A due anni di distanza dal clamoroso successo degli Under 15 dell’Endas Pistoia sui pari età di Chiesina, i biancorossi si sono presi la rivincita grazie soprattuto al lavoro dello storico coach Giorgio Salani
Era il 9 dicembre 2017 quando la formazione Under 15 del Don Carlos Chiesina incassava una sonora batosta sul parquet dei pari età dell’Endas Pistoia. 143-20 l’incredibile risultato finale, con un quarto periodo da 43-2. Ma si sa, il basket ti offre sempre un’occasione di rivincita. E quella dei giovani biancorossi si è presentata dopo oltre due anni.
Il 3 febbraio scorso al PalaFiume di Chiesina Uzzanese è andata in scena la quarta giornata del girone di ritorno del campionato Under 18. Provate a indovinare le squadre protagoniste…Sì, esattamente le stesse che si erano affrontate quel 9 dicembre. Con qualche cambiamento da una parte e dall’altra, è vero, ma per buona parte si sono ritrovati di fronte i medesimi gruppi di ragazzi.
Ebbene, la gara se la sono aggiudicata i padroni di casa per 53-52. Un punteggio che fa specie se si ripensa a quello di due anni or sono e che testimonia soprattutto che il duro lavoro paga sempre. Già, perché a guidare il gruppo dei nati nel 2003 e 2004 c’è ormai da anni il solito coach: Giorgio Salani, una sorta di istituzione nell’ambiente di Chiesina (dove allena dal 2002), nonché padre di Federico, giocatore della Prima Squadra che milita in serie D, e Alberto, in forza a Porcari in Promozione.
«Il successo contro Endas? Sono contento soprattutto perché è la dimostrazione che gli sforzi portano sempre a delle soddisfazioni. Riguardo alla sconfitta del 2017, si trattava del primo anno che allenavo quel gruppo. Eravamo in 18, ma in pochi si allenavano con costanza. Ho spiegato ai miei giocatori che non se lo potevano permettere: qualcuno ha recepito il messaggio, altri – che magari pensavano di essere anche più forti dei compagni – hanno abbandonato».
Oltre che di basket, Salani è anche un maestro di vita. Un faro per i ragazzi che nutrono come lui questa enorme passione per la palla a spicchi. «Nella mia carriera ho fatto da vice coach in serie D, in Promozione e anche il primo allenatore in Prima Divisione, ma non mi sono mai trovato granché bene. A me piace lavorare con i giovani e trasmettere loro qualcosa. Con i senior invece questo tipo di approccio è praticamente impossibile».
Nonostante le tante sconfitte arrivate anche in questa annata e i conseguenti malumori, il coach dell’Under 18 di Chiesina può vantare un ottimo rapporto con i genitori dei suoi ragazzi. «Non ho mai avuto grossi problemi o comunque niente che non rientrasse nella norma. Quando perdi, qualcuno che si lamenta c’è sempre. Ci ho fatto l’abitudine ormai: ci sono persone che mi ascoltano e accettano le decisioni, altri che non lo fanno e prendono altre strade. Ovviamente quest’ultimo caso mi dispiace, perché siamo una società piccola e perdere qualche ragazzo è sempre triste, ma ci sono dei principi che bisogna rispettare».



