Andrea Diodato e Mirco Matteoni, tecnici rispettivamente di Quarrata e AM Aglianese: «Sarà un crocevia fondamentale»
Quest’anno Quarrata-Aglianese è più di un semplice derby. In ballo c’è nientemeno che l’accesso ai playoff, quasi sicuro in caso una delle due riesca a portarsi via i tre punti. I mobilieri sono messi meglio in classifica, ma hanno un calendario tutt’altro che semplice, mentre i neroverdi inseguono ma sono attesi da sfide più che abbordabili. L’andata finì con un netto 2-0 a favore dell’Aglianese, ma ora la posta in palio è molto più alta.
QUI QUARRATA, PARLA DIODATO
«Da pistoiese spero che sia Quarrata che Aglianese centrino i playoff, ma se così dovesse essere probabilmente vorrà dire che ci avranno battuto, e questo non deve accadere». Queste parole, pronunciate da mister Diodato a poche ore dall’incontro, fanno capire quanto pesi la posta in palio. Le due squadre – chi da mesi, chi da settimane – hanno rinunciato al desiderio di vincere il campionato, ma i playoff sono ad un passo. Il Quarrata è però reduce da una sconfitta, ricca di polemiche e rimpianti, in casa del San Godenzo: «Non meritavamo certo di perdere, non in quel modo poi. Chiunque fosse lì aveva visto quanto netto fosse il fallo subito da Tripi, ma l’arbitro non ha fischiato. C’è anche da dire che sicuramente è stato condizionato dall’ambiente, molto caldo fin da subito, ma purtroppo è un errore che pesa. Nel primo tempo abbiamo sofferto molto la loro pressione: non riuscivamo a ripartire ed eravamo contratti. Nella ripresa però ci siamo sciolti e abbiamo giocato meglio. Peccato per le tante occasioni sprecate, ma è un periodo che va così dal punto di vista realizzativo. Che sia giusto o no, nel calcio se non segni vieni punito. Obiettivo secondo posto compromesso? No, non direi. Sicuramente la favorita è diventata la Folgor Calenzano, ma noi ci crediamo. Abbiamo dalla nostra gli scontri diretti sia con loro che con lo Jolo. L’importante comunque è non scendere sotto il terzo posto, così da difendere il fattore campo almeno nel primo turno. La finale è una partita a sé. La situazione sarà senza dubbio più chiara dopo la prossima giornata. Tutte le prime sei si scontrano tra loro e inevitabilmente ci saranno tanti punti persi quanto guadagnati».
Il rischio, vista la classifica così corta, è però quello di un incredibile scivolone fuori dalla zona playoff. L’ipotesi, seppur molto remota, non è però da escludere alla luce del difficile calendario che attende i quarratini. Vincere lo scontro diretto con l’Aglianese è senza dubbio la miglior via di fuga, ma Diodato predica calma: «Veniamo da un periodo difficile, soprattutto a livello realizzativo. Dobbiamo risistemarci in vista di questo finale di stagione, ma sono sicuro che ce la faremo. Domenica mi aspetto un Quarrata da battaglia, dobbiamo ripartire dal secondo tempo col San Godenzo. Nonostante la sconfitta mi ha lasciato ottime sensazioni, come non ne avevo da qualche settimana. A livello di atteggiamento, intensità e gioco eravamo veramente sul pezzo. Ci è mancata la finalizzazione in quelle tre o quattro palle gol che ci sono capitate. Spero inoltre di recuperare a pieno Paolini per la volata finale. Inizialmente doveva essere la nostra punta di diamante insieme a Doumbia, ma ha avuto un’annata ricca di infortuni. L’attacco è quasi tutto su Tripi, che è forte e sicuramente si farà, ma resta un 2004 a cui va dato il tempo di sbagliare e crescere. La chiave di volta della partita? L’intensità. Se giochiamo, per fare un esempio, come contro il Settimello faremo sicuramente risultato. La quota playoff secondo me è sui 50 punti e con una vittoria domenica sarebbe praticamente fatta».
AM AGLIANESE, LE PAROLE DI MATTEONI
Situazione decisamente diversa in casa Aglianese, sia per la classifica che per l’umore. I neroverdi sono infatti ancora in piena rincorsa playoff, ma vengono da un periodo decisamente migliore a livello di risultati. La vittoria col Sagginale, per quanto pronosticabile, si è tuttavia rivelata più ostica del previsto: «Domenica eravamo messi malissimo a livello di organico. Dinoto era assente, mentre Bastogi, Nigro, Benedetto, Raimondo e Gianotti erano malati. In vista del derby dovremmo avere qualche rientro, ma aspettiamo ancora qualche ora prima di esserne sicuri al 100%»
Tutto ancora in bilico anche per quanto riguarda la zona playoff, in cui tante squadre sono racchiuse in pochissimi punti: «Dopo la prossima giornata sapremo meglio con chi ci si sarà da fare la corsa fino alla fine. Sicuramente il fatto dei recuperi inciderà, quindi anche quelli vanno tenuti in considerazione. Per essere sicuri di arrivare tra le prime cinque dovremmo fare nove punti, ma è dura. Più realisticamente direi che sette potrebbero bastare. Magari ne servono solamente sei, ma non dipende solo da noi. L’Aglianese deve però pensare a sé stessa, anche perché il calendario è tutt’altro che semplice. L’unica partita abbordabile potrebbe essere col Rifredi all’ultima giornata, già retrocesso, mentre servirà dare il massimo nelle altre due gare. L’Atletico dovrà sicuramente salvarsi e verrà ad Agliana per fare punti, mentre col Quarrata è durissima. Giocano in casa e non possono certo perdere, altrimenti andremmo a -1 da loro. Se mi aspettavo l’Albacarraia così in alto? No, assolutamente. Quando andammo là erano ancora invischiati nella lotta a non retrocedere. Dopo l’1 a 0 con noi hanno svoltato e ora sono lassù e da parte nostra non resta che fare loro i complimenti».
Adesso la testa è però rivolta al derby col Quarrata, vero e proprio crocevia playoff: «All’andata vincemmo giocando peraltro molto bene, ma stavolta sarà sicuramente più dura. Loro sono una squadra molto forte e molto fisica, brava a buttarla sull’intensità contro chiunque. Al contrario nostro hanno sempre navigato in alta classifica, quindi sanno quanto contino partite del genere e difficilmente sbagliano. Un altro fattore molto importante è la differenza di terreno rispetto al Bellucci. Il loro campo è un sintetico, e l’approccio alla gara cambia rispetto a quello su erba. La chiave della partita? L’attenzione ai dettagli. Gli episodi pendono sempre a favore di chi ci crede un po’ di più, e noi dovremo essere bravi in questo».



