Covid-19, il dottor Barbieri «Sono diventati tutti maratoneti»

Roberto Barbieri, medico di Oriora e Pistoiese, analizza la situazione «Per noi medici è una vera e propria guerra. State a casa!»

«Quelli che fanno attività nei parchi in gruppi e vanno a correre solo adesso sono gli stessi che pagano l’abbonamento della palestra per stare a chiacchierare qualche ora». È questo il pensiero del dottor Roberto Barbieri riguardo i tanti sportivi che si sono riversati in strada nell’ultimo periodo per fare attività fisica in barba alle tante raccomandazioni. O meglio, per adesso l’attività fisica da soli sembra essere consentita, ma sicuramente quella di gruppo non lo è. Chi meglio di Barbieri, medico dell’Oriora Pistoia e della U.S. Pistoiese insieme al dottor Cantilena, può affrontare l’argomento sport in un periodo così delicato? «Sono sempre stato un amante della corsa all’aria aperta e questo tipo di attività ha tantissimi benefici fisici per il corpo umano, indubbiamente. Ma in un periodo del genere è bene stare a casa, più teniamo duro adesso prima ne usciamo».

Uno stop improvviso che ci ha colti un po’ di sorpresa ma che era più che necessario come conferma il dottor Barbieri «Credo che la decisione di stoppare lo sport sia stata più che opportuna. Probabilmente andava fatto un po’ prima dato che , sia nel basket che nel calcio, la distanza di un metro l’uno dall’altro è impossibile da mantenere durante un incontro. Poi via via che hanno trovato giocatori positivi hanno capito che la situazione andava affrontata in maniera urgente e hanno stoppato tutto. Chiaramente parlare col senno di poi è sempre più facile però non c’erano minimamente le condizioni per poter continuare»

Emergenza che sembra però non toccare tutta la popolazione come spiega Barbieri: « Il problema sta nel fatto che fino a un mese fa gli italiani si consideravano tutti pescatori navigatori e poeti, ora sono tutti maratoneti. È interessante vedere come tutti all’improvviso abbiano deciso di allenarsi per le Olimpiadi, sempre che si facciano. Ma la cosa più strana è che la corsa di per sé è uno sport singolo, qua invece si trovano a gruppetti per uscire di casa e questa cosa non va bene. Oltre a non essere consentito è anche poco rispettoso per coloro che hanno contratto il virus e per noi medici che siamo attivi dalla mattina alla sera. Per noi è una vera e propria guerra, non trovo altri termini. Il problema serio di questa guerra è che il nemico è invisibile. Insomma, per me c’è ancora troppa gente in giro, e questo non aiuta».

La situazione è molto seria, le misure restrittive dovranno essere rafforzate se ne vogliamo uscire più velocemente possibile «Credo che non tutti abbiano ben chiaro quanto sia seria la situazione ad oggi – spiega il dottor Barbieri – e questo va a discapito di quelli che rispettano le regole. Abbiamo capito col tempo che purtroppo non ci sono persone immuni a questo virus. Gli anziani sono più a rischio ma anche i giovani vengono colpiti. Come ci hanno dimostrato in Cina, è una guerra che possiamo vincere però dobbiamo cercare di non pagare troppo alto il prezzo delle vittime. Per questo vorrei che fosse chiaro a tutti che prima ci sacrifichiamo e prima ne usciamo. Vedo ancora troppa gente convinta che dal 25 di marzo la vita tornerà quella di prima, ma purtroppo non è così»

Oriora e Pistoiese ferme ormai da quasi un mese e con diversi casi di giocatori positivi al Covid-19 sia in Serie A1 che nel girone A di Lega Pro. Per questo anche i biancorossi e gli arancioni sono stati sottoposti a delle visite «In Toscana – prosegue il medico delle due squadre – purtroppo non possiamo fare tamponi se una persona non presenta dei sintomi. Però col dottor Cantilena abbiamo sottoposto tutti gli atleti a visite per monitorare la situazione e stavano tutti bene. Adesso li monitoriamo da lontano dato che sono rientrati tutti nelle proprie abitazioni. So che si stanno tenendo in forma facendo esercizi a casa e delle corse rigorosamente in solitaria, finché queste saranno permesse. Allo stop di tali attività provvederemo a fornire loro, insieme ai responsabili della parte atletica, un programma da svolgere interamente in casa»

Ripresa delle attività sportive che però non sembra immediata. Nonostante le continue incertezze che circolano nell’ambiente, il dottor Barbieri analizza chiaramente la situazione: « Ad ora le prime indiscrezioni dicono che la ripresa dovrebbe essere intorno al 3 di aprile. Vista la situazione però credo che riusciremo a fare degli allenamenti completi, virus permettendo, dopo Pasqua. Poi affronteranno il discorso a livello di Lega per avere almeno un mese di tempo per rimettere in forma i giocatori. Non è pensabile che uno sportivo professionista che sta fermo un mese possa essere subito in grado di tenere il ritmo partita. Più che altro per evitare di giocare partite in condizioni pessime come ci è successo a Trieste»

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