Il presidente della sezione Aia di Pistoia ci ha raccontato il momento degli arbitri locali: «Siamo una grande famiglia, passeremo anche questa difficoltà»
L’emergenza coronavirus ha messo al tappeto tutto il mondo sportivo e non solo, paralizzando le varie attività in ambito nazionale e provinciale. Anche gli arbitri si sono dovuti fermare, vista l’impossibilità di svolgere gare e competizioni in qualsiasi disciplina. Ma come stanno passando le giornate i fischietti pistoiesi?
«Stiamo provando a mantenerci il più possibile in condizione – racconta il presidente della sezione Aia di Pistoia Massimo Doni – anche se all’inizio eravamo smarriti, i ragazzi erano abituati a venire in sezione e ad allenarsi. Ci siamo organizzati col preparatore atletico, abbiamo un gruppo su Whatsapp dove quotidianamente condivide una tabella personale di allenamento. Dal punto di vista tecnico invece, facciamo video lezioni, oltre a quiz e visione di filmati coi relativi commenti».
La situazione è particolarmente complicata, proprio perché non si sa con certezza quando ripartiranno le varie attività: «Ad oggi è sicuro lo stop fino al 3 aprile, ma credo che la faccenda andrà per le lunghe… Dal canto nostro possiamo solamente allenarci e stare attenti a come si evolve la vicenda in ambito nazionale. Una cosa è certa: quando ripartiremo dovremo essere pronti!»
Irrati, Fiero e Meraviglia. Sono loro le tre punte di diamante dell’Aia pistoiese, i fischietti che dirigono le partite dei professionisti: «Mi sto tenendo in contatto con ognuno di loro, tutti si stanno allenando con le rispettive tabelle e ci aiutano molto dando consigli e raccomandazioni ai ragazzi più giovani. Loro in primis devono dare l’esempio e far capire che con l’impegno e la volontà nessun traguardo è precluso».
Presidente dell’Aia di Pistoia dal 1994/1995, ad eccezione del biennio 2000-2002, Doni ha vissuto in prima persona i cambiamenti della figura dell’arbitro: «In questi anni il direttore di gara è diventato sempre di più un atleta a tutto tondo, attento ai dettagli e alla cura dei particolari. La preparazione tecnica e atletica è quindi imprescindibile, cerchiamo anche di avvicinarci ad un metro di giudizio il più uniforme possibile. Negli ultimi anni è diventata fondamentale la disciplina, alle riunioni cerco sempre di sottolineare che l’aspetto comportamentale è il valore più rilevante».
Una grande famiglia. Così si potrebbe definire la sezione Aia di Pistoia, che ad oggi conta circa 150 ragazzi. «Io dico sempre – sottolinea Doni – che fare l’arbitro non è uno sport singolo ma di gruppo, è fondamentale il confronto coi colleghi per capire gli errori e come migliorare. Calarsi nel ruolo di arbitro ti porta ad avere tante responsabilità e aiuta molto la crescita di un giovane, tra le mille problematiche che l’adolescenza riserva. Ho visto coi miei occhi ragazzi con difficoltà fisiche e relazionali arrivare a tenere riunioni e incontri davanti a cento persone. Il nostro sport, oltre a dare anche soddisfazioni personali e economiche, crea la personalità per la vita quotidiana».



