Estra Pistoia, siamo già al punto di non ritorno?

Tensioni interne e problemi strutturali stanno condizionando la stagione dell’Estra: dopo Tortona come ripartire?

Il postpartita contro Tortona ha tratteggiato, in casa Estra Pistoia, i contorni già delineati della crisi. Una crisi tecnica, di risultati, ma anche emotiva. La sesta sconfitta di fila, che già da sola basta a definire il momento in via Fermi, è però soltanto la copertina. Dietro, aprendo, c’è invece un libro che racconta di mesi vissuti a tappare buchi, in silenzio, causando però l’allargamento di una voragine. Il risultato è un coach Zare Markovski che, in evidente difficoltà davanti ai microfoni della sala stampa, ha provato comunque a tornare sui soliti discorsi e, come fatto anche alla vigilia, discordando in modo totale da quanto detto dal suo presidente all’inizio della settimana.

Pistoia ad oggi non è un’ottima squadra che può anche puntare ai play-off. I biancorossi in questo momento non hanno i mezzi fisici e tecnici per vincere le partite. Il fatto che le sei sconfitte siano arrivate con divari veramente minimi è soltanto dovuto ad un talento offensivo insito nel roster che tuttavia non riesce a compensare le fragilità in difesa. E questo perché l’organico non è stato creato ad hoc. Parole, rimpastate ma neanche tanto, dell’affranto Markovski. Un allenatore che adesso è stanco di dover ripetere quanto già espresso in altre occasioni.

PROBLEMI STRUTTURALI

Il solito spartito si è puntualmente ripresentato contro la Bertram Tortona di coach De Raffaele, che al PalaCarrara non ha certo dato l’idea di essere una corazzata invincibile, ma cui è bastato ricorrere alle proprie principali bocche da fuoco per chiudere la pratica. L’Estra invece, pur rimanendo sempre in scia, non ha mai dato l’impressione, e qualcosa anche di più, di potersi connettere completamente alla gara. E per “completamente” si intende coprendo il campo nella sua interezza, in entrambe le fasi.

Ci sono, come sottolineato da Markovski, i 21 tiri in più dei piemontesi, i 18 rimbalzi in attacco concessi e l’ovvio gap di 10 di tutte le carambole catturate. E così il paradosso di una squadra che nelle ultime sei gare è viaggiata a 88.3 punti di media senza mai vincerne una è presto spiegato. Poco da aggiungere, se non appunto citando nuovamente gli ormai famosi problemi strutturali che adesso iniziano a mostrarsi in tutta la loro evidenza. Quelli di un’Estra condizionata dall’assenza di solidità difensiva e, anche e purtroppo, di compattezza e unione d’intenti.

Tornare sul mercato, alla ricerca di elementi in grado di ovviare a questi problemi, sarebbe dunque l’unica mossa da fare per avere una svolta. Ma considerando i cambiamenti già operati, con risultati nulli, adesso il margine di errore è praticamente prossimo allo zero. Con la consapevolezza che, in ogni caso, non si potrà andare a sanare completamente la situazione. Minutaggi, equilibri tecnico-tattici e ruoli rimarranno comunque una costante: una variabile impazzita che potrebbe rappresentare un handicap in ogni singola partita. Senza contare che, anche allora, ci sarebbe una squadra che deve ancora diventare un vero gruppo.

TENSIONE CRESCENTE

Perché, appunto, a tre gare dal giro di boa l’Estra Pistoia e la società che la rappresenta appaiono sempre di più una polveriera. La Baraonda Biancorossa ha lasciato un vuoto visibile al PalaCarrara ma, fuori da esso, si è anche espressa chiaramente, dopo più di una settimana, su motivi e persone legate alla propria protesta. A questo si aggiunge il sopracitato totale disallineamento di pensiero tra presidente e coach, dopo una stagione in cui questo rapporto è stato tutto tranne che felice. Come con Dante Calabria, Ron Rowan deve fare i conti con un allenatore già stanco di dover fare lo “yes man” in qualsiasi occasione. Un altro cambiamento in panchina non aiuterebbe di certo e non precluderebbe un altro scontro frontale.

E sicuramente non aiuta neanche la situazione ormai creatasi intorno a Maverick Rowan, apparso ancora più isolato rispetto al resto della squadra. Nel secondo tempo soprattutto, il suo poco coinvolgimento da parte dei compagni è stato evidente, così come non è passato sotto traccia il momento in cui il suo allenatore, a 4:16 dalla fine, ha deciso di panchinarlo (con tanto di evidente gesto di stizza del numero 8 biancorosso) producendo il rumorio d’approvazione da parte del PalaCarrara. Il tutto con il presidente e padre del giocatore che sedeva in prossimità della panchina biancorossa. Finita la gara, il riferimento fatto da Markovski a certi egoismi e interessi individuali che frenano la formazione del gruppo è stato fin troppo facile da leggere, sia per le tempistiche legate alle domande poste che per l’episodio in sé.

Uno spogliatoio disunito, o comunque che ha al suo interno delle tensioni irrisolte verso uno o più elementi, è l’anticamera di un percorso che difficilmente porterà ad una vera svolta. Capiti i limiti tecnici e anche caratteriali, l’unica via è arrivare alla conclusione che gli interessi individuali possono e devono coincidere con quelli collettivi. Questo ancor prima di rimettere nuovamente mano ad un roster che, è ormai pacifico, non diventerà inattaccabile o rasenterà la perfezione. Sotto l’albero non si troverà un miracolo natalizio, ma è comunque lecito chiedere soluzioni concrete.

ESTRA, SIAMO ANCORA IN TEMPO?

Come detto, c’è più di mezzo campionato da giocare ancora. Il girone di andata si chiuderà con tre sfide al limite del proibitivo: due trasferte a Brescia e Trieste, con in mezzo la gara casalinga con l’Olimpia Milano. Fare almeno un risultato avrebbe un peso specifico importante, anche per evitare un filotto di sconfitte che diventerebbe storico. I nove ko consecutivi che portarono all’esonero di Alessandro Ramagli nel campionato 2018/19 possono infatti essere pareggiati già prima del giro di boa.

Senza contare le sfide decisive che arriveranno all’imbocco del ritorno: Varese (19/01 in casa), Treviso (2/02 in casa), Scafati (9/02 in casa) e Napoli (2/03 in Campania) saranno gare assolutamente da non sbagliare e che potrebbero portare in dote la maggior parte dei punti che servono per l’obiettivo salvezza. La situazione di classifica rimane preoccupante, con anche i succitati partenopei che sono riusciti a sbloccarsi e che adesso potranno iniziare la loro rincorsa sulle ali dell’entusiasmo. Senza dimenticare Cremona, la prima inseguitrice che nonostante un roster non molto talentuoso ha comunque mostrato più compattezza e solidità difensiva.

Non è tardi, dunque, per l’Estra Pistoia. Tuttavia questa corsa per il mantenimento della categoria si farà sulla capacità di arginare problematiche a questo punto irrisolvibili nella loro totalità. Coach Markovski, anche da questo punto di vista, è stato fin troppo chiaro. E onestamente è impensabile che un qualsiasi altro tecnico, indipendentemente dall’esperienza, possa asserire il contrario. Trovare un gruppo, alla ripresa dei giochi, e ovviare almeno ad un ristretto numero di problemi tecnici rimarrebbe soltanto un punto di partenza. E tanto dovrà bastare.

 

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