Eterno Valiani: «A 41 anni ancora mi diverto in campo»

Il capitano della Pistoiese festeggia gli anni e si racconta tra ricordi, auguri speciali e gol indimenticabili

Auguri Capitano! Ebbene sì, sono 41 le primavere sulle spalle di Francesco Valiani, quel giocatore che di appendere le scarpette al chiodo non ne ha proprio la minima idea. E’ vero, c’è una motivazione in più, che va oltre tutto, anche della sua carta d’identità. Ha vinto l’amore per la Pistoiese, per quella maglia che il capitano sente sua più di ogni altra, nonostante in carriera ne abbia indossate tante e di prestigiose.

Il cuore e l’attaccamento per la sua città hanno prevalso su tutto: «Voglio ridare qualcosa alla Pistoiese, perché non posso pensare di lasciare Pistoia e la passione per questi colori in questa maniera» furono queste le parole in quel pomeriggio di inizio giugno nella conferenza stampa alla Nursery Campus del main sponsor Vannino Vannucci. La sua volontà e il suoi obiettivi erano chiari, rimanere ancora un altro anno per dare il suo contributo e cercare di riscattare l’amara retrocessione dell’Olandesina nell’anno del centenario.

Quando hai iniziato avresti mai pensato di arrivare a giocare ancora a 41 anni?

«All’inizio della mia carriera ho sempre pensato: io giocherò a calcio per sempre. Non ci pensi mai alla fine ma forse la mia forza, anche dopo i trentacinque anni, è stata quella di non aver mai detto faccio un anno e smetto ma ho sempre pensato che fino a che starò bene mi diverto. E mi rendo conto che questo mondo mi appartiene ancora, che non ho pesantezza di allenarmi e di andare in campo. Vuol dire che ancora ce l’ho dentro e per questo proseguo. Naturalmente non pensavo di giocare ancora a 41 anni, poi , è chiaro che la stagione scorsa di sicuro mi ha lasciato una voglia di rivalsa pazzesca. Un altro aspetto importante è che non ho mai avuto infortuni che ti fanno pesare di tornare in campo e la salute mi è stata vicina»

Che rapporto hai con i giovani, le cosiddette quote e quali sono i tuoi consigli?

«Cerco sempre di dare i giusti consigli e aiutarli. E’ naturale che ci sono momenti in cui i ragazzi hanno bisogno di una strigliata e devi essere più duro e momenti dove devi alleggerire, però sono comunque molto complice. Cerco di trasmettere l’idea di spingerli sempre in avanti anche nelle motivazioni e trovarne ancora di più. E’ normale – sorride Valiani – che per età in questa categoria oltre la metà dei ragazzi potrebbero essere davvero i miei figli».

Gli auguri più inaspettati di oggi e il messaggio che più ti ha colpito tra quelli ricevuti?

«Sicuramente quelli di Raul Molnar. Ricevere quel messaggio con “Auguri Capitano” mi ha fatto un enorme piacere. Non ha bisogno di grande presentazioni ma ci tengo a dire che nella scorsa stagione Raul ha vissuto la sofferenza della stagione del centenario insieme a noi. Non c’era un lunedì che non lo sentissi. Mi diceva di non mollare ed era sempre pronto a dare consigli. Sono veramente cose che fanno piacere».

Hai avuto una carriera ricca di maglie e di soddisfazioni, qual’è stato il momento più bello e quali sono i rimpianti?

«Naturalmente il momento più alto è il gol all’esordio in serie A quando vestivo la maglia del Bologna contro il Milan, ma ci sono stati altri momenti bellissimi come quando da Latina sono passato al Bari e mi sono ritrovato in una piazza dove ho respirato calcio più che nella massima serie. Fare gol al San Nicola davanti a trenta o quarantamila persone è stato bellissimo, in un momento dove la parabola doveva essere discendente, perchè ci sono andato a trentacinque anni e invece ti rivitalizzi come poi è successo a Livorno riconquistando la serie B giocando tutte le partite a trentotto anni. Un rimpianto invece è sicuramente non aver mai giocato nelle Coppe Europee e non essere mai stato convocato in Nazionale, entrambe sono state il mio più grosso dispiacere».

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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