Dopo un solo anno di purgatorio in A2, Cremona ha superato le attese e si giocherà con l’Estra l’accesso alle Final Eight
Quando si guarda alla storia recente di Cremona, non si può non vedere una società e una squadra che, in tredici anni di Serie A, sono riuscite a realizzare autentiche imprese. Al netto di una situazione economica non sempre rosea, il club lombardo ha raggiunto traguardi importanti, come la Coppa Italia conquistata nel 2019. Grande merito va dato sicuramente al patron Aldo Vanoli. In più di vent’anni di presidenza, i suoi sforzi hanno sempre allargato i confini del possibile.
Anche la retrocessione del 2022 ha chiamato Cremona ad un’altra sfida, immediatamente vinta. Supercoppa e Coppa Italia di A2, poi immediato ritorno nella massima categoria insieme all’avversaria di domenica Pistoia. La sfida del PalaCarrara chiuderà il cerchio, oltre al girone d’andata. Questo perché, sempre al pari dell’Estra, la Vanoli ha sovvertito i pronostici della pre-season, che appunto la inchiodavano in fondo ai power rankings della Serie A. Domenica, come l’altra neopromossa, Cremona si giocherà un posto nelle Final Eight di Coppa Italia. Spiegare come è stato possibile è operazione più complessa, ma non così ardua da realizzare.
LA FORZA DELLE CONFERME
La società lombarda, nella sua storia, ha sempre dimostrato un grande attaccamento verso gli eroi delle belle stagioni. Non poteva non essere così anche dinanzi ad un salto così in alto come quello che porta dall’A2 all’A1, altra cosa che la accomuna all’attuale Pistoia. Innanzitutto ripartendo dall’autore della promozione: quel Demis Cavina cui certo mancava un’importante affermazione nella massima categoria. A seguire, diversi elementi del roster, con il capitano Andrea Pecchia a fare da capofila. L’ex Cantù a Cremona ha davvero vissuto gli estremi che questo sport può riservare: il grave infortunio al crociato e la retrocessione prima, il ritorno in campo e in Serie A in seguito. Ad oggi è il migliore dei suoi per valutazione.
Ma questa pronta risalita ha visto anche la firma di un veterano come Trevor Lacey, assoluto mattatore dei suoi nei play-off promozione. Così come, in terra lombarda, ha trovato finalmente risultati importanti Paul Eboua, atleta da tempo impantanatosi nel suo status di promessa del basket italiano. E che dire di Davide Denegri? Tanta gavetta nelle serie minori e oggi uno dei più impattanti della Vanoli con i suoi 10.9 punti a gara. Infine un plauso va fatto alla scelta di confermare Matteo Piccoli, specialista difensivo che nella scorsa stagione mise in grande difficoltà i migliori esterni avversari, Zach Copeland compreso.
AGGIUNTE DI SPESSORE
Ovviamente una base di siffatta valenza aveva comunque bisogno di un gruppo di nuovi in grado di formare un collettivo da massimo campionato. La migliore intuizione è nata curiosamente da un forfait: quello di Jordan Bone, giocatore dall’ottimo curriculum che però, ad un mese dall’inizio della regular season, ha rinunciato a vestire la maglia di Cremona per motivi personali. Ecco che dal cilindro è stato tirato fuori Marcus Zegarowski, play formatosi a Creighton (stesso college di Ryan Hawkins) e primo rookie di questa lista. Attualmente è il miglior marcatore dei suoi con 12.5 punti a partita e il 49% sia da dentro l’area che da dietro l’arco.
11.7 ad allacciata di scarpa, invece, per la guardia Wayne McCullough, reduce da due buone stagioni al Darussafaka dove ha avuto modo di disputare anche la Champions League. Ma dall’A2 arriva anche il lungo atipico Nathan Adrian, che con la canotta di Forlì è stato eletto MVP della scorsa regular season. Altro rookie e altra scommessa vinta è sicuramente il pivot Grant Golden, prodotto di Richmond di cui abbiamo già evidenziato i numeri, in particolare relazionandoli a quelli di Ogbeide. Infine a Cremona è arrivato anche un italiano d’indubbia esperienza come Simone Zanotti, affrontato da Pistoia nella finale promozione contro Torino.
CREMONA: NESSUNA RISERVA E SOLIDITÀ OFFENSIVA
Guardando giocare gli uomini di coach Cavina, si ha subito il quadro di un team in cui tutti sono in grado di mettere il loro mattoncino per la causa. Non si ravvede certo la presenza di un gran realizzatore o di una principale bocca da fuoco, ma un sistema dove ognuno può essere in grado di incidere. Zegarowski, McCullough e Denegri sono le garanzie dalla lunga, mentre Golden rappresenta il punto di riferimento nel pitturato. In generale, Cremona è brava a correre il campo e a giocare in transizione, affidandosi anche ad un ottimo giro palla.
Il segreto risiede nell’attenzione difensiva e nell’aggressività che i lombardi mettono ogni qual volta gli avversari superano la loro metà campo. Stiamo parlando infatti di una solidità comprovata da un dato di per sé impressionante: Cremona è infatti la quinta miglior difesa del campionato, dietro solamente ai top team Milano, Brescia, Venezia e Virtus Bologna. Un altro elemento che rende l’idea di che partita a scacchi sarà il confronto del PalaCarrara.



