Trasferta in Campania per la truppa di coach Della Rosa: «Contro Roseto ci siamo compattati. I difetti riemergono quando perdi»
Dopo aver tirato un bel sospiro di sollievo nella vittoria casalinga contro Roseto, l’Estra Pistoia di coach Tommaso Della Rosa ha avuto un’intera settimana per preparare la prossima sfida al PalaMangano di Scafati (palla a due domenica 23 novembre alle ore 18 con diretta su LNP Pass). Un confronto senza dubbio impegnativo contro un’avversaria che in estate ha costruito un roster di prima fascia, sebbene il campionato finora non abbia detto proprio lo stesso. La stagione degli esoneri è infatti partita proprio con l’allontanamento di coach Alessandro Crotti a cui è poi subentrato un decano delle panchine come Frank Vitucci. Nel frattempo, comunque, la Givova rimane un bel banco di prova, come sottolineato anche dall’allenatore pistoiese.
«Arriviamo con una settimana buona di allenamenti e con pochissimi acciacchi – queste le sue parole – Solo Knight ha avuto un problema che non l’ha fatto allenare nei primi due giorni. Ho visto i ragazzi in buona condizione, con la giusta attitudine e concentrazione. Scafati è una squadra con un talento incredibile in tutti i ruoli: tanta attenzione sarà su Mascolo, che è il vero accentratore di gioco. Walker è un giocatore che può fare tante cose a livello di gioco offensivo e ci siamo voluti concentrare sulle sue situazioni principali. Non avendo un cambio vero e proprio di Iannuzzi sotto canestro, con Pullazi possono aprire il campo con grande facilità e anche su questo dovremo trovare delle situazioni a noi favorevoli per essere pronti a questa evenienza».
Terminati i cosiddetti convenevoli di natura tecnica, è tempo di riparlare del ritorno al successo consumatosi alla Lumosquare domenica scorsa. Una vittoria figlia sicuramente dello sforzo collettivo, con anche le seconde linee che hanno trovato ampio spazio sul parquet. Tutte ad eccezione, forse, del solito Luca Campogrande, ancora con un minutaggio ridotto per scelte di natura puramente tecnica. Ci sarà la possibilità di recuperare anche l’esterno ex Trieste? E cosa si potrà fare, invece, per mettere ulteriormente a posto quelli che sono tutt’oggi i punti deboli dell’Estra di Della Rosa?
«La mia idea è cercare di dare fiducia a tutti, poi ci sono considerazioni che devo fare di partita in partita a seconda dell’avversaria. Con Roseto ho ruotato di più perché ho avuto delle risposte importanti, poi è sempre il campo a parlare. La sofferenza a rimbalzo? Abbiamo analizzato i rimbalzi offensivi che abbiamo perso di squadra e quelli che abbiamo perso singolarmente: sui primi puoi lavorarci più facilmente in settimana, mentre sui secondi rimane la responsabilità del giocatore. Abbiamo il nostro sistema e a quello dobbiamo attenerci».
Anche se la cosiddetta tempesta è passata, le lacune mostrate da Pistoia lungo la striscia negativa sembrano ancora pesare molto nei giudizi e, probabilmente, nei timori. Difensivamente i biancorossi hanno dimostrato che, con la giusta unione d’intenti ed intensità fisica, si può reggere botta anche dinanzi ad attacchi molto prolifici (e Roseto in effetti è tra questi, ndr). Il percorso, dunque, è tracciato in tutte le sue tappe. E da questo punto di vista, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, coach Della Rosa si è reso primo garante e ha spesso accentrato su di sé gli oneri prima ancora che gli onori.
«Subire tanti punti non è piacevole – ha concluso – ma ciò che mi interessa di più è vedere maggiore continuità. In attacco abbiamo bisogno di prendere più tiri aperti possibile ed essere aggressivi in tutte le situazioni. In difesa mi aspetto un passo in avanti nella capacità di rompere gli schemi degli avversari, essere più incisivi negli uno contro uno e organizzati a rimbalzo. Cosa è mancato in queste settimane? La nostra condizione nei cinque ko di fila era la stessa di prima che arrivassero. Siamo stati in grado di mascherarla con le percentuali importanti e compattandoci al termine di partite come quelle contro Bergamo e Ruvo. Nella gara contro Roseto abbiamo fatto tanti errori individuali ma siamo anche riusciti a darci una mano: quando vinci alcuni difetti tendono ad appiattirsi e quando perdi riemergono. Se mi sono preso troppe responsabilità? Quando sento di avere delle colpe, allora lo dico. Penso soprattutto alla partita contro la Juvi Cremona: l’atmosfera era particolare e la squadra non era pronta a giocare, quindi era giusto prendersene la responsabilità. Ma all’interno dello spogliatoio tutti sappiamo quali sono le singole responsabilità, i pregi, i difetti e come possiamo metterli al servizio della squadra».



