Esame di riparazione in chiave playoff per gli Herons contro la spaventosa Chiusi. Più facile sulla carta l’impegno di La T Gema: con Latina debutta Stanic
Si concluderà con la giornata di domani, la trentunesima in totale, questa fase cruciale del girone di ritorno. Le cinque partite in 15 giorni si chiuderanno verosimilmente con un bilancio in chiaroscuro per le due termali. Se facciamo il mero conteggio dei risultati ottenuti, per la Fabo Herons Montecatini siamo a due vittorie e due sconfitte, mentre La T Tecnica Gema Montecatini si ferma a 3-1. Per altro tutte due le compagini arrivano dallo stop imposto loro nell’ultimo turno infrasettimanale. Arrivando a domenica 2 marzo, ci sono però buone possibilità che arrivi il pareggio per quanto riguarda questo tour de force. Stando ai pronostici l’impegno di La T Gema contro la derelitta Latina sarà più facile (sulla carta) di quello della Fabo, impegnata in casa dallo scontro contro quella Chiusi che solo pochi giorni fa aveva affossato i cugini. Entrambe le partite avranno inizio alle ore 18 (diretta Lnp Pass).
ASSETTO ANCORA DA REGISTRARE
Gli Herons sono usciti dalla classicissima di Livorno con sentimenti contrastanti. Da una parte va considerato l’aver avuto a lungo il controllo dei giochi: per circa tre quarti i termali parevano pronti a fare l’impresa. Alla fine però dal PalaMacchia sono uscite solo rabbia e delusione per non aver concretizzato l’ottimo lavoro. Contro una Pielle in via di rigenerazione, nel suo infuocato catino, serviva la perfezione per tutti i 40′. I ragazzi di coach Federico Barsotti ci sono andati vicini ma è mancato il finale. Gli Aironi si possono consolare con la performance da 17 punti e 4/7 da 3 di Sgobba: era da tempo che l’ala/centro non tornava su questi livelli, chissà che non possa essere lui l’uomo della svolta per queste ultime partite. Ha destato qualche mugugno il risultato del duello tanto atteso Paesano-Klyuchnyk, che è stato vinto e non di poco da colui che ha lasciato gli Herons. Va ripetuto comunque che va dato assolutamente tempo al nuovo centro di adattarsi ad un sistema che ancora va a singhiozzo.
L’esame Pielle è stato bocciato, seppure per poco; ora è il momento di passare subito a quello di riparazione. Seconde opportunità non ce ne saranno, un po’ perché cominciano ad essere poche le gare rimanenti ed un po’ perché quella top-6 che vale i playoff diretti non si sta avvicinando. Anche per l’incombente impegno casalingo a Lucca si può parlare con certezza di scontro diretto, perché negli ultimi mesi la San Giobbe Chiusi ha ribaltato completamente il suo campionato a tratti anonimo e ora si candida ad un posto da outsider per la postseason. I biancorossi visti contro La T Gema fanno assolutamente paura, sono in enorme fiducia ed hanno alcuni giocatori che spostano davvero gli equilibri (Renzi, Gravaghi, Criconia, etc). La formazione sarà al 99% al completo (escluso ovviamente il lungodegente Mastrangelo), anche se non sono dati al top della forma causa acciacchi Trapani e Chiera. A quest’ultimo ed al buon Kupstas saranno richieste le giocate spacca-partita, in un contesto di squadra, quello degli Herons, che ha capito come registrarsi in difesa ma ancora non ha trovato l’equilibrio in fase offensiva.
RITROVARE LA TRANQUILLITA’
Se Atene piange, Sparta non ride. Il post-gara dello scorso infrasettimanale è stato abbastanza infuocato in casa La T Gema e sul banco degli imputati non sono saliti gli atleti rosso-blu, che certamente hanno reso al di sotto delle loro capacità. La frustrazione, prima e dopo la sirena di fine match, è stata rivolta verso il duo arbitrale, reo di aver punito oltre i limiti di regolamento gli ospiti e di conseguenza andando ad impattare sull’economia di gioco. Gli uomini di coach Marco Del Re non si erano mai visti così nervosi ed imbufaliti verso i fischietti, emblematiche in questo senso le proteste sull’espulsione di Burini. Lo stesso allenatore ha provato a spiegare cosa ha scatenato le polemiche: «Solitamente non parlo degli arbitri a fine partita ma oggi faccio tanta fatica a capire quale metro sia stato usato, anche se non voglio dare responsabilità ai fischietti per il risultato, che si è poi dilatato nel finale provando a rientrare e continuando a giocare. Non cerco alibi ma immagino quanta fatica abbiano fatto i miei ragazzi che in campo prendono colpi e lottano per restare dentro al match. Ci fosse stato un metro lineare da parte degli arbitri lo avrei accettato: è una cosa che va detta ogni tanto, specie in un campionato di altissimo livello come questo. Se si cambia metro, si cambia per entrambe e invece non è accaduto».
Archiviato l’amaro capitolo Chiusi, diventa importantissimo non fallire un altro appuntamento. Le probabilità di allungare la striscia vincente di successi sul proprio campo, da 10 a 11, sono molto alte. Di fronte ad una tifoseria che è su di giri, anche dopo gli sporadici inciampi, e che vorrà trascinare i propri beniamini alla vittoria (il pubblico sarà allietato anche dalle iniziative benefiche organizzate dal Banco Alimentare della Toscana), La T Gema se la vedrà contro la Benacquista Latina. Sarà quasi certamente la serata del debutto (o del ritorno, per meglio dire) di Nico Stanic in maglia termale, sarà motivo di grande curiosità. Buone notizie arrivano sul fronte Chiarini: il numero 2 è ormai recuperato dopo l’infiammazione al ginocchio e la sua presenza domani sera non è da escludere. Per ora prevale il no, più che altro per la necessità di non rischiarlo in vista di impegni più importanti, ma la decisione ultima sarà presa poco prima della palla a due. Imperativo non sottovalutare i laziali, coinvolti pienamente nella lotta salvezza. Tra l’altro pure loro hanno da poco aggiunto nelle loro file uno dei play più forti del torneo, quel Costantino Bechi che aveva fatto la fortuna dell’ormai fallita Chieti nel girone d’andata (15.1 punti di media in stagione). Il livornese è uno dei due ex-Herons presenti tra le file nerazzurre (l’altro è Marco Giancarli): ci sarà anche aria di derby domani.



