Doumbia guida la cavalcata giallorossa. Il Quarrata si gode il suo fuoriclasse e punta la vetta, domenica c’è il Ponte Buggianese
Segna e serve assist. Mostra perle di assoluta qualità e travolge gli avversari con il suo strapotere fisico. È uomo-squadra ma pensa sempre al collettivo. Tutto questo è Momo Doumbia, attaccante ivoriano in forza al Quarrata. La punta giallorossa, in queste ultime uscite, è diventata il pericolo numero uno per le difese avversarie, facendo sfoggio di uno stato di forma invidiabile. Il dato veramente stupefacente, però, non è tanto quello dei numeri realizzativi delle ultime partite, quanto la siderale differenza con le prime. Doumbia, infatti, in dodici giornate aveva messo a segno solamente due goal… in queste ultime tre ne ha segnati tre e ha servito tre assist. Un exploit fenomenale che ha fatto tornare la squadra di Agostiniani a meno uno dal Ponte Buggianese capolista.
Momo, partiamo proprio da questi dati, da cosa dipende il tuo miglioramento?
«Nelle prime dodici partite del campionato non ero io. Ne ho saltate parecchie a causa di infortuni e problemi personali. Non mi sentivo al 100%, sia fisicamente, sia mentalmente. Ovviamente queste non sono scuse, però effettivamente non ero al massimo della mia condizione. Ora, invece, sono più sereno e mi diverto molto. Questo penso sia un aspetto fondamentale quando si gioca a calcio. Secondo me il miglioramento dipende da questi fattori, sono contento di dare un aiuto ancora più grande alla squadra».
Cosa ti piace di più, segnare un goal o servire un assist?
«Ovviamente a tutti piace fare goal, ma l’importante è aiutare la squadra. Non mi reputo un giocatore egoista, per cui, che sia attraverso un goal o un assist, l’unica cosa che mi interessa è dare una mano ai miei compagni. In queste ultime uscite sono riuscito a segnare ed effettuare spesso l’ultimo passaggio: penso che un attaccante completo debba saper fare entrambe le cose. Ad ogni modo, il mio obiettivo dev’essere quello di migliorarmi sempre sotto qualsiasi punto di vista».
All’inizio eri stato etichettato come il giocatore più importante del Quarrata, cosa ne pensi?
«Siamo tutti ugualmente importanti. Il gruppo è a dir poco fantastico. Sento di avere la fiducia di tutti i miei compagni, e anche loro hanno il mio pieno supporto. Abbiamo un bel rapporto nello spogliatoio, per cui ognuno di noi cerca di fare il massimo per aiutare l’altro. Questo è lo spirito vincente di una grande squadra. Siamo amici prima che calciatori, anche durante gli allenamenti ci divertiamo. Tutto questo poi viene trasmesso in campo e si vede».
Sei il 2° giocatore più prolifico della rosa, come vivete la competizione là davanti per divenire il capocannoniere?
«Non c’è nessuna competizione in attacco. Anzi, per noi punte è un piacere giocare tutti insieme perché ci capiamo al volo e riusciamo a rendere al meglio. Ovviamente essere il capocannoniere della tua squadra è una bella emozione, significa tanto, ma non è un qualcosa che ci porta a competere fra noi. Purtroppo con Cutini, Lanzilli e Andrea Bonfanti sono state poche le occasioni in cui siamo scesi in campo insieme, a causa degli infortuni che ci hanno colpito in momenti diversi. Ma adesso speriamo di essere tutti a disposizione per aiutare il Quarrata a raggiungere i propri obiettivi».
A questo proposito, secondo te dove può arrivare la squadra?
«Lo sapremo domenica. Ci aspetta un bellissimo match contro il Ponte Buggianese capolista. È una grande sfida fra due squadre forti, dove ognuno vorrà uscire dal campo con i tre punti. Da adesso in poi tutte le partite che ci restano da giocare saranno fondamentali e andranno affrontate come fossero finali. Noi siamo concentrati e sicuri di poter far bene. Ci giocheremo le nostre chance consapevoli che non sarà facile ottenere una vittoria. Sarà una battaglia, ma sono fiducioso».


