Estra Pistoia senza anima e cuore: le pagelle del KO con Torino

In una serata desolante l’unica nota lieta è l’esordio di Flauto. Dopo l’ennesima deludente prova, la squadra esce ancora tra i fischi

GABRIELE STEFANINI 4,5: scompare per larghi tratti del match, mostrando solo in pochissimi frangenti le innegabili qualità offensive. Le percentuali sono bassine (specie dalla lunga) e l’impegno in difesa non sempre sufficiente.

FILIPPO GALLO 5: discorso per certi versi simile al precedentemente nominato compagno di reparto. Il classe 2004 si accende solo ad attimi, non trovando mai il bersaglio da oltre l’arco in cinque tentativi. Con 6 rimbalzi catturati è il migliore dei suoi in questo fondamentale, segno del suo agonismo ma anche di un contesto biancorosso estremamente difficoltoso.

FEDERICO STOCH 6: al classe 2006 va in primis un grosso “in bocca al lupo”, con la speranza che l’infortunio al ginocchio sia meno grave di quanto percepito sul momento. Nei 15 minuti in campo il suo impatto era stato peraltro molto positivo, con il 100% dall’area e a cronometro fermo, oltre alla solita abnegazione difensiva.

NICOLÒ DELLOSTO 4,5: in rapporto ai suoi 20 minuti in campo il suo contributo è davvero poco. Trova i primi punti a giochi già finiti mentre dall’altra parte del campo non riesce mai ad essere un ostacolo alle offensive avversarie.

COSIMO FLAUTO 7: come i punti segnati negli altrettanti minuti sul parquet nel finale di gara. L’unica nota lieta della desolante serata a tinte biancorosse è l’esordio del giovanissimo talento nella sua personale “settimana da Dio”, vista la recente convocazione nella Nazionale U17. Una enorme soddisfazione personale per Flauto, seppur in una sfida non certo memorabile per l’Estra Pistoia. Lui invece, se la ricorderà per sempre.

LORENZO SACCAGGI 5: dopo il break subito nel secondo periodo anche il capitano, solitamente l’ultimo a mollare, sembra presto smettere di crederci. Lo si legge dal suo volto, a tratti sconsolato. Tenta qualche scorribanda in area delle sue per ravvivare un attacco sterile ma fatica a tenere botta alla precisione chirurgica di Teague, mollando lentamente ma inesorabilmente la presa.

DANIELE MAGRO 4: prestazione totalmente da dimenticare per il pivot padovano (-1 di valutazione finale). Nei 15 minuti in campo riesce a lasciare il segno in positivo soltanto con un viaggio in lunetta. Tre perse, quattro falli commessi e la sensazione costante di non essere in grado fisicamente e mentalmente di stare dentro la partita.

KARVEL ANDERSON 6: con l’addio di Buva il peso specifico in termini di punti è ricaduto tutto sulle sue spalle. La forma fisica appare in crescita e al tiro è discretamente continuo. Cinque bombe non sono dato da poco, sebbene con ben undici tentativi. Nonostante arrivi da un pesantissimo infortunio è diventato già semplicemente insostituibile nello scacchiere biancorosso e i 34 minuti concessigli da Strobl ne sono una conferma. Senza nulla togliere alle sue eccellenti qualità, è un segnale di come squadra e società siano in un momento davvero di estrema difficoltà.

SIMONE ZANOTTI 4: senza Buva tocca a lui (e a Magro) prendersi sulle spalle il centro dell’area ma il risultato è a momenti disastroso. Solo un canestro dal campo, la miseria di un rimbalzo catturato e la serie di falli commessi fino al quinto con cui lascia anzitempo il campo. Davvero troppo poco per (attualmente) il cinque titolare di una squadra che vorrebbe provare a salvarsi.

COACH PETE STROBL 5: si è ritrovato in una situazione già ampiamente compromessa e peggiorata dalle partenze dell’ultima settimana (specie quella di Buva) ma ad oggi non sembra essere in grado di poter proporre contromisure efficaci al momento nero vissuto dall’Estra. La scossa emotiva non è arrivata, migliorie tattiche nemmeno. I giocatori appaiono spaesati, senza coscienza di cosa devono proporre sul parquet. La colpa ovviamente non è sua. Lo stato attuale delle cose altro non è che figlio di una gestione pessima di una stagione il cui baratro ogni settimana diventa sempre più profondo.

Redazione PtSport
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