Estra, contro Scafati dalla luce al buio pesto: le pagelle dei biancorossi

Il primo tempo stellare di Stefanini illumina la via, così come la leadership di Saccaggi. Buva più croce che delizia, Anderson fuori giri

GABRIELE STEFANINI 6: Nel primo tempo è letteralmente “on fire” e punisce ogni spazio che gli viene concesso trasformando puntualmente specie dalla lunga distanza. Uno show cui ci ha spesso abituato salvo poi purtroppo non ripetersi. Stavolta però succede nel giro del quarto d’ora che segna l’intervallo lungo: al rientro dagli spogliatoi non si prende più le stesse responsabilità e perde subito fiducia. Resta tuttavia una delle poche note liete, per 20′, di una partita stranissima.

FILIPPO GALLO 5: Tanti, troppi errori dettati dalla poca lucidità e dalla mancanza di calma. Al tiro non è serata neanche stavolta e addirittura fallisce un comodo appoggio in contropiede. La tripla che mette nel quarto periodo potrebbe fungere da switch mentale e invece cade in un’altra ingenuità davvero marchiana: il tecnico sulla tripla di Italiano che di fatto spacca definitivamente la gara.

FEDERICO STOCH S.V.: Nei 6′ che passa in campo si distingue per voglia e abnegazione, nonostante un altro cliente scomodissimo da dover gestire come Caleb Walker.

NICOLÒ DELLOSTO 5,5: Nel fare da cambio ad un indubbiamente non irreprensibile Zanotti prova ancora a mettere il proprio mattoncino e nel primo tempo ci riesce ampiamente mandando anche a bersaglio due belle bombe che danno fiducia a tutto l’ambiente. Negli anomali accoppiamenti di giornata, tuttavia, inizia poi soffrire: tra falli e sofferenza a rimbalzo, coach Strobl decide sempre di non poter puntare a lungo su di lui.

LORENZO SACCAGGI 6: Quando ha palla lui, l’Estra è sicuramente più equilibrata e le azioni offensive partono sempre nel migliore dei modi. Ha il merito di non lasciare mai comode giocate a Mascolo, che spesso se la cava di talento. Nel post-partita il suo allenatore lo cita come esempio per tutta la squadra: sicuramente perché l’ultimo scossone prima del crollo totale dei biancorossi arriva dal suo capitano.

DANIELE MAGRO 5,5: Più utilizzato rispetto alle ultime uscite, in soccorso di un Buva che perde presto lucidità e smalto. Riesce perlomeno a far valere i centimetri per un po’, costringendo la retroguardia campana a mandarlo in lunetta. Ma sotto le plance viene sempre a mancare atletismo e la sua rimane una soluzione che non può essere cavalcata a lungo.

IVAN BUVA 5: Senza dubbio più croce che delizia la prestazione del centrone croato, apparso anche oggi in affanno nell’essere punto di riferimento offensivo. La palla continua a transitare dalle sue parti, con le difese che puntualmente lo raddoppiano e lo mettono in difficoltà. E dinanzi ad un giocatore che ancora una volta flirta con la tripla doppia ma palesa comunque tutti questi patemi, non si può che auspicare un utilizzo più equilibrato delle sue innegabili qualità.

KARVEL ANDERSON 5: La sua è ancora una volta una gara in cui non riesce a salire di giri. Pochi strappi per un atleta che ha molte giustificazioni per non essere ancora al top della forma, ma il cui contributo attuale non può bastare alla luce della situazione complessiva. Contro Scafati si vede poco, se non nel finale con il risultato già deciso. Anche in questo caso la speranza è che questo poco tempo rimasto aiuti a restituirgli quella confidence che il periodo lontano dal parquet gli ha tolto. Ma, appunto, il tempo oggi sembra mancare.

SIMONE ZANOTTI 5: Pur nel prosieguo di questa sua stagione in sofferenza, rimane un elemento imprescindibile di questa squadra. E questo è un po’ il punto dolente del tutto. Anche contro Scafati sembra accendersi con qualche attacco vincente, ma nella lotta a rimbalzo non è reattivo quanto basta per evitare ulteriori opportunità ad un’avversaria a cui non puoi regalarle. E al netto delle conclusioni da dietro l’arco, è proprio nel pitturato che il suo atletismo manca terribilmente.

COACH PETE STROBL 5,5: Ha provato a cucinare con gli ingredienti a disposizione, con una settimana in più di tempo per studiarne la composizione. Ed in effetti la sua idea è stata pienamente rispettata per 20′, pur con le solite imperfezioni. Poi, verso il finale, è sembrato che un sabotatore sia entrato in cucina e abbia deliberatamente rovinato il piatto. Ecco dunque il punto: il lavoro più oneroso per il coach biancorosso sarà appunto guarire la squadra da questo continuo auto-sabotaggio. Il tempo, per l’Estra, inizia a scarseggiare e servirà forse un aiuto in più: non un sous-chef, ma un altro ingrediente in grado di dare questo benedetto equilibrio e 40′ di vero basket.

Redazione PtSport
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