Ex Aglianese, la nuova vita pallavolistica di Cecilia Torracchi

Dopo quindici anni Cecilia Torracchi riparte dal Calenzano Volley. «Ad Agliana amicizie importanti», così l’ex capitano nero-verde

Da alcuni giorni è cominciata la nuova stagione agonistica, con le squadre che hanno avviato le rispettive preparazioni in un contesto anomalo complice il Covid-19, tra non poche incertezze e, al tempo stesso, la voglia di respirare l’aria di palestra a lungo mancata a causa del proliferarsi dell’emergenza sanitaria. Concetto valido anche per il Volley Aglianese di Federico Guidi, già al lavoro dalla fine di agosto, nell’ambito di un organico profondamente rinnovato, ma senza più il suo simbolo: farà strano non vedere più protagonista al PalaCapitini Cecilia Torracchi, fino a qualche mese addietro il capitano della prima squadra.

La valida schiacciatrice classe 1992, dopo una vita ad Agliana, è pronta a dare dimostrazione delle proprie indiscutibili qualità tecniche, umane ed esperienziali al Calenzano Volley, in Serie C, quest’anno trainato dall’ex Olimpia Poliri ed Euroripoli, Cosimo Becucci.

Tra le atlete in lizza per il Pistoia Sport Awards del decennio, andato in scena a Pistoia lo scorso 21 luglio, quella di Cecilia è una carriera colorata di nero-verde: la crescita nel settore giovanile, quindi la prima squadra con proficue esperienze tra Serie C e Serie D, la parentesi a Casalguidi nella stagione 2013-14 in Serie C con il Milelluci di Roberto Niccolai, seguita dal ritorno ad Agliana contestualmente all’arrivo di coach Guidi.

La qualificazione ai playoff di Serie D sfiorata nel 2015 mitigata dall’indimenticabile promozione in Serie C raggiunta nel maggio 2016 grazie al doppio successo per 3-1 nella finale playoff contro la favorita Am Flora Buggiano. La salvezza in C del 2017 contrapposta alla mesta caduta in D durante il torneo successivo. I playoff accarezzati nel 2019 hanno rappresentato il preludio al reintegro in Serie C avvenuto nell’ultima estate, in virtù del quarto posto precedente all’obbligato stop.

Un risultato frutto dell’alacre impegno ed amore passionale sempre dimostrati da Cecilia verso il club, lasciando in eredità una ritrovata Serie C che porta anche la sua firma, quella del capitano, le cui gentilezza e generosità, unitamente alle prodezze sul campo, resteranno sempre impresse nella mente e scolpite nei cuori dei tifosi, compagne, allenatori e dirigenti. Le strade si sono divise, ma quando si parla di Volley Aglianese viene naturale pensare subito a Cecilia Torracchi.  

Cecilia, ti aspettavi questa decisione della tua ormai ex società?

«Ovviamente no, nel senso che con l’arrivo del lockdown tutto si era bloccato, quindi non c’era stato modo di confrontarsi circa le scelte che sarebbero state prese in vista della nuova stagione. Comunque, avevo dato la disponibilità a rinnovare il rapporto con l’Aglianese, però è andata così…

Come ho vissuto i giorni successivi alla decisione del club? E’ stata una doccia fredda. Inizialmente è stata dura: sono cosciente del fatto che arrivi un certo momento in cui vi sia l’intenzione di operare un ricambio generazionale del roster, però non nascondo che le modalità che hanno portato a ciò mi hanno lasciato un po’ di amarezza. Ad ogni modo, nessun rancore verso la società, siamo rimasti in buoni rapporti, e di questo ho avuto modo di parlarne con la dirigenza. Chiaro che, se la situazione fosse stata gestita diversamente, tutto avrebbe avuto un altro sapore».

C’è un ricordo significativo, a livello di vittorie e rapporti instaurati, della tua lunga permanenza in nero-verde?

«A livello sportivo, riguardo alle vicende sul campo, ricordo tanti momenti positivi e soddisfazioni, però, in termini di rapporti umani, ciò che resta scolpita in me è la squadra, ovvero il legame costruito con le ragazze: chi più, chi meno, anche se alcune di loro sono ormai amiche vere e proprie, non semplici compagne di gioco, e questo, senza dubbio, è l’aspetto di maggiore rilievo. Anche durante l’anno a Casalguidi, ad esempio, si sono create amicizie importanti che tuttora mi porto dietro. Sicuramente le buone relazioni con la squadra, e altre persone, rappresentano un fattore rilevante che ti porta a rimanere per tanto tempo nello stesso ambiente».

Per te ora una nuova avventura al Calenzano: com’è nata questa opportunità?

«Diciamo che, dopo Agliana, non sono mancati momenti di titubanza sulla prospettiva di continuare l’attività. Ci sono stati diversi contatti, poi, superata l’amarezza iniziale, è arrivata la chiamata del Calenzano, al quale ha fatto seguito il colloquio con la società e con l’allenatore della Serie C, Cosimo Becucci, ed inoltre ho avuto modo di conoscere le atlete.

Alla fine, l’amore per la pallavolo mi ha spinto verso un impegno importante, almeno per quest’anno, poi si vedrà. Sono molto contenta della scelta presa: abbiamo ricominciato gli allenamenti, a parte i dolori per la preparazione – (ride Cecilia, ndr) -, ma per il resto sta andando tutto bene. Il gruppo è solido ed il coach, con il quale ci eravamo incrociati in passato da avversari ed anch’egli al primo anno a Calenzano, è molto bravo. Vediamo come procede e se si potrà ricominciare a giocare, dato che con il Covid è tutto incerto».

Quali sono le tue aspettative, e quelle della squadra, in vista di questa nuova stagione?

«Rispetto alla squadra non mi pronuncio, posso solo dire che il roster è affiatato e composto da giocatrici molto valide, quindi ci sono i presupposti per fare bene. A livello personale, mi metto a disposizione della squadra al 100%, spero di dare il mio contributo e disputare un buon campionato».

Guardando ai possibili gironi, hai pensato ad un possibile incrocio con l’Aglianese?

«Da sportiva, speriamo di essere insieme ad Agliana. Vediamo se sarà così. Al Capitini come ex nero-verde? Beh sì, la prima volta farà un po’ uno strano effetto, però si tratta pur sempre di avversari e verranno trattati come tali. Ormai vesto i colori rosso-blu. Il Volley Aglianese? Come ho detto in precedenza, i rapporti sono buoni, perciò auguro alla squadra il meglio possibile e le faccio un grosso in bocca al lupo. L’auspicio, quindi, è di poterci affrontare sul campo».

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