All’Itelyum Arena l’Estra Pistoia fa e disfa: Brajkovic e la coppia Della-Sacca le uniche luci. Rowan sparacchia, Paschall fuori giri
CHRISTON 5,5: Come non raggiungere la sufficienza dopo aver sfiorato la doppia doppia? La spiegazione sta nella discontinuità e nelle cinque palle perse di chi dovrebbe portare ordine all’interno del sistema. Ancora una volta l’ex Brescia eccede nella fiducia e si conferma un ibrido tra play e guardia che non sta contribuendo alla crescita dei suoi compagni. E se proprio bisogna essere sinceri, anche la leadership è tutta ancora da vedere.
DELLA ROSA 6,5: Lotta come un leone e si prende anche delle conclusioni importanti in una gara in cui la fragile difesa varesina concede spazi clamorosi. Nel secondo quarto è tra i protagonisti della rimonta andata a buon fine, confermandosi (lui sì) un leader emotivo e attivo nel momento del bisogno. Naturalmente la sua buona volontà, così come quella di altri suoi compagni, non può bastare quando in campo nemico c’è da trovare un ulteriore colpo alla botte. Ma rimane uno dei pochi positivi di questa gara così piena di continui up e down.
ANUMBA 5,5: 11 minuti sul parquet per lui, con l’unica nota a merito dei sei rimbalzi catturati. Prova a farsi sentire soprattutto in difesa, con fortune alterne. In attacco invece, in una gara dove potrebbe anche prendersi qualche tiro in più, rinuncia presto ad incidere dopo un appoggio sbagliato.
PASCHALL 4,5: Almeno potranno smetterla di dire che la sua esperienza in Serie A ha visto più canotte strappate che punti. Ma il suo ritorno in campo dopo quasi un mese è ancora condizionato da una forma fisica lontanissima da un livello quantomeno accettabile. Combatte più contro i suoi demoni, cercando di ritrovarsi, che contro gli uomini da marcare. Tra questi un Alviti che beneficia alla grande dei suoi ritardi in copertura. Insensato ad oggi, dopo un’inattività lunghissima e un ulteriore stop, chiedergli di più. Peccato che Pistoia non possa concedersi il lusso di attenderlo. Ad oggi schierarlo è solo controproducente.
ROWAN 5,5: Chiude da top scorer, ma anche oggi il suo rapporto col canestro è a metà tra ossessione e forzatura. 5/11 da dentro, 1/6 da fuori in 37 minuti in campo sono un’ulteriore conferma di quelli che sono i fragili equilibri su cui poggia questo team. E i 20 punti sono solo il manifesto di un non-sistema che risulterebbe poco congeniale anche se al suo posto ci fosse un Terran Petteway. Di cui, per inciso, si ricordano ancora tutt’altre percentuali. Finché al centro del villaggio non ci sarà la squadra, anche le sue rimarranno soltanto prestazioni a metà.
FORREST 4,5: Sperando che la scavigliata che l’ha tagliato fuori dal finale di gara non si riveli niente di troppo problematico, la sua involuzione rispetto alle prime uscite è talmente manifesta da risultare quasi il più grande interrogativo di una squadra già fin troppo enigmatica. Smazza 5 assist, ma il suo 1/4 dal campo è qualcosa di incomprensibile: non per l’1, ma per il 4. Da trascinatore a gregario nel giro di poche partite, da play con carenze a combo-guard fantasma. Un altro elemento da trarre in salvo.
SACCAGGI 6,5: Un importante career high in Serie A che però non potrà essere festeggiato. L’altro leader dello spogliatoio veste i panni del tiratore e chiude con percentuali perfette e un 3/3 da dietro l’arco che tira su il morale ad una spenta Pistoia. Il tutto senza però far mancare mai energia, voglia, abnegazione e il solito gioco duro. Nel momento che può creare un finale alternativo, commette un antisportivo di frustrazione e rabbia. Meglio questo della confusione totale su diversi altri volti e della passività vista troppo spesso in campo dalla squadra.
SILINS 5,5: Il migliore per distacco di questo primo mese di stagione compie il primo vero passo falso. La sua partita comincia in ritardo, tra i falli subito a carico e una serata al tiro che parte male. Si rifà solamente nel finale, quando le sue conclusioni dalla lunga danno una flebile speranza e giustificano la sua presenza sul parquet al posto del più positivo Brajkovic. Doveva essere tra le chiavi tecniche della gara: quando lo capisce, è troppo tardi.
BRAJKOVIC 6,5: MVP dei toscani in quanto unico capace di mandare costantemente in crisi la difesa forata stile groviera dei padroni di casa. Kao non riesce mai a limitare il suo gioco dentro l’area e il suo 8/8 sta lì a renderlo fin troppo evidente. Raccoglie rimbalzi e mostra per la prima volta dall’inizio della stagione la pulizia del suo gioco. Peccato che, una volta che Varese individua l’unico problema vero di giornata, anche lui non possa reggere la pressione di essere l’arma solitaria di un team con poche soluzioni.
COACH CALABRIA 5: Fino all’intervallo lungo è non giudicabile. Il suo primo tempo è una seduta prolungata (intesa anche come posizione) di pura osservazione, mentre a dare indicazioni alla squadra è il primo assistente Della Rosa. Che si tratti o meno di una protesta silenziosa nei confronti della dirigenza, poco importa. I problemi sono anche in campo ed evidenti e l’allenatore nativo di Pottstown non sembra ad oggi nelle condizioni ideali per provare a risolverne una parte. L’unico quesito da porsi e risolvere definitivamente fino alla ripresa degli allenamenti è se vuole e può essere ancora lui la guida di questa squadra. Il bisogno in effetti (di una guida) è impellente.


