L’iniziativa è del laboratorio di ricerca sociale pistoiese, che in collaborazione con il Cipes intervisterà studenti e docenti di ogni ordine e grado
Forse mai come oggi, con la pandemia di Sars-Cov-2 che ha letteralmente ridisegnato – e irreversibilmente – la vita politica ed economica nazionale e internazionale, c’è un grande bisogno di dati: sulle conseguenze immediate ma soprattutto di lungo periodo sulle imprese, sulle occupazioni, sugli stili di vita e di consumo, sulle abitudini e sulle consuetudini della vita quotidiana di ciascuno, singolo o gruppo organizzato. Uno dei campi nei quali la disponibilità di informazioni aggiornate e scientificamente rigorose appare ora di importanza cruciale è senza dubbio la scuola, posta di fronte a una sfida epocale non solo per affrontare al meglio i problemi immediati posti dall’emergenza sanitaria adesso in via di allentamento ma niente affatto scongiurata ma per ripensarsi – ed essere ripensata dai decisori politici e della forze di governo – in prospettiva strategica, orientata cioè verso un effettivo miglioramento dell’educazione dell’istruzione e della formazione dalle quali dipendere il futuro delle future generazioni.
PoieinLab-Ricerca Sociale, in convenzione con CAMBIO-Laboratorio sulle Trasformazioni Sociali dell’Università di Firenze e insieme al CIPES (Centro di Iniziativa Pistoiese sull’Economia e sul Sociale – stanno conducendo su questo tema un’importante rilevazione su scala nazionale (da Lunedì promossa anche su uno dei più importanti portali dedicato quale “Tutto Scuola”), aperta agli studenti di 16 anni e oltre, ai docenti, educatori e formatori di ogni ordine e grado (dalla scuola dell’infanzia all’università), infine ai genitori, alle famiglie e a tutti coloro che a vario titolo – o per ragioni professionali o perché esperti o semplici interessati al problema – si stanno occupando alla questione.
Quali sono le ricadute che il Covid-19 sta avendo e avrà sul modo di fare didattica e di preparare le ragazze e i ragazzi? Quali quelle dell’apprendimento a distanza – e svolto con quale tipo di metodi – certo sul loro rendimento ma anche sui loro equilibri di vita, su come si relazionano con i compagni, con gli amici e con i loro docenti? Non solo ma quali i cambiamenti indotti sul loro stato d’animo, sulla loro maniera di vivere le emozioni, di rapportarsi con il proprio corpo e con quella dimensione delicata che è il mondo dei sentimenti e della sessualità? E poiché la scuola non è fatta solo di studenti ma anche di insegnanti e genitori – quali le ripercussioni sulle relazioni familiari, sulle sfere del lavoro e della professionalità, sullo spessore anche in questo caso emotivo degli adulti?
L’indagine è ovviamente del tutto anonima e condotta nel pieno e puntuale rispetto delle più recente normativa in tema di tutela della privacy e di trattamento dei dati personali e sensibili. Chiediamo – a coloro che siano interessati – di parteciparvi e di accedere alla compilazione del questionario (circa 25 domande, per un tempo di medio per le risposte di 15 minuti) attraverso questo link: https://it.research.net/r/D72K2VD



