Il coach del Dany basket Quarrata analizza la situazione che stiamo vivendo ed esprime i suoi dubbi sul futuro: «Difficile ripartire se non si trova un vaccino»
A quasi un mese dalla decisione della FIP di annullare tutti i campionati di basket a causa dell’emergenza Coronavirus, torniamo a parlarne con l’allenatore della prima squadra del Dany basket Quarrata, Beppe Valerio, che ci ha confidato di essere stato molto dispiaciuto di non aver potuto portare a termine la stagione e i suoi dubbi sul futuro dello sport e in particolare dello sport di squadra, dove il contatto e l’assembramento di persone sono all’ordine del giorno.
«Come Dany basket siamo davvero dispiaciuti della sospensione dei campionati – esordice il coach della prima squadra Beppe Valerio – in quanto questa emergenza ci ha penalizzato quando eravamo primi in classifica, però davanti a situazioni tragiche come queste tutto passa in secondo piano e non abbiamo potuto far altro che accettare la decisione presa dalla FIP».
Una stagione che la squadra mobiliera stava disputando da leader della categoria nonostante le tante difficoltà che si era trovata ad affrontare fin da settembre: «Il rammarico è doppio perché la nostra situazione fin dall’inizio non era stata facile, innanzitutto per le problematiche logistiche legate al palazzetto Palamelo di Quarrata che ci ha costretto a girovagare per varie palestre pur di far fare attività a tutti i nostri gruppi, e in secondo luogo, e adesso mi riferisco alla prima squadra, penso anche al grave infortunio subito a inizio stagione dal nostro play titolare Biagi. Eravamo stati bravi a trovare la quadratura del cerchio facendo giocare altri elementi che non avevano le sue stesse caratteristiche (Come Nesi, Ricci o Cannone) che si sono sacrificati per il bene della squadra dando un ottimo contributo in quel ruolo».
Difficile anche pensare a un futuro in tempi incerti come quelli che stiamo vivendo: «Il futuro? È molto difficile sbilanciarsi su quello che accadrà, in particolare su come reagirà il mondo dello sport. Quello della pallacanestro è uno sport di contatto, come tanti altri, e perciò non vedo come si possa mettere in sicurezza una situazione del genere se non con la presenza di un vaccino che speriamo arrivi prima possibile».
Eppure i campionati di calcio sembrano più che mai decisi a ripartire a breve (in Italia si vocifera che gli allenamenti potrebbero addirittura avere il via libera già a maggio). «Sento parlare di riprendere l’attività nel mondo del calcio – conclude l’ex Olimpia Pistoia – e sono molto dubbioso su questo. Siamo tutti d’accordo che ci siano interessi economici di mezzo e ogni società, dalla più piccola alla più grande, sia interessata a ripartire ma prima di tutto viene la salute di atleti e tifosi e quindi non riesco a capire come si possa pensare di rimettere in moto l’attività. Potrebbero anche farlo, però se venisse fuori anche un solo caso di positività saremmo costretti a sederci di nuovo a tavolino e a ricominciare da capo».


