Emanuele Ferri: «Il Blu Volley Quarrata rimarrà sempre nel mio cuore»

Dopo 22 anni il direttore sportivo Emanuele Ferri lascia il Blu Volley Quarrata: «Le dimissioni? Mi sono sentito messo da parte»

Un fulmine a ciel sereno in un pomeriggio di giovedì 14 maggio 2020… Alquanto arduo attribuire una definizione diversa all’avvenuta separazione del direttore sportivo Emanuele Ferri dal Blu Volley Quarrata, un incarico ricoperto in modo magistrale per 22 lunghi anni, caratterizzati da innumerevoli soddisfazioni raggiunte sui parquet di ogni livello.

Trionfi e vittorie folgoranti arrivate grazie ad un lavoro impeccabile: con le sue mani ha saputo trasformare un minuscolo esercito in un autentico impero, mettendo quotidianamente a disposizione, in modo instancabile, le sue strepitose qualità manageriali, determinanti per favorire l’ascesa del “piccolo” Blu Volley Quarrata verso l’Olimpo della pallavolo.

Come detto, più di 20 anni di onorato servizio – nel mezzo anche la carica di presidente – meditando senza sosta sulle strategie da mettere in atto per plasmare la sua creatura, capace di sgomitare fra le realtà pienamente affermate di questo fantastico sport, grazie alla forza, l’amore e la grinta di ragazze, dirigenti, tecnici che hanno sempre praticato questa disciplina per pura passione, aspettando con trepidazione ogni weekend per dimostrare coraggio, orgoglio, attaccamento alla maglia… Valori sempre manifestati, fondamentali per consentire al Blu Volley Quarrata di vincere e mettersi alla prova con profitto sui palcoscenici della Serie B1, ovvero la categoria appena sottostante la Serie A.

Anche le più belle storie sono destinate a finire. Nemmeno quella che stiamo raccontando può sfuggire a questa sorta di regola. Un addio – forse, chissà, solo un arrivederci – inaspettato, impensabile fino a qualche giorno addietro, ma il frutto di una decisione arrivata dopo una riunione societaria, finalizzata alla programmazione del nuovo anno agonistico, attività mai banale, resa particolarmente complessa da quel Coronavirus talmente forte da costringere tutti ad uno stop fin troppo affrettato, al tempo stesso inevitabile.

Perché, d’altronde, quando si parla di Blu Volley Quarrata viene automatico pensare subito ad Emanuele Ferri e viceversa: il binomio perfetto! Che insieme hanno realizzato imprese da urlo, scrivendo la storia, entrando nella leggenda…

Emanuele, pochi giorni fa i progetti per la prossima stagione, ora il momento dei saluti… Che è successo?

«Guarda, quello di direttore sportivo è un ruolo particolare nel quale si propongono delle idee. In questo caso avevo illustrato le mie per la prossima stagione, che, però, non coincidevano con quelle della società. Mi sono sentito un po’ messo da parte. Perciò, in questo momento, ho ritenuto opportuno lasciare. Io penso questo: se devo metterci la faccia, devo essere sicuro delle mie azioni. È giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Sono cose che capitano. A dire la verità, era già successo anche l’anno scorso, però ci ero passato sopra, ma stavolta non ho potuto fare altrettanto. Comunque tengo a precisare che non c’è stato alcun litigio. Avevamo semplicemente posizioni divergenti ed ero l’unico a pensare un certo tipo di programma».

Più di 20 anni nel Blu Volley… Mica pochi…

«No, è vero. Sono tanti e dico che ho avuto la fortuna di far giocare a Quarrata le giocatrici più forti di Pistoia. Potrei citare alcune atlete come Erika Innocenti, Gianna Mosi, Clelia Baldi, Bruna Andreola, Simona Rossetti (quest’ultima oggi Sindaco di Cerreto Guidi). Sono stato anche presidente di questa società. Ero fiero e pieno di gioia: ricordo ancora le due promozioni di fila in Serie D e C, poi raggiungemmo i playoff di Serie B2 e vendemmo i diritti per motivi economici. Per ragioni personali decisi di continuare a far parte della società, ma in qualità di direttore sportivo. Nella seconda parte della mia esperienza a Quarrata, siamo ripartiti dalla Prima Divisione, scalando le varie categorie, fino ad arrivare alla Serie B1. Sono cose che accadono raramente nella pallavolo, difficili da dimenticare. Devo ringraziare chi mi ha sempre supportato nel mio operato, come Ostento, Caciotti e altri dirigenti ancora… Tutti bravissimi!».

Quest’anno viene da pensare che sia stata una stagione travagliata…

«I campionati di Serie B1 sono sempre complicati dal punto di vista economico. Quest’anno, inoltre, c’è stato anche il fattore strutturale, con il problema palestre, ed in questo contesto ne abbiamo risentito parecchio. Siamo ad un passo dal professionismo: costruire una squadra non è mai facile, eppure abbiamo ottenuto due salvezze di fila, raggiungendo l’ultima posizione utile per la permanenza in categoria, riuscendoci con qualche giornata di anticipo. In questo campionato eravamo impegnati nella lotta per uscire dalla zona rossa, mancavano pochi punti, la squadra stava giocando una buona pallavolo, grazie anche al ritorno presso il PalaMelo. Nei primi due mesi le ragazze si sono spostate ovunque per gli allenamenti e non sono mancate le difficoltà. Sono convinto che avremmo potuto raggiungere la salvezza sul campo».

Come ripartirà il Blu Volley senza di te?

«La società ha tutto l’occorrente per allestire un organico competitivo per il prossimo campionato di Serie B1. Ho lasciato alla dirigenza i nominativi delle giocatrici da contattare. Ci sono le basi per fare bene. Per quanto riguarda me, sarò sempre un tifoso del Blu. Ripeto, non ci sono stati screzi, anzi, ci siamo lasciati ridendo. Il Blu Volley Quarrata sarà sempre nel mio cuore».

Vuoi rievocare qualche ricordo in particolare?

«Sai, sarebbe difficile ricordare qualche vittoria. Ne sono arrivate tante in questa lunga avventura. Io penso che l’unica cosa importante che rimanga impressa nella mente sia vincere un campionato e vedere le tribune piene di persone che esultano: questo è il vero trionfo! Come detto, sono stato fortunato – fortuna mischiata ad un po’ di bravura -, perché ho fatto vestire questa maglia a giocatrici fortissime: oltre a quelle citate in precedenza, ve ne sono un paio di questi ultimi anni che hanno fatto parte della prima squadra, come Laura Filindassi e Giulia Cheli».

Quale sarà il domani pallavolistico di Emanuele Ferri? Ti rivedremo in un’altra società?

«Assolutamente no. Adesso voglio solo “disintossicarmi”, guardando le partite soltanto come spettatore. Nulla di più. Ho sempre vissuto le gare con grande tensione: per esempio, quelle dei playoff di B2 le ho viste dai corridoi della palestra. Tornare sulle tribune del PalaMelo? Forse. Non lo so. Ora è necessario che passi tutto e poi vedremo… Di certo posso dire che tanti amici mi hanno già contattato per andare a vedere i match delle loro squadre».

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