Estra, David senza filtri: «Ho salvato il Pistoia Basket dal fallimento»

Il presidente dell’Estra: «Ho investito milioni perché amo questa città e la sua gente, anche se credo che non tutti ci apprezzino»

Nell’occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo coach dell’Estra Pistoia Pete Strobl, a presenziare sono stati anche il presidente Joseph David e il direttore generale Di Nino. Oltre che per annunciare e far conoscere il nuovo coach dell’Estra, la conferenza stampa si è focalizzata soprattutto su determinate dinamiche economico-societarie che il presidente del Pistoia Basket David ha tenuto a chiarire. Attraverso un lungo monologo prima, e rispondendo alle domande dei giornalisti poi, il patron dell’Estra Pistoia, con tono fermo e deciso, ha voluto sviscerare alcuni aspetti finanziari, e non solo, che hanno caratterizzato la squadra di Via Fermi durante il suo anno di presidenza.

DAVID A TUTTO TONDO

«Undici mesi fa ho acquisito il Pistoia Basket – così ha iniziato il numero uno dell’Estra -. Di fronte a me si sono presentate subito due possibilità: farlo fallire, ipotesi probabilmente più semplice e conveniente, o mantenerlo in vita attraverso sforzi e sacrifici continui. Io, insieme ai miei partner investitori abbiamo optato per la seconda soluzione, lottando fin dal primo giorno per evitare che il Pistoia Basket scomparisse. Lo scenario però che ci si è presentato ad inizio stagione è stato decisamente peggiore di quanto ci aspettassimo. La situazione economica e finanziaria lasciata dalle precedenti gestioni era semplicemente disastrosa, con milioni di debiti all’attivo. Per risanare, in parte, questa “falla”, la cordata americana di cui faccio parte, ha investito circa quattro milioni di dollari, di cui due versati direttamente da me. Cifre che probabilmente nessuna gestione aveva mai investito prima. Ad oggi posso dire che la situazione finanziaria è probabilmente la migliore della storia recente del Pistoia Basket. Perché lo faccio? Perché mi sono sentito accolto sin dal primo giorno, innamorandomi della città e del suo popolo».

«VOGLIO RIPORTARE L’ESTRA IN A1»

«Parlando della stagione in corso sono chiaramente deluso dai risultati – continua David -. Vista la disastrosa situazione economica mi sono dovuto concentrare su quell’ambito, lasciando nelle mani di direttore sportivo ed allenatori gli aspetti di campo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato, ed è per questo che ho voluto optare per un ultimo cambio in panchina con l’arrivo di Strobl. Nulla di personale contro Della Rosa e Sacripanti, ma hanno reso sotto le aspettative e mi sono visto costretto ad esonerarli, è business. Sono convinto però che, se dovessimo raggiungere, come mi auguro, l’obiettivo salvezza, la prossima stagione potremmo tornare a puntare ai playoff e anzi, se arrivassero altri investitori avremmo tutte le carte in regola per tornare in Serie A1. Voglio rimanere a Pistoia e questo mi sembra evidente anche da tutte le iniziative che abbiamo portato avanti fuori dal campo, dalla riqualificazione dei campetti da basket in Toscana, all’aiuto doveroso nei confronti della famiglia Marianella, fino agli incontri nelle scuole. Abbiamo inoltre rinnovato i rapporti con la Pistoiese, evidenziando la mia pistoiesità e la voglia di essere parte integrante di questa città. Voglio, inoltre, esprimere la mia profonda gratitudine per tutto lo staff che lavora qui: da quest’anno si è tornati a lavorare insieme senza divisioni come nel passato, così come ai soci e i membri del Cda, ed al DG Andrea Di Nino perché ci tengo a precisare che senza di lui non ci sarebbe il Pistoia Basket, per tutto il lavoro che ha fatto e che sta facendo. Penso che sia molto stanco di sentirsi con me al telefono più volte al giorno e voglio esprimere la mia gratitudine per la sua leadership».

«QUALCUNO NON CI VUOLE»

Concludendo il presidente David ha voluto parlare del suo rapporto con la città, e alcuni tifosi piuttosto “scettici” nei suoi confronti. «Voglio che i nostri tifosi rimangano vicini alla squadra anche in questo momento delicato, supportando tutti i giocatori, l’allenatore e i membri dello staff. Fin quando vedrò il supporto dei tifosi nei confronti miei e della squadra, io continuerà ad essere il presidente del Pistoia Basket. Seppur sia palpabile l’affetto verso il club, a volte ho la sensazione che qualcuno non mi abbia mai voluto a Pistoia, sin dal primo giorno, sperando nel fallimento della cordata americana. Faccio un esempio recente, dopo la partita di Mestre, che ho visto dal vivo, sono stato criticato perché non mi sono seduto vicino alla squadra, quando per regolamento non posso stare in panchina. Quando io dico che qualcuno in città non mi vuole faccio proprio riferimento a questi atteggiamenti».

«Cosa ho fatto per sentire la pistoiesità e sentirmi parte di questa città? Ho salvato il Pistoia Basket, ogni giorno lavoro per questa squadra, lo finanzio, lo seguo e mi confronto con i tifosi costantemente. Ieri ho incontrato due persone che hanno guidato per oltre 30 minuti solo per venirmi a salutare; io tutto questo lo sto facendo per loro. Non certamente per le persone che non vedono l’ora di criticarmi e sperano che la gestione americana fallisca».

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