La T Tecnica Gema a Salerno contro una squadra esperta ma con Stanic in forse. L’atteggiamento sarà la chiave per il successo
La reazione dopo il brutto passo falso di Jesi c’è stata, il punto però sarà confermarsi e rimettersi sulla buona strada. La prova contro la capolista Roseto dà una spinta enorme al morale de La T Tecnica Gema, il fatto di aver tenuto testa fino all’ultimo alla rosa più forte di tutta la Serie B Nazionale è la prova più evidente del potenziale tecnico dei rosso-blu. Se sul lungo termine la sconfitta di mercoledì ha dato molta consapevolezza per il futuro, sul breve termine è difficile dire quale impatto possa avere. Alle porte c’è già un nuovo imminente impegno in Campania sul parquet della Power Basket Salerno (palla a due domenica 10 novembre ore 18, diretta Lnp Pass) la cui natura sarà ben diversa dalla partita con Roseto: si passerà infatti da un match in cui La T Gema doveva rincorrere l’avversario ad un altro in cui parte coi favori del pronostico.
CONSERVARE IL GIUSTO ATTEGGIAMENTO
Gli uomini di coach Marco Del Re avevano abituato bene i propri tifosi nelle prime giornate, tenendo sotto controllo ogni aspetto di gioco contro ogni rivale; la serie di vittorie è arrivata per questo. Dopo Jesi però bisogna dimostrare di nuovo a sé stessi di avere lo spirito giusto in tutte le partite e non solo in quelle più importanti, cosa che lo stesso allenatore aveva rimarcato nella conferenza stampa post-gara di mercoledì: “Di positivo c’è stato l’atteggiamento di squadra nei 40 minuti, se l’avessimo avuto anche a Jesi probabilmente avremmo parlato d’altro”. Ad essere sotto esame contro Salerno sarà dunque la forza mentale di questa squadra. Va poi detto che la consapevolezza acquistata di cui sopra svanirebbe subito se arrivasse il terzo insuccesso in 7 giorni: non si può rischiare di perdere così tanto terreno, tantomeno in questa fase del campionato.
Tornando a parlare di mercoledì, tutte le statistiche a referto, così come l’andamento equilibrato che si è visto al PalaCarrara, indicano che il giusto risultato tra La T Tecnica e Roseto sarebbe dovuto essere il pareggio, che com’è noto a basket non esiste. C’è un dato che più di tutti incoraggia, quel 18-12 nelle palle perse a favore dei termali che rende l’idea dell’attenzione e dell’ordine in fase difensiva ed offensiva (se solo fosse stato così anche una settimana fa…). A decidere dove far pendere la bilancia poteva essere un solo incontrollabile fattore: avere il campione che ti risolve tutte le situazioni. Gli abruzzesi ce l’avevano, quell’Aukstikalnis che ha generato stupore ed ammirazione sugli spalti per quei clamorosi suoi 3 minuti finali. In casa T Gema il proprio campione, Chiarini, è rimasto in panchina a guardare a causa del suo infortunio al soleo. Le sue condizioni saranno rivalutate ma il piano è quello di riavere l’argentino disponibile per prima del derby, ovvero fra due settimane.
Nella sua analisi post-gara coach Marco Del Re ci ha tenuto a sottolineare anche quelli che sono stati gli aspetti meno positivi, senza i quali magari sarebbe potuto arrivare un risultato sorprendentemente diverso: “Avevo chiesto ai ragazzi una partita di impegno, sacrificio, energia, intensità. Il break di 12-0 sul 48-40 poteva essere gestito meglio, poi quello che mi fa più male è il 15/26 ai liberi. In una partita come questa, con giocatori abituati a segnarli, forse sarebbe andata a finire in un altro modo con una percentuale migliore ai liberi. Austikalnis con quelle due triple ha dimostrato che c’entra poco con la Serie B, eravamo pure stati bravi con lui a limitarlo prima. Mi fa piacere aver almeno messo in difficoltà Roseto, questo significa che quel poco che abbiamo preparato in praticamente un solo giorno lo abbiamo messo in campo. Abbiamo giocato la partita che volevamo giocare, quello che ci è mancato è la lucidità negli ultimi 3 minuti e mezzo, fino a lì avevamo un ritmo e una circolazione migliore. Mi dispiace per com’è andata ma sui 40 minuti ho visto una prestazione da squadra vera che ha reagito ogni volta che andava in difficoltà, perché Roseto ha avuto molte occasioni per scappare. Dobbiamo continuare a lavorare e riuscire a mantenere l’attenzione per tutti i 40 minuti”.
FOCUS SUGLI AVVERSARI
Il passato però è passato, ora l’unico pensiero deve andare a Salerno. Prima difficoltà: il tragitto dalla Toscana alla Campania. Un altro lungo viaggio di questa stagione, le energie dei giocatori sono di nuovo messe a dura prova. Seconda difficoltà: l’entusiasmo di un club giovane e ‘nuovo’. In estate se n’è andata dalla B Nazionale la Virtus Arechi Salerno, retrocessa sul campo ed in seguito ritirata dalle competizioni semiprofessionistiche; al suo posto, come una specie di sostituzione al vertice del basket salernitano, è spuntata la Power Basket, società emergente che ha approfittato del ripescaggio dalla B Interregionale. Un progetto interessante che si è tradotto da subito in buonissimi risultati nelle prime giornate. La formazione guidata da uno dei rarissimi coach stranieri della categoria, l’argentino Daniel Farabello (ex-giocatore di Serie A tra Varese e Ferrara), si era candidata fortemente al titolo di possibile sorpresa dell’anno dopo le prime tre vittorie su tre partite.
Dopo l’avvio a razzo però sono arrivate 5 sconfitte nelle ultime 6 che hanno cambiato il panorama in classifica ai gialloblu. Nell’ultima, in casa di una Virtus Roma in rampa di ri-lancio, è pure venuto a dare forfait l’uomo più rappresentativo e conosciuto del roster campano, ovvero l’intramontabile Nicolas Stanic. A quarant’anni suonati il playmaker ex-Fabriano (visto a Montecatini da giovane) viaggia ad 11.3 di media e ben 4.4 assist; il suo talento non sembra sentire i segni del tempo ma il suo fisico evidentemente sì, infatti la sua presenza contro La T Tecnica è data in forse.
La Power Basket dovrà quindi affidarsi in prima battuta al suo capocannoniere Lucas Chaves, veterano del basket salentino e il terzo argentino presente nella rosa dopo coach Farabello e Stanic stesso. Per la guardia numero 4, che si attesta su un impressionante 17,6 punti di media, è il quinto anno nella giovane società, con cui è stato protagonista della scalata dalla giungla della minors locali alle categorie nazionali. Sarà Chaves l’uomo da tener maggiormente d’occhio, in un possibile quintetto titolare che vedrà presenti altri due elementi d’esperienza come il centro Yande Fall e il play/guardia Nicola Mei (anche lui passato da Montecatini ad inizio carriera).



