Estra, scatta l’era-Okorn: «Basta col passato: il campo è il mio territorio»

L’Estra si prepara a ricevere l’Olimpia Milano e il suo nuovo coach è pronto al debutto: «Impossibile non utilizzare gli italiani»

Archiviato il 2024 con la settima sconfitta consecutiva, l’Estra Pistoia è pronta ad inaugurare l’anno nuovo con il match di cartello al PalaCarrara contro i campioni d’Italia dell’Olimpia Milano. Una sfida che, oltre a mettere davanti i biancorossi ad una vera e propria potenza del basket europeo, vedrà anche il debutto in panchina di coach Gasper Okorn. Quindi la vigilia di partita è anche l’occasione per la presentazione ufficiale dell’allenatore sloveno, che tra l’altro dovrà aspettare prima di poter utilizzare il neoacquisto Derek Cooke. La testa, dunque, va alla squadra che ha giocato le ultime gare.

«In questo momento non siamo in una buona posizione in classifica e questo vogliamo cercare di cambiarlo il prima possibile – queste le prime parole di Okorn – Sono qui da solo una settimana, in cui abbiamo lavorato su alcuni aspetti sia difensivi che offensivi: ovviamente i miglioramenti non si vedranno dal giorno alla notte. Credo molto nel lavoro: stare in palestra il più possibile e spingere forte. Siamo a metà campionato con un roster che non si può certo stravolgere: bisogna lavorare con gli atleti che abbiamo e aiutarli a migliorare. Stiamo aspettando l’arrivo di Cooke, che è un vero 5: è chiaro che Silins sia un giocatore davvero bravo ma non è un centro puro. Dobbiamo migliorare creando una difesa più dura e andando meglio a rimbalzo. A Brescia ho già visto delle cose buone nel secondo tempo: una difesa non perfetta ma di gran lunga migliore rispetto al primo. Siamo riusciti ad avere la possibilità di vincere, ma come è successo diverse volte ci è mancato poco per riuscirci. Tutti i giocatori vogliono svoltare e questo per me è molto importante».

ESTRA: ITALIANI, MILANO E FUTURO

Uno dei punti più interessanti sarà sicuramente vedere come Gasper Okorn intenderà sfruttare il gruppo italiano dell’Estra. A Brescia, ad esempio, l’utilizzo di Saccaggi ha sicuramente portato più equilibrio difensivo e ha propiziato la momentanea rimonta ai danni della Germani. Dopo una prima parte di stagione in cui tutti i formati di Pistoia sono stati poco considerati, il loro nuovo coach ha idee diverse ma chiare su cosa è necessario fare.

«Il basket italiano l’ho sempre seguito: d’altronde abito molto vicino. Penso che sia tra i migliori movimenti d’Europa, dopo la Spagna e altri due-tre. Riguardo i nostri italiani che giocano poco, non succede solo in questo paese che gli atleti formati trovino poco spazio. Basta guardare l’Eurolega per rendersene conto. Ed è anche ovvio che le squadre con il miglior budget abbiano anche i migliori italiani nel proprio roster: scendendo, è ovvio che si trovi sempre meno materiale umano da poter mettere a roster. Per me rimane impossibile non sfruttare i giocatori italiani: non posso fare minutaggi come quelli visti con Scafati. Dovrò fare in modo che la panchina possa dare di più. Un giocatore, per poter rendere e dare tutto, deve giocare massimo 30 minuti».

E dopo la gestione interna arrivano anche gli avversari. In questo caso i peggiori da trovare in un momento in cui la classifica assume toni d’emergenza. Ma c’è anche un risvolto della medaglia, come suggerisce lo stesso Okorn: lo stimolo della possibile impresa e la consapevolezza sulla forza dei meneghini.

«Penso che sfidare Milano ci aiuti, anzi potrei dire che per noi è la partita più facile da preparare. Non puoi non essere motivato e non puoi sentire la pressione. Contro Cremona, per esempio, avresti avuto l’obbligo di vincere. Domenica dovremo affrontare la gara in modo serio e dare del nostro meglio. Dopo questa e Trieste, per noi inizierà un altro campionato con sfide che saranno decisive per il nostro obiettivo. Cooke avrà poi un minimo di tempo per integrarsi ed essere pronto per le sfide che verranno».

«IL CAMPO È IL MIO TERRITORIO»

Aldilà dell’oggi e del futuro prossimo, il peso del passato incombe sull’Estra non solo per i risultati, ma anche per i problemi visti tra i vertici della società e i due coach precedenti. Coach Okorn è chiamato a trovare una linea di comunicazione che in questi mesi è obiettivamente mancata. E, a sentirlo, l’ultima cosa che c’è da aspettarsi è che subisca indicazioni o ingerenze da parte di chi comanda il club.

«Sono venuto qui per lavorare sul campo e dare del mio meglio per Pistoia. Certo, ho parlato col presidente e con tutta la dirigenza. So che sono stati mesi difficili per questa società, ma questo per me rappresenta il passato. Dobbiamo lavorare tutti insieme: io mi occuperò di proteggere il campo, che è il mio territorio. In questi quattro mesi che verranno dobbiamo fare di tutto per salvare la stagione e sperare che i tifosi ritornino al palazzetto. Bisogna guardare in avanti e fare tutto il possibile. Che squadra ho trovato? Una già fatta cui chiederò di dare il massimo e di essere gruppo, specie in difesa. Cooke ci aiuterà tanto, mentre tutti gli altri hanno ottimi margini di miglioramento. Un ultimo cambio? Non lo escludo, ma dobbiamo giocare diverse partite per capire se è necessario».

«Voglio infine ringraziare il management del Pistoia Basket per avermi da subito fatto lavorare nelle migliori condizioni, rispondendo immediatamente alle mie necessità – ha concluso Okorn – Quello di cui sono certo è che Pistoia ha i migliori tifosi d’Italia: mi aspetto calore da parte loro perché insieme possiamo fare tanto. Voglio chiedere loro di starci accanto contro Milano e nelle prossime partite».

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