Ripercorriamo l’anno appena andato in archivio dando un’occhiata ai protagonisti del Pistoia Basket
A come AMERICANI. Nel 2022 in via Fermi ne sono transitati sei: due di passaggio (il supplente Davis e la meteora Huggins), due ex idoli ora rivali come Johnson e Utomi che con le maglie di Rimini e Chiusi sono già tornati al PalaCarrara pur sottotono rispetto al recente passato glorioso in biancorosso. Quel passato di cui Varnado e Copeland, la nuova coppia “born in the Usa” del Pistoia Basket, da novelli Ghostbusters nell’anno nuovo dovranno scacciare definitivamente i fantasmi.
B come BRIENZA. 18° stagione da coach per Nik e mai esame di maturità fu più difficile. Dopo una quasi finale promozione al primo colpo, il quasi ingegnere folgorato sulla via del Pianella dal sacro fuoco del basket nonostante l’indottrinamento calcistico della famiglia lucana emigrata in Brianza, vuole migliorarsi. Ma meglio del quasi sogno, c’è solo il sogno. E i mezzi sono sempre quelli…i miracoli di San Nicola da Cantù, protettore dei poveri ma belli del basket di casa nostra.
C come CIREGLIO. Dal 24 agosto 2022 il campetto tra i castagni di Cireglio, è il playground Kobe Bryant. Il fondo giallo-viola e i murales sono un omaggio al campione, la dedica all’ingresso e altri cimeli ricordano i pomeriggi infiniti in cui Kobe sfidava i grandi a canestro, nel mito di babbo Joe, americano extraterrestre della prima Maltinti in serie A. Rimandato più volte a causa della pandemia, il tributo al ciregliese più famoso del mondo è scivolato via tra commozione, bomboloni e tornei per ragazzi. In quel clima autentico che ha sempre mantenuto Cireglio tra i posti del cuore della più italiana delle star Nba.
D come DECENNALE. Trade d’union con la Tesi Group 2012/ 2013 che dieci campionati fa salì in A1 sono lo sponsor, Lollo Saccaggi senza i baffi da Zorro e la voglia di dar continuità ad una grande stagione. Le differenze sono – ahinoi – assai di più, perché dall’A1 Pistoia poco più di due anni fa è scesa per scelta per restaurare le crepe nei bilanci. Obiettivo frenato, nonostante un progetto tecnico lungimirante, dal perdurare della pandemia e dallo scarso appeal di un campionato snaturato da quella competitiva Legadue.
E come ENTUSIASMO. Farlo tornare ai livelli da Dolce Vita dei nostri canestri è la missione dichiarata di Brienza e dei suoi ragazzi, dopo una stagione super in cui hanno almeno scongiurato la crisi del desiderio che affliggeva la Pistoia baskettara. Piazza fin troppo ingenerosa tornata a snobbare il PalaCarrara, dopo i playoff. Eppure il 2022 si è chiuso col 63% di vittorie (30 sulle 47 gare del 2022), percentuali bulgare che nemmeno il Pci a Larciano e Lamporecchio ai tempi dei comuni più rossi d’Italia.
F come FABIO BONGI. C’era un ragazzo che come noi amava i Clash e i cori degli Untouchables…che zitto zitto è reduce dal secondo Natale tra strudel, vin brulè e l’aria fina dell’alta classifica in cui continua a volare l’Aquila Trento in A1 di coach Lele Molin, di cui è stato confermato fedele scudiero. Dopo una vita da profeta in patria, l’eterno ragazzo dei nostri canestri ha festeggiato i 50 anni tenendo un pezzettino di Pistoia nel Palazzo di Vetro della pallacanestro italiana.
G come GIANLUCA. Nel 2022 ha superato le 150 presenze in biancorosso, nelle prime 14 gare di questa stagione tira col quasi 40% da tre, prendendosi meritatamente la scena dopo una vita da capitano gregario. In estate ha lavorato sodo senza trascurare i camp estivi dove racconta il basket secondo Della. Quello in cui le statistiche che a 26 anni sorridono come mai, sono solo la parte più visibile della storia del piccolo grande uomo a cui Pistoia si è attaccata per riemergere dalla palude di questi anni duri.
H come HIGHLIGHTS. Il carrer high di Magro è arrivato contro Ravenna (22 punti), quello di Della Rosa (20 con 6/9 da tre) a Nardò, Varnado ha esordito con i numeri monstre (25 punti e 3 stopponi), superando alla prima il fratellone nonché vero Tornando. Poi c’è il patrimonio portato in dote in ogni gara da Carl Wheatle, l’italiano di Londra che tifa Manchester dalla doppia doppia facile. Un lusso per l’A2 dicono in molti di fronte alle acrobazie del nazionale inglese che ha giurato fedeltà a Pistoia.
I come ILLUSIONE. Parola usata da Nicola Brienza per tracciare il bilancio del 2022 da “9 abbondante” perché “con un budget medio-basso – ha detto in maniera sapiente, elegante e pungente il tecnico biancorosso – abbiamo dato l’illusione di competere per qualcosa di importante”. L’illusione è il lato oscuro del sogno, finora parola chiave della gestione Brienza. Ma alla lunga, la realtà rimane quella che Cenerentola – se non sposa il principe – al castello del re può rimanere giusto il tempo di un ballo.
J come JOHNSON. Un Capodanno fa la squalifica di Jazz Johnson per un peccatuccio di gioventù costato caro all’antidoping, rischiava di essere la cometa di Halley nella notte stellata di una squadra in orbita . Invece tre mesi dopo l’uscita dal gruppo, Johnson torna e illumina la scena come solo una rockstar dei canestri sa fare. Anche perché la squadra tiene la testa della classifica anche senza i punti di Jazz e acconsente al ritorno dell’amico ritrovato a cui Brienza e Sambugaro concedono (giustamente) la riabilitazione al basket dopo il castigo.
L come LEGA NAZIONALE PALLACANESTRO. Come dice la canzone? Alla televisione han detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando…soprattutto chi aspetta con ansia la riforma dei campionati che limando l’ammucchiata dell’A2 a due gironi, si spera riabiliti il secondo campionato italiano. Magari optando per un regolamento che duri più di una stagione e liberandolo dal confino di una visibilità solo in streaming. In un campionato caratterizzato dalle disuguaglianze tra Nord e Sud della classifica, Pistoia con la sua squadra futuribile, sfrontata e spesso rovescia pronostici, può dirsi fortunata.
M come MADE IN PISTOIA. Dopo la partenza di Riismaa, sono rimasti quattro i giocatori biancorossi cresciuti nelle giovanili in prima squadra, con lo sfortunato Angelo Del Chiaro costretto a fermarsi per l’infortunio alla spalla proprio nella stagione in cui aveva conquistato il quintetto. Chi deve riemergere dalla panchina è l’altro gioiellino dell’Academy, Gregorio Allinei, ma il legame con la città che ha visto crescere la coppia in regia Della-Sacca è anche nei pistoiesi d’adozione Wheatle e Magro. Quest’ultimi come i due play, hanno già superato la tripla cifra di presenze in biancorossso.
N come NAZIONALI. L’anno scorso erano due, poi il biondino dell’est ha deciso di andare a ballare in Puglia con un last minute estivo che in via Fermi ancora non è stato digerito. Riisma a Brindisi finora si sta facendo valere (4,3 punti in 14’) e vuole riconquistare la maglia dell’Estonia mentre il nostro re Carlo ( Wheatle ) è titolare inamovibile della Nazionale inglese. Nell’Italbasket che ha strappato il pass per il prossimo Mondiali c’era anche Luca Severini, vicecampione d’Italia con l’Under 19 biancorossa nel 2015.
O come OROLOGIO. Cambia regolamento un’altra volta la fase meno amata del campionato, un’appendice della stagione regolare indigesta che anticipa gli scontri extragirone prima di quel campionato a sé che sono i playoff. Quest’anno sono sei le gare post regular season, a differenza dell’anno scorso, vedranno scontrarsi le squadre appaiate dei due gironi a gruppi di tre. Poi gran ballo dei playoff a 16.
P come PALACARRARA. Pistoia ha chiuso il 2022 da imbattuta nonostante presenze in caduta libera dopo aver ritoccato quota 2000 negli ultimi playoff. Il clima interno, il folto repertorio di cori della Baraonda e il calore della torcida di via Fermi ha comunque pochi uguali in questa categoria. PalaDozza e Fossa esclusi ovviamente. Peccato che senza più il bar e con le giovanili spedite altrove per allenarsi dopo la fine della gestione Pistoia Basket, il PalaCarrara sia praticamente vissuto solo la domenica.
Q come QUARTI DI FINALE. Indimenticabili quelli degli ultimi playoff con le cinque battaglie contro Cento, rivedibili quelli di Coppa Italia dove in questa stagione si è fermato il cammino del Pistoia Basket come nella scorsa. Tonfo fragoroso quello contro Ravenna da parte della vincitrice della Supercoppa, pur senza il condottiero Brienza assente per Covid, sconfitta onorevole quella contro la corazzata Cremona di pochi giorni fa.
R come RECORD. L’imbattibilità casalinga innanzitutto, con otto vittorie su otto gare interne in campionato. L’anno nuovo porterà subito una grande sfida al fortino di via Fermi, dove domenica 8 arriverà Forlì, una delle tre squadre che hanno battuto on the road la Tesi Group. Dopo il ko al PalaCredito, Pistoia nel girone d’andata infilò il record di successi filati dell’era Brienza, 6 vittorie con messe in fila dal 16 ottobre al 27 novembre con Cividale, San Severo, Nardò,Mantova, Udine e i cugini di Chiusi.
S come SAMBUGARO. Dal sogno interrotto della sua prima stagione a Pistoia, a quello sfiorato lo scorso anno, il fil rouge è il lavoro dietro le quinte del diesse milanese che ha saputo raccogliere la pesante eredità di Giulio Iozzelli, mettendo in atto un progetto tecnico credibile e interessante anche dopo l’autoretrocessione che gli ha tolto (per ora) la grande chance di misurarsi con l’A1. Campionato a cui lui e Brienza guardano giustamente dall’alto di una professionalità rara a questi livelli.
T come TOPPO. 6 Maggio 2022, Fiorello Toppo chiude a 42 anni una mirabolante carriera. Lo fa mantenendo il Dany Quarrata in C Gold, campionato onorato con la stessa professionalità e tenacia vista in categorie superiori. Quelle che Big Fiorello ha scalato fino all’A1 dove ha riportato il Pistoia Basket. L’unica consolazione ad un addio che per molti segna la fine di un’era, è il passaggio di testimone a Gianluca Della Rosa. Altro seguace come Big Fiorello del romanticismo di un basket unificante predicato dal presidentissimo Maltinti nella città in cui anche a canestro ci sono guelfi e ghibellini.
U come UNDER. Non è più la “squadra di ragazzi” dell’anno scorso, ma Pistoia resta tra le formazioni più giovani con soli due “senatori” Over 30 (Saccaggi e Magro) e due potenziali titolari Under 22 come Speedy Pollone e il Burlamacco dei rimbalzi, lo sfortunato Del Chiaro che potrebbe rientrare anche dopo il Carnevale. Puntando tutto su due americani classe ’97 entrambi all’esordio in Italia. La linea verde continua, tra scelte obbligate e promesse lanciate.
V come VERONA. Sotto il balcone di Giulietta si è chiusa lo scorso 1 giugno, la stagione della prima Pistoia griffata Brienza, che sarà sempre ricordata come quella che ha fatto ripartire il batticuore a spicchi in città. Rilanciata dal 3-2 in rimonta su Cento, in semifinale i biancorossi fanno paura alla Tezenis che di lì a poco festeggerà il ritorno in A1. Sotto 2-0 immeritatamente con il giallo dell’ultima azione in gara1 (fallo non fischiato su Wheatle), Pistoia costringe a gara5 Rosselli e soci dopo due notti magiche al PalaCarrara. E’ Verona a spuntarla ma Pistoia onora fino alla fine il titolo di rivelazione dell’anno.
Z come ZACH. Zach Copeland è l’ultimo arrivato in casa biancorossa, altra pesca miracolosa di Sambugaro nel mare magnum a stelle e strisce, un mercato a cui il diesse si è presentato con le solite fishes contate con cui possibilmente sbancare il jackpot. A volte va bene e il conferma di essere ad oggi un giocatore prezioso, forse meno spettacolare ma più duttile di Johnson che si è calato subito nel gruppo di Brienza. A volte però va male e il caso Huggins, con il divorzio non consensuale dopo un mese di convivenza difficile, è lì a ricordarlo.



