Parlare semplicemente di permanenza in Serie A appare ormai quasi riduttivo. A capolavoro firmato ci sarà spazio aperto ai sogni
Il presentimento che la pausa fosse arrivata nel momento giusto era diffuso. Le gare con Tortona e Cremona lo hanno confermato in toto. Pistoia è ripartita con le marce altissime e dopo la Bertram al PalaCarrara ha messo sotto scacco anche la Vanoli sul proprio campo. Una squadra fisica e fastidiosa quella di Cavina, tenuta a bada per 40′ senza dare mai l’impressione di poter essere raggiunta. Estra ha condotto la sfida con autorità e solidità dall’inizio alla fine, contenendo i vani tentativi di rientro dei padroni di casa.
Un successo fondamentale in chiave salvezza per molteplici motivi. I lombardi sono ora stati battuti sia all’andata che al ritorno – ciò significa scontro diretto a favore – e le due squadre attualmente al penultimo e ultimo posto sono entrambe uscite sconfitte nell’ultima giornata. Il 15esimo posto occupato da Pesaro dista ora 10 lunghezze. Aspettando l’aritmetica tranquillità, l’entusiasmo respirato rende quasi inevitabile il posare lo sguardo verso l’alto.
FORTINO ESPUGNATO
Dopo un periodo di sfide complicate contro i top team del campionato, la vittoria mancava all’affamata Pistoia di Brienza. Detto fatto, recuperate le energie, ecco due successi consecutivi contro la quotata Tortona e l’ostica Cremona. La Vanoli – aveva messo in guardia Brienza – ha costruito la sua classifica proprio al PalaRadi. Eppure contro una Estra così, i lombardi non sono riusciti mai ad entrare pienamente in partita. Il tecnico biancorosso aveva esaltato la percentuale da 3 della squadra di Cavina, in casa la migliore dell’intero campionato sotto questo aspetto.
Asfissiata dall’aggressività di Pistoia, Cremona ha chiuso con un misero 10%, sparacchiando un pessimo 3/30 da oltre l’arco. Un lavoro certosino quello della retroguardia di Pistoia, con Wheatle francobollato a Lacey e Saccaggi a dare man forte su Denegri. Decisivo a chiudere ogni pertugio anche Derek Ogbeide, spaventosamente dominante per punti, rimbalzi, stoppate e recuperi. MVP a tutto tondo della sfida. Restando sui singoli – accanto all’ormai certezza Wheatle, forse il più consistent dell’intero roster – nota lietissima è rappresentata da Jordon Varnado. Con 16 punti e 11 rimbalzi, il numero 23 ha firmato ufficialmente il suo rientro a ranghi completi.
IL SOGNO PLAY-OFF
Nel rush finale della Serie A, con 8 gare ancora da disputare, ritrovare un Varnado così può davvero spostare gli equilibri in classifica. Pur non avendo avuto un tassello così importante per larghissimi tratti di stagione infatti, Pistoia occupa la settima posizione della classifica. Frutto di un gruppo più forte di qualsiasi avversità. Inscalfibile anche se reduce da momenti negativi dal punto di vista dei risultati. Capace di tirarsi su in un amen e riprendere da dove aveva lasciato. Anzi, persino con più efficacia.
Estra si trova dunque ora in zona play-off, difatti a distanza pari (10 punti) tra il penultimo e il secondo posto in cui risiede la Virtus Bologna. Una stagione straordinaria, tanto che da almeno alcune settimane parlare di salvezza pare quasi riduttivo. Merito di una squadra che sorprende ogni volta di più. Capace di volare sulle ali del pubblico biancorosso in casa ma altrettanto vincente lontano da Pistoia senza mai perdere il focus. L’esaltazione del momento è giusta e naturale, la classifica stessa rende difficile parlare ancora di salvezza ma proprio questa mentalità del non abbassare mai la guardia ha portato Pistoia dove è adesso.
La post-season coronerebbe un’annata strepitosa, anzi, un biennio incredibile. Una medaglia al merito per una squadra capace di far sognare, gioire e ora nuovamente sognare. Lo sappiamo bene, farlo non costa nulla. E vederli realizzati i sogni, provoca sensazioni con pochi eguali. Allo stesso modo, rimanere fuori dalle prime otto non dovrà eventualmente essere visto in nessun modo come una sconfitta, o peggio ancora, un fallimento. Ad obiettivo in cassaforte, tutto ciò che potrebbe arrivare dopo sarebbe una pura soddisfazione ulteriore. Un premio speciale per una squadra speciale.


