Parla il mister del Tempio Chiazzano che oltre alla vittoria ha ritrovato anche l’ex professionista Colombo, espulso nel finale
Finalmente è arrivata la prima vittoria stagionale per il Tempio Chiazzano che domenica ha battuto 2-1 il Capanne. Primo successo in campionato, ultimo posto abbandonato e primo trionfo per mister Sandro Anichini. Oltre ai tre punti ritorno in campo per la punta ex professionista Corrado Colombo che ha propiziato la seconda rete prima di venire espulso nel finale.
So che sei molto amico di Corrado Colombo. Come hai fatto a convincere un ex professionista a rimettersi in gioco in Prima Categoria? «Con Corrado è un’amicizia che ci lega da anni, da quando giocava a Pistoia. Ho sempre collaborato con lui anche nella scuola calcio della Polisportiva Hitachi dove giocava due anni fa mentre ora allena nel settore giovanile del Chiazzano. Qui con la sua esperienza può dare più consigli possibili e aiutare questa squadra. La sua espulsione di domenica? Forse l’unico errore del direttore di gara perché Corrado ha saltato più in alto di tutti, ma solo l’arbitro ha visto una sbracciata. Forse non è abituato in Prima a queste elevazioni…»
Dopo l’addio di Trupia in panchina l’avvicendamento con il preparatore atletico Anichini sembrava una soluzione temporanea, ma la società rossoblu ha scelto di continuare il rapporto. Mai scelta fu così giusta per una squadra che ha continua a sfornare prestazione di livello e a trovare la vittoria.
«Domenica è stata una partita importante per il gruppo. Questi ragazzi se la meritavano perché fino a oggi hanno raccolto molto meno di quello mostrato sul campo. La vittoria è arrivata non senza sofferenza dato che potevamo chiuderla 3-4 volte, ma forse così è più bello! Quando abbiamo preso il gol “della domenica” con un tiro da 30 metri come pareggio pensavo tornassero i fantasmi delle gare precedenti, ma fortunatamente non è stato così!»
Ti sembra cambiato il Chiazzano quando sei sulla tolda di comando?: «Non credo: la squadra da inizio anno prova a fare il suo gioco e spesso per sfortuna non è riuscita a prendersi i punti che si meritavano: l’esonero di mister Trupia è arrivato solo per mancanza di risultati. Io ho cercato di riprendere anche ciò che di buono il mister precedente aveva lasciato. Cosa mancava? Forse un po’ di fiducia e serviva una scossa nelle ultime settimane per ritrovare un po’ di certezze e rimettere fiducia a questi ragazzi, tra infortuni e acciacchi».
Proprio la questione infortuni è uno dei temi più dibattuti… «Per l’altro mio ruolo che ho già fatto in altre società quest’anno la preparazione è stata totalmente diversa. Le squadre anche con un carico minore hanno subito più infortuni. Sarebbe stato forse utile partire qualche settimana prima? Nel calcio dilettantistico è difficile partire ad inizio agosto così come è difficile sopperire a calendari fitti. Nel mio caso ho avuto tutti ragazzi “atleti” che si son sempre tenuti in forma, ma i movimenti situazionali sono tutt’altra cosa».
Come si affronta una stagione di sconfitte? «Nell’analizzare sempre una sconfitta diventa difficile trovare le parole e si rischia di escogitare alibi e scuse che non riescano a cambiare la situazione. Noi abbiamo cercato di analizzare sempre di più sul concreto, gli aspetti tecnici e i piccoli particolari che avevano analizzato le sconfitte e le partite passate. Sicuramente son mancati diversi gol da inizio anno perché produciamo tantissimo, ma non siamo cinici sotto porta».
Infine sulla stagione in corso quali sono i tuoi pensieri? «Dobbiamo pensare 90 minuti alla volta. Non ci possiamo permettere di poter fare calcoli. Pur avendo alle spalle una certa percentuale di gare, il campionato è ancora lungo. Le squadre affrontate finora? Ancora non credo di aver incontrato una squadra tanto superiore alla nostra. Ritengo questo girone come un campionato molto equilibrato con squadre tutte quante attrezzate. Devono svelarsi ancora tante carte…».



