Da Montecatini con furore, l’Hatta Club accoglie il preparatore dei portieri Geraci

Una vita a formare portieri, ora l’irrinunciabile chiamata dagli Emirati Arabi Uniti: Alfredo Geraci saluta casa e approda all’Hatta Club

di Roberto Grazzini

I biglietti per il volo con destinazione Dubai (previsto domani) sono vicino alle chiavi dell’auto. Il tempo di aprire l’inseparabile trolley, del colore degli innumerevoli adesivi aeroportuali e di mettere dentro il minimo necessario. Tanto laggiù fa un caldo boia. In ogni caso il montecatinese Alfredo Geraci, 60 primavere compiute a giugno e vissute a volare tra i pali e quindi ad insegnare agli altri il difficile mestiere del portiere, è temprato a tutti i tipi di clima. La prossima allettante tappa del lungo viaggio professionale di questo eterno e vulcanico giramondo, col benestare della comprensiva ed inseparabile moglie Grazia, sarà negli Emirati Arabi Uniti, al servizio dell’ambizioso Hatta Club. È un sodalizio che milita nella massima divisione del campionato di quelle lande, sulla cui panchina siede l’esperto trainer lucchese Fabio Viviani, bandiera del Vicenza da giocatore ed ex vice di Edoardo Reja al Napoli. Nello staff tecnico Alfredo ritroverà due vecchi compagni d’avventura quali il vice allenatore Nino Prattico ed il preparatore atletico Roberto Ziggiotti.

Percorrendo il lungo percorso calcistico di Geraci, spicca la parentesi iniziale alla Primavera del Napoli dove giocò un paio di stagioni con gente del calibro di Celestini, Amodio e Iacobelli. A seguire un‘onorata carriera nei dilettanti del Granducato. A 32 anni appende i guanti al chiodo per intraprendere la carriera, pardon, la missione, di preparatore di portieri. Esaltanti le tre stagioni nello staff di Massimo Morgia a Palermo. Ancora la Sicilia col Gela. E poi Cava dei Tirreni, Pisa, Portogruaro, Sorrento, Pavia, Pistoia, Ascoli e le esperienze formative, nel bene o nel male, in Bulgaria, Repubblica Ceca e in Svizzera al Chiasso. Dopo tre annate agonistiche in forza al Ghiviborgo, il recente approdo al Prato, ovviamente lasciato in virtù di un offerta che probabilmente, come direbbe Don Vito Corleone, non si può rifiutare. Tanti i trionfi al pari dei molteplici numeri uno passati (ed alcuni “lanciati”) dalle sue sapienti mani vedi Morello, Puggioni, Turati, Facchin e Generoso Rossi, tanto per citarne alcuni. In bocca al lupo Alfredone. E attento alle scottature.

Redazione PtSport
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