A Lucca hanno brillato sia Hawkins che Wheatle, mentre Willis e Varnado appaiono in ripresa: per Pistoia c’è tanto di buono da coltivare
Di Francesco Belliti
Il Trofeo Lovari di Lucca, così come la Link Cup della settimana precedente, si è svolto in un momento non semplice per l’Estra Pistoia. Se a Sansepolcro si era arrivati con i forfait di Varnado e Moore sul groppone, le partite di venerdì e sabato sono state ancora condizionate dalle assenze: quelle del succitato playmaker e del pivot Ogbeide. Un eufemismo dire che non è stata la migliore pre-season possibile per coach Brienza e il suo staff, specie in questo delicato percorso di avvicinamento al campionato di Serie A.
Le gare contro Venezia e contro Pesaro non possono che essere viste nell’ottica di una parziale mancanza di informazioni. Soprattutto l’assenza più prolungata di Moore rappresenta un buco non indifferente su come questa squadra può e potrà essere, sia a livello di ritmo di gioco che di pericolosità offensiva. Ma, aldilà di tutto questo, il campo continua comunque a parlare e a fornire delle indicazioni che possono essere messe sotto la lente di ingrandimento.
LE CONFERME: HAWKINS E WHEATLE
A Lucca l’Estra ha mostrato progressi a tutto tondo, confrontandosi con due formazioni che, nell’arco della stagione, ambiranno a traguardi diversi. Infatti, se da una parte Venezia può benissimo essere messa tra le squadre che punteranno alle prime quattro posizioni del tabellone, dall’altra Pesaro sarà tra quelle che graviteranno in una zona altrettanto calda, quella della salvezza.
Al netto di ciò che recitano carta e pronostici, Pistoia ha avuto in ogni caso importanti conferme da due giocatori in particolare. Il primo è senza dubbio Ryan Hawkins, finora di gran lunga il più positivo tra i nuovi volti. Il lungo nativo dell’Iowa è stato protagonista indiscusso nella semifinale contro Venezia, eguagliando il suo high di punti (19) e di triple messe a segno (5) registrato contro Napoli a Sansepolcro. Nel complesso del torneo lucchese, Hawkins ha poi dimostrato le sue qualità in avvicinamento a canestro, a rimbalzo e nel servire i compagni, oltre alle sue capacità in difesa e, in particolare, nell’intercettare la palla.
L’altra conferma, semmai si possa definire così, è Carl Wheatle. Se c’erano ancora dubbi sul suo essere pronto al ritorno in A1, il Trofeo Lovari può averli spazzati via definitivamente. Il giocatore non ha bisogno di presentazioni: i suoi punti di forza sono arcinoti, ma vederli applicati al livello della massima serie è stato senza dubbio incoraggiante. Un’impattante doppia doppia ai danni di Venezia da 14 punti e 10 rimbalzi, una prova solidissima contro Pesaro, dove ha raccolto 11 punti e 6 carambole. In entrambe le occasioni, un’intelligentissima selezione dei tiri e una altrettanto accorta gestione dei possessi.
Il fatto che i due rappresentino i primi punti fermi di Pistoia non deve per forza destare sorpresa, visto il loro essere i giocatori più complementari all’idea di gioco di coach Brienza. In attesa di un’ulteriore crescita collettiva, i biancorossi hanno già trovato due affidabilissime armi tecniche e tattiche.
SEGNALI POSITIVI: WILLIS E VARNADO
Tra coloro che invece erano i più attesi al varco durante il torneo di Lucca, i nomi che venivano subito alla mente erano quelli di Payton Willis e del rientrante Jordon Varnado. Per quanto riguarda l’ex Hapoel Gilboa, la pre-season era stata finora avara di grandi acuti e contraddistinta da poca continuità lungo l’arco della singola partita. A Lucca Willis si è reso protagonista di uno strabiliante primo quarto contro Venezia, quello dove Pistoia ha chiuso con un sorprendente +13. Il calo successivo ha tuttavia ridato adito ai dubbi.
Dubbi che il giorno successivo sono stati accantonati con una prova da vero primo violino: 25 punti con il 47% dal campo, 6 triple mandate a bersaglio, 6 rimbalzi e 2 assist. Una performance da cui il nativo di Fayetteville dovrà ripartire e prendere fiducia.
Discorso diverso, quello che riguarda Varnado. L’MVP della finale promozione ha vissuto un inizio di stagione assai complicato, tra un virus influenzale e un infortunio al piede che gli hanno fatto perdere parecchio tempo sulla tabellina di marcia. Gli effetti di ciò si sono visti nel suo rientro in campo durante la semifinale con Venezia: una partita subito condizionata dai falli dove comunque ha provato a reimporre le sue skills.
È poi bastato un altro giorno e un’altra gara per rivedere i lampi di colui che è stato l’eroe e il giocatore dominante della scorsa stagione. Le percentuali al tiro rimangono rivedibili, ma al termine della finalina contro Pesaro Varnado è riuscito a mettere insieme 12 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 7 falli subiti. Il tutto con un minutaggio ancora improntato alla prudenza.
L’ULTIMO TEST
Non sono dunque pochi i motivi per cui ben sperare in casa Pistoia, in attesa che il gruppo si ritrovi finalmente a lavorare al completo. Adesso rimane soltanto un test amichevole contro Cremona, in programma questo mercoledì a Modena, poi ci sarà solo da vivere in palestra gli ultimi giorni di avvicinamento al debutto in Legabasket in quel di Varese. L’attesa inizia davvero a farsi sentire.


