fino all’ultimo non sapevamo come sarebbe stato strutturato l’esame e cosa avrebbero potuto chiederci. Ho avuto la fortuna di sostenere la prova già al secondo giorno ed è andato tutto bene. Sono molto felice perché è stata la fine di un ciclo».
Come hai vissuto questi mesi particolari all’insegna dell’emergenza sanitaria?
«Nei momenti successivi alla chiusura delle scuole abbiamo provato una sensazione negativa in quanto costretti a non vederci più e poi eravamo sempre dediti alla ricerca di notizie sulla maturità, ma non c’è mai stata chiarezza sotto questo aspetto. Ci siamo aiutati tramite le videochiamate sia con i compagni che con i professori per prepararci al meglio in vista dell’esame».
Quindi una situazione che ha influito non poco su come organizzare lo studio …
«All’inizio è stato difficile: ero sempre abituata a tanti impegni, quindi ad organizzare lo studio in funzione degli allenamenti di pallavolo. Ad esempio studiavo anche sei ore di fila per poi recarmi in palestra. Tuttavia, avendo tanto tempo a disposizione complice lo stop dell’attività sportiva, paradossalmente per me è stato quasi un dramma, a volte mancava proprio la voglia. Perciò ho dovuto adattarmi a questa nuova situazione, poi sono riuscita a prendere le misure».
Cosa ti è mancato di più in questi mesi di mancata frequentazione in aula?
«Sicuramente i rapporti con i compagni ed i professori, perché dopo tanti anni si instaura un certo legame, quindi faceva un certo effetto vederci soltanto attraverso le videochiamate. I miei progetti futuri? Andrò all’università: vorrei fare Medicina, sto studiando per il test di ingresso che, notoriamente, è molto difficile. In alternativa, sto pensando a Biotecnologie, o comunque rimanere sempre in questo ambito».
Infine, non potevamo esimerci dal fare una domanda a Chiara a proposito della prossima avventura pallavolistica – nell’ultima stagione era in forza alla Prima Divisione del Viva Volley Prato – e da questo punto di vista non mancano le sorprese, sebbene, in realtà, la notizia era già diffusa da tempo nell’ambiente.
Chiara, il periodo della pandemia ti è servito per decidere la tua prossima squadra, giusto?
«Sì, tornerò al Montebianco Pieve, in Serie C. Non potevo dire no alla chiamata del direttore sportivo Alessandro Lippi: ho deciso di tornare perché quelli a Pieve sono stati due anni intensi e molto belli.
A Prato sono stata benissimo, con persone fantastiche che mi hanno riservato un’ottima accoglienza e che ringrazio molto. Mi è dispiaciuto andare via. Però, di fronte all’opportunità di rientrare a Pieve a Nievole non ho avuto alcun dubbio: avevo voglia di tornare in un posto conosciuto e soprattutto sotto la guida di coach Lorenzo Branduardi, con cui mi sono trovata molto bene nei due trascorsi precedenti, un allenatore che mi ha aiutata a crescere tanto.
La Serie C? Non mi spaventa. Non sono il tipo che si fa prendere dall’ansia. Al contrario, sono carica proprio perché si tratta della mia prima volta nella massima categoria regionale ed avrò l’opportunità di crescere insieme ad atlete più esperte. Darò sempre il massimo durante gli allenamenti per migliorare e farmi trovare pronta quando arriverà il mio momento. La pallavolo mi è mancata tantissimo in questo periodo».



