CQS, Mangoni: «Presto per dire se lottiamo per i playoff o per la salvezza»

Mister Mangoni ha detto la sua sul periodo no del CQS: «Bene la difesa, ma dobbiamo segnare di più, altrimenti sarà dura»

Il CQS era imbattuto fino a poche settimane fa, mentre adesso è reduce da due sconfitte consecutive. L’allenatore Andrea Mangoni non fa drammi e parla apertamente di cos’è andato bene e cosa no in queste prime nove partite di campionato.

Nelle ultime due partite sono arrivato due sconfitte. Cosa non ha funzionato?

«Purtroppo fatichiamo molto davanti. Non riusciamo ad essere incisivi e questo alla fine ci penalizza. Basti pensare che, pur essendo la quinta miglior difesa, abbiamo uno dei peggiori attacchi del campionato. C’è anche da dire che in questo momento la fortuna non ci assiste. Contro la Torrelaghese siamo stati puniti da un missile da trenta metri di distanza, a quindici minuti dalla fine e mentre eravamo in undici contro dieci. Ammetto anche che ultimamente stiamo giocando abbastanza male. Questo dipende anche dai vari infortuni, molti dei quali di piccola entità. Non riesco quasi mai a schierare la stessa formazione due volte di fila ed è difficile trovare continuità. Se la sconfitta col Montignoso ci ha tolto certezze? Assolutamente no. Loro sono più forti e hanno un attacco fuori categoria. I gol sono arrivati dopo alcune incertezze nostre, è vero, ma loro hanno meritato. A posteriori mi sento di dire che quella partita è stata preparata male da tutti noi, ma se loro sono primi un motivo ci sarà. Queste due sconfitte ci hanno quasi annullato la bella vittoria arrivata contro i Diavoli Neri, ma non c’è da fare drammi. L’importante è che i ragazzi continuino a lavorare bene e le cose si aggiusteranno».

Sei pareggi nelle prime sei giornate, come te lo spieghi?

«A mio avviso ha inciso molto la poca cattiveria offensiva di cui ti parlavo prima. Ci sono inoltre stati almeno un paio di rigori clamorosi non assegnati in queste sei partite. Quello contro il Pieve Fosciana ancora non me lo spiego. Il nostro attaccante si stava involando verso la porta ed è stato vistosamente trattenuto per la maglia, ma l’arbitro non ha fischiato nulla. Vero è che episodi del genere succedono a tutti, ma quando poi tiri le somme sono punti che mancano. Un altro fattore da considerare è che la squadra è cambiata molto rispetto allo scorso anno e i ragazzi stanno imparando a conoscersi via via».

Prossima sfida contro il Mulazzo, che partita ti aspetti?

«Io personalmente mi aspetto di vedere ciò che finora non ho visto: concretezza e cattiveria offensiva. Questa è una partita da vincere a tutti i costi perché giochiamo in casa e perché l’avversario è alla nostra portata. Incontri del genere sono spesso molto tirati e basta poco per farli pendere da una parte o dall’altra. Vincere vorrebbe dire rasserenare l’ambiente e anche dare un po’ di ossigeno alla classifica, attualmente molto corta. Dobbiamo far valere il fattore campo: spesso giochiamo su terreni difficili e siamo costretti ad adattarci, ma nelle partite in casa abbiamo l’occasione di esprimerci al meglio. Quasi tutte le partite in queste categorie sono battaglie e penso che quella col Mulazzo non sarà l’eccezione».

Alla luce degli ultimi risultati, quali sono gli obiettivi del CQS?

«Sarò onesto: a questi livelli o sei una squadra che spende tanto per provare a vincere, e spesso butti via soldi, o vedi strada facendo. Io sono nel mondo del calcio da tanti anni, conosco queste categorie e ho imparato a vivere alla giornata. Il CQS è una società sana; non facciamo mai il passo più lungo della gamba. Questa cosa mi rende molto fiero perché porsi degli obbiettivi importanti non è mai facile, soprattutto se alla fine vengono promosse solo due squadre su sedici. Le società dilettantistiche hanno a che fare con tante problematiche, spesso difficili da aggirare. Ti faccio due esempi: gli allenamenti devi farli in notturna perché i ragazzi lavorano e i campi di gioco generalmente non sono tenuti benissimo. Esprimere un gioco fluido è quasi impossibile e devi saperti arrangiare con quello che c’è».

Il Tempio è l’unica altra squadra pistoiese del girone. Che idea ti sei fatto di loro?

«Personalmente è una squadra che mi sta molto simpatica perché conosco bene il presidente e l’allenatore. Sono molto giovani, ma hanno diversi ragazzi interessanti, soprattutto in attacco. Il problema è che mi sembrano decisamente troppo fragili dietro. Se riuscissero a sistemare un po’ la fase difensiva potrebbero anche svoltare. Basta poco per invertire la rotta, soprattutto se l’ambiente è tranquillo. Con tanto entusiasmo e fiducia anche una squadra un po’ acerba può risollevarsi e dire la sua contro chiunque».

Gabriele Cecchi
Gabriele Cecchi
Nato nel 2001, laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre grande appassionato di sport e scrittura. Una domenica senza calcio non merita di essere vissuta.

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