Lo storico maneggio “La Querce” riapre come scuola di equitazione. Ottavio Carbone: «Un paradiso per il cavallo e per il cavaliere»
Per tutti gli appassionati di cavalli o per chi vuole semplicemente staccare la spina dal mondo frenetico e caotico della città, adesso avrà la possibilità di sperimentare il nuovo centro di equitazione “La Querce”, inaugurato lo scorso 23 novembre, immerso nel verde e a pochi passi dal centro. Ne abbiamo parlato con il proprietario, Ottavio Carbone.
Come nasce questo maneggio?
«Nasce nel ‘72 dalla volontà di pochi amici i quali, avendo dei figli piccoli, desideravano andare a cavallo e avere anche un istruttore che mettesse a disposizione dei cavalli per la scuola. Nell’85 siamo diventati scuola di equitazione con il nome di “Centro Ippico La Querce”. Dall’72 al 2000 ne sono stato il presidente, raggiungendo il numero di trenta cavalli di proprietà privata in scuderia e dieci divisi tra pony e cavalli della scuola. Nel 2000 questa scuola ha raggiunto circa duecento soci partecipanti. Da allora abbiamo attraversato molti alti e bassi fino a che la scuola ha raggiunto il suo minimo di dieci soci, quindi alla liquidazione del centro. A questo punto io e mia moglie Fiammetta Raveggi abbiamo deciso di restaurare le vecchie strutture e di rinnovare il centro ippico. Dopo molte difficoltà burocratiche siamo arrivati ad inaugurare la nuova scuola di equitazione “La Querce” a Montemurlo, nella forma di SSDRL. Oggi questa scuola ha a disposizione un’istruttrice di secondo livello responsabile dell’attività e di una istruttrice di primo livello che opera con i cavalli della scuola per insegnare a coloro che non lo possiedono».
Quali sono le principali novità?
«Ciò che ci differenzia dagli altri maneggi è avere tanto spazio. Abbiamo un maneggio coperto, sessanta box per cavalli, un campo scuola per cavalli e uno per i pony, uno in erba, uno da dressage, un campo a ostacoli in sabbia, uno per il galoppo e un da cross country. Abbiamo anche un antico granaio che viene usato per riunioni, spogliatoi divisi tra maschi e femmine con docce, armadi personali e una segreteria. Le scuderie sono state disegnate e realizzate secondo i progetti che ci ha fornito l’Università di Pisa. Ogni box ha un paddock, cioè un giardino in cui il cavallo può entrare ed uscire dal box, inoltre sono divisi da inferiate in modo da aprire un punto di vista sull’esterno».
Riguardo al contatto con i cavalli, lei sostiene che questo sia importante per sviluppare una maggiore consapevolezza di sé. Può spiegarcelo?
«Tutti coloro che hanno frequentato una scuola di equitazione hanno avuto successo nella vita. Il cavallo educa l’essere umano nel controllare le sue reazioni nei confronti degli altri individui, lo aiuta a crescere bene».
Perché avete deciso di intraprendere questo tipo di attività?
«É importante insegnare ai bambini e ai ragazzi la cultura del cavallo e dell’equitazione, oltre ad un fattore economico in quanto se riusciamo ad avere un certo numero di soci nel tempo, torniamo a frequentare la città con un gruppo sempre maggiore di persone».
Qualche considerazione finale?
«Chi viene qui trova un paradiso sia per il cavallo sia per il cavaliere. Siamo riconosciuti come scuola di eccellenza nazionale dalla Federazione italiana e abbiamo anche ospitato un corso di dressage internazionale per tre anni di seguito».



