Dante Calabria, dalle bombe sui Navigli alla panchina di Pistoia

Una grande carriera in Italia culminata in una storica Finale Scudetto. Gino Natali: «Ha mentalità, personalità e conoscenza del gioco»

“Perché è arrivato Dante, che spara le bombe in faccia“. Lo omaggiavano così i tifosi dell’Olimpia Milano, sulle note dissacranti degli Elio e le Storie Tese. Certo, il tempo di segnare triple è ormai concluso per Dante Calabria, nuovo allenatore dell’Estra Pistoia Basket. Il suo compito adesso sarà guidare la truppa biancorossa, nella prima versione a stelle e strisce voluta dal presidente Ron Rowan. E il primo nodo sarà appunto trovare chi farà il Calabria della situazione, sotto l’occhio vigile di due che, in quanto a tiri dalla lunga, hanno mostrato solo cose spettacolari.

Un ultimo tassello del puzzle che è sicuramente già all’ordine del giorno per una società, una dirigenza e un coach che adesso, dopo un po’ di attesa, è pronto a prendere il timone in quella che è una prima grande avventura nel basket che conta. Palcoscenici che, da giocatore, ha calcato ai massimi livelli, specie in quel triennio meneghino che fece da anticamera al definitivo avvento dell’era Armani.

UN TRIENNIO BELLO E SFORTUNATO

Calabria arriva da Cantù, trovando una squadra salvata per il rotto della cuffia dalla cessione del titolo grazie all’intervento di importanti personalità come Adriano Galliani e, appunto, Giorgio Armani. La squadra agli ordini di coach Lino Lardo, anche lui appena arrivato, disputa una stagione 2004/2005 di grandissima qualità, tanto da arrivare a giocarsi la Finale Scudetto contro la Fortitudo Bologna.

Il nuovo allenatore biancorosso viaggia a 13 punti di media con il 40% da dietro l’arco, mettendo in mostra da subito quello che è sempre stato il suo marchio di fabbrica sin dai tempi della North Carolina. L’apporto realizzativo non manca praticamente mai per tutta la durata dei play-off, neanche nella sopracitata Finale che, come molti sanno, passerà alla storia per il suo epilogo. Nei concitati ultimi secondi di quella Gara-4, è proprio Calabria, sul 65-64 per l’Olimpia, a liberare il tiro dalla lunga che potrebbe chiudere i conti e forzare la “bella”. La palla viene sputata dal ferro e, sul capovolgimento di fronte, è sempre il nativo di Pottstown a cercare di ostacolare il tiro al compianto Ruben Douglas. La bomba entra, seguono momenti di grandissima tensione finché l’instant replay, alla prima stagione di utilizzo in Italia, decreta i felsinei campioni d’Italia.

Una grande beffa, ma Calabria chiude da miglior marcatore in una squadra che poteva contare a roster nomi come Jerry McCullough, Diego Fajardo (entrambi ex Pistoia), James Singleton e Aleksandar Djordjevic. E continuerà ad esserlo anche nelle stagioni successive, quando arriveranno nomi come Giacomo Galanda (sempre parlando di ex biancorossi), Massimo Bulleri, Preston Shumpert, Kiwane Garris e un giovane Danilo Gallinari. E per quanto l’Olimpia non sia riuscita neanche a bissare la Finale, quei tre anni sono stati la base su cui Milano è ritornata ad essere una super potenza del basket italiano.

NATALI SU DANTE CALABRIA: «MENTALITÀ E CONOSCENZA DEL GIOCO»

In quella Milano c’era anche una bandiera del basket montecatinese come Gino Natali, allora nel capoluogo lombardo nella veste di General Manager: fu proprio lui a prelevare Dante Calabria da Cantù. «Una persona davvero in gamba, oltre che un giocatore molto forte – ce lo descrive così Natali, contattato da noi telefonicamente – Abbiamo sviluppato un bel rapporto personale e ci siamo sempre dimostrati stima reciproca. Non parlo solamente di talento, Calabria aveva una forte mentalità ed era già un profondo conoscitore del gioco del basket».

«Il suo curriculum parla da solo – prosegue Natali – Era un play/guardia che si prendeva molte responsabilità e focalizzava molto le attenzioni su di sé nel corso di un’azione. Il tutto in una squadra che non scarseggiava di giocatori e personalità importanti. E lui era tra questi. Sicuramente non sono qualità che si perdono nel tempo, cambiando ruolo».

Il salto da atleta ad allenatore è in effetti l’unica incognita, a livello di esperienza, che oggi ruota attorno alla figura del nuovo coach del Pistoia Basket. Anche se Gino Natali appare comunque fiducioso nei confronti del suo ex giocatore.

«Non conosco bene quello che è stato finora il suo percorso da allenatore, ma ci sarà sicuramente un motivo per cui è stato scelto. La notizia del suo arrivo a Pistoia mi ha fatto molto felice. Ci sarà poi la possibilità di rincontrarci, altra cosa che mi farebbe molto piacere».

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