La lettera a cuore aperto firmata Baraonda Biancorossa per Roberto Maltinti
“Camicia a quadri fuori dai pantaloni. Sciarpa al collo per proteggere la gola nelle giornate più fresche. Inseparabile bottiglietta d’acqua, residuato bellico di una guerra vinta, ma combattuta contro un nemico sempre lì in agguato. Questa è l’immagine che ognuno di noi, soldati di quell’esercito che sempre incitavi, porteremo dentro. Sei stato un compagno sincero di un percorso che ci ha visti lottare uniti verso un obiettivo comune: la grandezza della nostra Pistoia. Un percorso che, come spesso accade se fatto spalla a spalla, diventa di vita. La collaborazione tra Presidente e Curva diventa amicizia, vera, schietta, assoluta, non interessata, ma rispettosa dei ruoli. Quante volte si abusa dell’espressione “uno di noi”? Nel tuo caso no. Costretto dall’etichetta a vivere la partita in tribuna, ma con l’animo e il cuore in curva, nel nascondiglio preferito da noi eterni bambini in quel tendone che chiamiamo casa. Eri tanto Roberto: le chiamate per sapere come stavamo, per dirci per primi i giocatori firmati, per brontolarci per striscioni troppi polemici, per andare a mangiare una pizza. Le richieste di consigli sul bene della nostra squadra, le scornate vere ma segrete, il rito del bacio paterno alle ragazze del gruppo prima di ogni partita. Le giornate con noi in pullman perché non trovavi altri dirigenti che andavano in trasferta, le condoglianze alle nostre perdite, le visite negli ospedali, il primo dopo le nostre famiglie a prendere in braccio i nostri figli, come un battesimo civile dei nuovi biancorossi. E poi gli abbracci commossi in campo dopo gara5 con Scafati, i pianti dopo Brindisi…quelli dopo Brescia. Milano di martedì in tremila, più uno, lì in mezzo a noi a ringraziarci. I bordoni nello scrivere queste parole. Eri e sarai questo e molto altro, Robertone. Ci mancherai Presidente e perdonaci se questa volta pecchiamo della superbia che tanto odiavi, ma di sicuro ti mancheremo anche noi.
I TUOI RAGAZZI”.



