Tra i protagonisti della rimonta della Pistoiese c’è anche Dino Mehic: «Non dobbiamo abbassare la guardia, adesso il gioco si fa duro»
L’obbligo di utilizzare le quote in Serie D era visto, almeno nei mesi estivi in fase di costruzione della rosa, come uno dei possibili limiti dell’ambiziosa nuova Pistoiese. Una squadra con molti over ma che aveva dimostrato di avere la coperta un po’ corta nel reparto quote. Ma in casa arancione nessuno aveva fatto i conti con Dino Mehic. Acquistato ufficialmente nella seconda metà di agosto, per il primo mese di stagione il centrocampista bosniaco si è visto pochissimo in campo, a causa soprattutto di un infortunio. Poi, appena rientrato, un convincente secondo tempo nel delicato derby contro il Prato ha portato Cascione prima e Consonni poi ad aumentarne il minutaggio fino a fare di Mehic un titolare fisso. Ad oggi il classe 2003 ha totalizzato 27 presenze in campionato, di cui 22 dal primo minuto, diventando un vero e proprio valore aggiunto per la Pistoiese.
Ed è proprio lo stesso Mehic ad essere molto soddisfatto del rendimento avuto fino ad oggi in maglia arancione, oltre che della scelta fatta nel mercato estivo: «Attualmente valuto in modo più che positivo la mia stagione – sottolinea il bosniaco. Quest’estate ho aspettato molto prima di decidere dove aggregarmi, ho ricevuto diverse proposte dalla D e quella della Pistoiese mi ha colpito più di ogni altra. Conoscevo la passione per il calcio della piazza e la voglia di tornare in categoria superiore. L’inizio non è stato dei più semplici a causa dell’infortunio che mi ha colpito a settembre, ma tutto è cambiato nel derby col Prato. Ero appena rientrato ed avevo solo due allenamenti nelle gambe perciò la mia condizione non era ottimale. Il mister decise comunque di gettarmi nella mischia nella ripresa e da allora ho trovato sempre più spazio. Grande merito va anche al gruppo che mi ha aiutato fin dal primo giorno e sostenuto in ogni momento. I ragazzi sono speciali, è bellissimo condividere ogni giorno con loro».
Un gruppo veramente unito e di grande qualità, che domenica scorsa, col successo a Lodi contro il Fanfulla, ha guadagnato la testa del campionato. Niente però è ancora deciso: «La gioia per la vittoria di domenica è stata incredibile – racconta Mehic. Erano settimane che speravamo nel sorpasso e finalmente è arrivato, per tutti è stata un’enorme soddisfazione. Mercoledì però, al rientro in campo, siamo tornati subito coi piedi per terra e ci siamo allenati con un’intensità ancora maggiore. Sappiamo che il destino adesso è nelle nostre mani, ma anche che dovremo gestire una pressione mai avuta fino ad oggi. Personalmente so di dover dare il massimo in queste ultime sei giornate e cercherò di lavorare per garantire sempre un rendimento all’altezza. Contribuire alle vittorie facendo gol è sempre bello, nelle ultime settimane ho segnato tre reti che per me sono un po’ una novità. Spero di portare avanti questo trend e di essere decisivo anche nelle prossime sfide».
Nel passato di Dino Mehic ci sono anche esperienze in settori giovanili importanti come quello del Pescara e dell’Atalanta. In maglia nerazzurra il centrocampista è arrivato fino alla Primavera, pur senza esordire, giocando per altro col fratello gemello Amer, rimasto in terra abruzzese con la casacca del “Delfino”. «Quando sei calato a pieno nella realtà non rifletti molto – racconta Mehic a proposito dell’esperienza all’Atalanta – bensì capisci molte cose quando cambi ambiente. La serietà e l’organizzazione di un settore giovanile come quello nerazzurro hanno pochi eguali in Italia. A Bergamo sono cresciuto e maturato prima come persona e poi come calciatore, ha rappresentato una tappa importante nella mia breve carriera. Il salto dalle giovanili alla prima squadra è sempre notevole, ma far parte della famiglia Atalanta per diversi anni mi ha sicuramente aiutato molto».




