Dopo il pareggio per 1-1 nel turno di andata di Coppa Italia, Benesperi e Petroni, analizzano i 90′ e le dinamiche del campionato ormai prossimo
di Roberto Grazzini
Storie di derby, tattiche, strategie ed orizzonti di gloria. Lo spunto è l’attesa sfida di coppa Italia fra Ponte Buggianese e Larcianese. Intanto occorre fare i doverosi complimenti ai manutentori il terreno dello stadio “Pertini” per l’ottima tenuta nonostante le piogge torrenziali, sperando che regga dignitosamente i rigidi rigori invernali. Fatti i complimenti alle manovalanze, li estendiamo volentieri a coloro che hanno costruito i rispettivi organici ed ai condottieri chi li guidano in combattimento. La partita è stata all’altezza delle aspettative , sotto tutti i punti di vista , pur con qualche pezzo d novanta tenuto a riposo, specie in attacco . Tale terapia conservativa ha riguardato Gianchecchi e Guarisa (poi entrato) nel clan ospite e nientemeno che il super bomber Fanucchi e Maiorana tra i locali.
La domanda sorge spontanea , avrebbe detto il buon Lubrano. «E se fosse stata una sfida di campionato?». La risposta dei direttori d’orchestra vale 10 e lode per sincerità a partire , noblesse et age oblige , dall’esperto Andrea Petroni, di casata lucchese. «Uno dei due (Maiorana nda) avrebbe senz’altro giocato, l’altro (Fanucchi) no».
«Forse si – spiega il collega Benesperi – ma è altrettanto giusto che a pochi giorni dall’inizio del campionato, un allenatore voglia valutare attentamente chi ha per le mani». Seconda domanda sulla sincerità «Ma allora questa coppa conta o non conta?». «Io – confida Benesperi – non ho mai passato il primo turno da quando alleno e dal punto di vista scaramantico andare avanti lo considererei un segno importante del destino , considerato il valore degli avversari». Meno male . Petroni sorride e quindi sentenzia «Siamo seri! Devo rispondere e apro la bacheca?» Ogni riferimento ai trofei vinti in tale manifestazione non è certo puramente casuale. Niente da fare.
Non ci cascano ma si studiano , come hanno fatto domenica, dove in quanto a trame di gioco qulcosina in più ha creato il Ponte , e non solo per il fattore campo. La Larcianese che prendendo Boruezza davanti non pare averci rimesso, è stata all’altezza della situazione. Riguardo l’assetto tattico l’aglianese Benesperi, che vestì il viola di Larciano nella prima era Bianconi, ammette solo in parte la riconversione alla difesa a tre. «Un 3-4-1-2 figlio dello schieramento altrui e mutabile alla bisogna nel più abbottonato 4-3-1-2». Modulo quest’ultimo adottato dal buon Petroni, disponibile a trasformarlo, in corso d’opera (vedi domenica ) un 4-3-3. Apertura mentale, e nessun integralismo negli schemi….. e vista lunga. Tutto è rimandato dunque al match nelle terre del Montalbano . Non vale il regolamento Uefa. Con lo 0-0 la Larcianese prende banco e chicchi.
Proviamo l’ultimo trabocchetto «E il campionato chi lo vince ? La Larcianese o il Ponte Buggianese?» “ Scusa ma il Quarrata dove lo metti ?”ribatte l’astuto Petroni pronto a sviare l’argomento e l’attenzione sullo squadrone pontigiano. Sull’altro fronte Benesperi accetta volentieri di far parte alla pari di questo illustre terzetto «In effetti tre di queste formazioni sono sulla bocca di tutti. Però i punti si perdono anche contro le cosiddette mine vaganti , Meridien e Capezzano in primis». Chi comanda in panchina avrà il suo peso. «Lo so benissimo – chiude il tecnico dei viola, classe 1984 – e so di avere di fronte due allenatori “del mestiere” che hanno vinto tanto e che tanto hanno da insegnarmi. E’ un punto a loro favore ed uno stimolo per me a dare il massimo». Chapeau.


