Da doppio ex, Claudio Crippa introduce la gara con la Virtus: «Grande differenza fisica. Moore, Willis e Hawkins possono crescere ancora»
Tra Pistoia e Bologna, si sa, ci sono gli Appennini. Ma quando si parla di basket e, nello specifico, della sponda virtussina il collegamento più naturale da fare è quello che porta il nome di Claudio Crippa. Il giocatore per antonomasia dell’Olimpia Pistoia, squadra che in otto anni ha trascinato dall’A2 all’A1 e poi portato anche a disputare la Coppa Korac, passò infatti, terminata quella lunga esperienza, dall’altra parte. In quell’Emilia e in quella Virtus dove, in un biennio, vinse uno scudetto, un’Eurolega e una Coppa Italia. L’ex capitano non ha perso di visto l’Estra, presenziando anche ad un paio di partite in questa stagione.
«Le due vittorie esterne contro Milano e Tortona hanno avuto un peso specifico immenso – ha così esordito Crippa -Sono state due imprese, considerando i problemi di infortuni che ci sono stati. Dopo exploit simili, la partita successiva è sempre quella più complicata e contro Pesaro si è visto. Ma questo è il basket: puoi vincere all’ultimo secondo, come perdere. L’importante è che la preparazione della squadra sia valida».
LA FORZA DELLE VUNERE
Sabato al PalaCarrara l’Estra Pistoia sarà chiamata ad un’altra impresa contro la Virtus Bologna, il tutto nella bellissima cornice di pubblico che l’annuncio del sold out ha ormai reso certa. Ma che situazione stanno vivendo le VuNere, che contro la Reyer hanno subito il secondo stop consecutivo in campionato ma stanno anche vivendo un’eccellente regular season di Eurolega? Crippa è molto preciso e puntuale nella sua analisi.
«Il fatto di dover disputare il campionato e l’Eurolega contemporaneamente rende complicato il percorso di avvicinamento alle gare, specie quelle di Serie A. Anche questa settimana la Virtus avrà doppio impegno per poi giocare a Pistoia sabato: sarebbe la quarta partita in sette giorni, quindi grande dispendio di energie fisiche e mentali oltre all’impossibilità effettiva di allenarsi».
Resta il fatto che la squadra allenata da coach Luca Banchi incuta timore soltanto nel leggere i nomi del roster. Una squadra che ha affrontato un importante cambiamento poco prima dell’inizio della stagione ma che ha subito rispettato le attese per quello che era il valore dei giocatori a disposizione.
«Il gruppo storico formato da Belinelli, Pajola, Shengelia, Hackett, Abass e Mickey è stato quello su cui Banchi ha potuto da subito contare per portare avanti il lavoro di Scariolo. Luca è stato molto bravo ed intelligente nell’entrare in corsa e in un momento in cui poteva anche esserci uno sbandamento. L’esperienza con la nazionale lettone sicuramente lo ha fortificato: a Bologna, col poco tempo che aveva a disposizione, ha corretto solo alcune cose e ha rimesso in squadra Lundberg. La squadra poi ha assimilato l’arrivo di giocatori come Dunston, Cacok e Dobric: tutti elementi che andavano inseriti nel contesto. Poi non posso non sottolineare il ritorno di Abass ai livelli che gli competono e il recupero di Polonara dopo quello che gli è capitato. Parliamo dunque di un roster ampiamente profondo, in grado di competere su tutti i fronti».
DUOPOLIO OLIMPIA-VIRTUS: CHI LE FERMA?
Certo è che, in questo momento, né Olimpia Milano né Virtus Bologna occupano il primo posto in classifica. Le spiegazioni, fornite anche da Claudio Crippa, possono certamente bastare a giustificare il momento non proprio brillante delle due big in campionato. Ma può esserci gloria anche per qualcun altro? Può l'”affare scudetto” diventare appannaggio di una terza incomoda?
«È ovvio che Virtus e Olimpia siano i due pesi massimi del campionato, così come è naturale che la doppia competizione pesi molto. Il primo posto di Brescia ad oggi può rappresentare una sorpresa ma non un caso: anche in Germania, nella Bundesliga, in testa c’è lo Chemnitz che, guarda caso, non gioca le coppe. Resta il fatto che Bologna e Milano sono squadre costruite apposta per eccellere in Italia e in Europa: possono far fronte e hanno già fatto fronte ad assenze pesanti. Non si possono paragonare a realtà come la stessa Pistoia, che non può permettersi di fare a meno di Varnado per mesi senza trovare un sostituto. Se penso che il duopolio Virtus-Olimpia possa essere messo in crisi? Non credo. La qualità dei roster e dei loro allenatori farà sì che entrambe si ritrovino in prima fila. A parte la Brescia attuale, non vedo potenziali contendenti, specie ai play-off».
IL SEGRETO DELL’ESTRA
Ci sono i giganti, come abbiamo visto, ma ci sono anche piccole eroiche realtà che arrivano a sfidarle e magari a ribaltare qualsiasi pronostico. Come successo con Milano, l’Estra Pistoia venderà sicuramente cara la pelle, stimolata anche dall’idea di sfidare un’altra corazzata come la Virtus. Ma se il segreto della forza delle VuNere appare fin troppo lapalissiano, qual è quello dei biancorossi?
«La continuità e l’identità sono indubbiamente il segreto di ciò che sta succedendo in questa stagione. Confermare coach e giocatori protagonisti della promozione, storicamente, può magari farti sottovalutare da molti, ma ti permette anche di partire con uno spessore caratteriale che altre squadre, formate da 6-7 nuovi elementi, non hanno. Si è visto anche nelle prime sconfitte, poi, quando i giocatori si sono conosciuti meglio, trovare i risultati è stato naturale. Della Rosa? È una presenza troppo importante per la squadra. Deve solo rendersi conto che non ci sono così tante differenze tra l’A2 e l’A1. Certo, partite come quella di sabato, dove ti ritrovi davanti gente come Hackett e Pajola, sono occasioni davvero stimolanti. Ma Gianluca ha tutte le qualità per rendere al meglio e far valere ancora di più i suoi punti di forza, ossia far girare la squadra e tirare da tre».
Se lo zoccolo duro ha sicuramente un peso specifico importante nei risultati fin qui ottenuti in stagione, non si può però non guardare all’impatto dei nuovi. In particolare Charlie Moore e Payton Willis, giocatori che Crippa dimostra di aver osservato bene e a lungo.
«Grande merito va dato alla società e, nello specifico, a Marco Sambugaro per aver trovato i giusti giocatori da inserire, tutti alla prima esperienza in Italia o in A1. Moore e Willis? Già al college avevano leadership e personalità, oltre ai punti nelle mani. Moore l’avevo visto giocare dal vivo l’anno scorso con l’FMP Belgrado, ma lo seguivo anche quando era alla University of Miami: mi aveva davvero impressionato per questa capacità di essere protagonista nei minuti finali. Sia lui che Willis sono ragazzi che possono avere ancora ampi margini di miglioramento. Ma in questo discorso voglio metterci anche Hawkins: ha solo bisogno di trovare una partita dove fa 4/6 da dietro l’arco. È uno dei migliori difensori che ricordi, ma non è il tiratore che abbiamo visto finora. Aspettiamo che si sblocchi: deve mettersi ed essere messo nelle condizioni di usufruire più del tiro da lontano e di esprimere il suo stile di gioco».
COME SI BATTE LA VIRTUS?
Gira che ti rigira, la domanda va fatta, sempre che ci sia una risposta assoluta. In ogni caso l’esperienza e la conoscenza del gioco di Claudio Crippa sono sicuramente un prezioso strumento per capire quale può essere la chiave per sovvertire un altro pronostico.
«Tra le due squadre c’è innanzitutto grande differenza fisica, anche osservando il settore piccoli. Pistoia dovrà essere brava ad approfittare di una possibile stanchezza della Virtus, difendere duro e, cosa fondamentale nel basket di oggi, avere buone percentuali da tre. La cosa più importante, per il pubblico pistoiese, è quella di vedere la squadra competere e dare il cento per cento. Vedo una città che capisce quando un’avversaria è più forte o gioca meglio e che, quindi, non ha problemi ad applaudirla».



